Le due vie

/Volumi/Scheda/515?p=34999 arte come comunicazione non sente la necessità di passare dalla parte

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 parte del ricevente e pone la dualità di produttore e di

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 un’ aporia irrisolta 46 la teoria che cerca di sviluppare

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 semantica pragmatica alla pragmatica corrisponde la trattazione dell’ arte come comunicazione

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 dalla parte del ricevente con la soppressione forzosa dell’ altro punto

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 dal tentare e dal ritentare la scalata variando non tanto il

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 il punto di stazione quanto la provenienza in questo caso

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 più specificatamente semantica neopositivista e la differenza consiste nel fatto di

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 segno vale appena sottolineare che la caratterizzazione dell’ arte come segno

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 sui generis dove si cela la differenza specifica fra l’ uomo

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 specifica fra l’ uomo e la scimmia così 44

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 invece di mettere in evidenza la peculiarità dell’ arte l’ accomuna

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 dell’ arte l’ accomuna e la livella a tutti i prodotti

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 segno mirerebbe invece a salvare la specificità dell’ opera d’ arte

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 ad aggiungersi quella che con la poesia era l’ arte semantica

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 l’ arte semantica per eccellenza la pittura con la gemella scultura

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 per eccellenza la pittura con la gemella scultura e che

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 proprio il riferimento su cui la nuova estetica doveva o voleva

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 doveva o voleva basarsi la tesi di questo scritto asseriva

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 torino 1957 abbiamo controbattuto la tesi dell’ arte come linguaggio

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 suo positivismo esclude dalla storia la razionalità sacrifica alla molteplicità delle

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 delle culture il loro concatenamento la loro integrazione s’ interdice di

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 d’ arte come tale mentre la sua reinserzione nel tessuto dialettico

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 e recepita come tale la semantica da sola non può

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 maggiore nell’ aver fatto confluire la semantica nella fenomenologia e più

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 che può essere il volume la conformazione plastica la qualità e

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 il volume la conformazione plastica la qualità e il colore della

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 e oggettualizzano il sasso ma la differenza fra i due modi

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 e qui scatta apertamente la carenza di qualsiasi estetica che

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 si oggettualizza nel segno riporta la considerazione dell’ opera d’ arte

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 arte come intenzionalità oggettualizzata la feracità del principio 53

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 ancora semantico qui appare chiaramente la strettissima connessione tra intenzionalità e

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 segno e immagine per distinguere la particolare accezione di segno che

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 puramente denotativo che restituisca attraverso la percezione un oggetto oggettivo quale

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 da cui è stata formulata la moderna teoria transazionale della percezione

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 questa risultanza basilare discende che la percezione non può essere dovuta

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 è sufficiente 54 la credenza sulla possibilità di riconoscere

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 quello che è ma la profonda verità della concezione eraclitea

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 a wellanschauung in quanto che la vita altro non sarebbe che

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 aspettanze in tale processo la percezione rappresenterà quella fase che

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 l’ essere nel mondo colloca la percezione nel contesto stesso dell’

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 umana attività o intenzionalità striving la cosa percepita essendo inseparabile dal

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 una e l’ altro riflettono la realtà solo in virtù dell’

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 di un processo totale e la corrispondenza fra di essi è

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 stessa cosa per questo la ricerca di un’ assoluta oggettività

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 può mai porre come assoluta la corrispondenza fra il percepito e

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 non si viene a postulare la sua esistenza indipendente tornando

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 esclusione non diniega anzi postula la differenza e la gradazione delle

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 anzi postula la differenza e la gradazione delle varie percezioni di

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 in cui viene a porsi la costituzione d’ oggetto come prima