Le due vie

/Volumi/Scheda/515?p=34999 della sua realtà quel che è fondato dall’ arte non

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 per il supplemento che appare nell’ ed del 1961

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 controbilanciato né compensato da ciò che si trova presente e disponibile

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 a lukács e naturalmente senza che si debba discutere a questo

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 arte non è un’ idea che pretenda di essere in pari

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 cosa di creato dall’ uomo che non pretende mai di essere

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 una realtà allo stesso modo che è reale la realtà oggettiva

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 apparentemente paradossale consiste in questo che essa ci è data come

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 le simpatie e le antipatie che essa stessa provoca e intensifica

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 essa e dunque più impotenti che di fronte alla realtà stessa

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 cui l’ arte non chiede che le sue opere vengano riconosciute

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 p 219 teorie che vorrebbero concettualizzarla come irrealtà lukàcs

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 l’ autonomia dell’ arte dato che proprio in questo si rivela

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 realtà sui generis possiamo ricordare che più di venti anni or

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 l’ aporia fondamentale dell’ estetica che paralizzerebbe la concettualizzazione dell’ arte

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 aporia irresolubile per noi che crediamo che in ogni aporia

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 per noi che crediamo che in ogni aporia si nasconda

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 già in partenza l’ aporia che riguarda l’ estetica ossia la

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 stesso appare un diaframma artificiale che il pensiero ha innalzato a

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 dell’ arte in modo tale che il materiale stesso su cui

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 o riconoscibilità da un’ estetica che ci garantisca la effettiva qualità

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 armando plebe firenze 1959 che compone la direzione problematicista di

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 l’ unica conclusione logica che dovrebbe trarsi da tale aporia

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 se veramente fosse irresolubile è che non si dovrebbe parlare più

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 senza senso discettare su ciò che non si sa che cosa

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 ciò che non si sa che cosa sia di cui non

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 o dell’ alchimia in quanto che l’ arte più che morta

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 quanto che l’ arte più che morta o peritura come arte

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 opere d’ arte non rappresenterebbero che la proiezione di un’ illusione

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 questa logica illazione l’ unica che possa trarsi da quella aporia

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 reportage e via dicendo quasi che se così stessero le cose

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 estinta un’ entità l’ arte che non era mai nata e

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 processo induttivo ma precisando poi che questa è solo uno schema

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 questo sotterfugio introdotto dal grosse che aspirava ad una storia dell’

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 è accettato sostanzialmente dal garroni che dopo aver cercato di attenuare

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 17 è chiaro che la strumentazione metodologica altro non

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 strumentazione metodologica altro non è che il 15 giovanni de

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 triade osservazione-ipotesi-verifica osservazione ipotesi verifica che è basilare per il metodo

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 corrispondere un ordine di fenomeni che al momento dell’ emissione dell’

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 d’ arte in quanto tali che senza quell ipotesi rappresentano solo

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 quell ipotesi rappresentano solo quel che risultano nei limiti della loro

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 dell’ estetica una scienza empirica che può avere rapporti con la

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 dicendo ed è così che si ritrova nei neopositivisti e

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 ritrova nei neopositivisti e semanticisti che intendendo costruire una scienza dell’

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 contro l’ emergenza di quello che fa ineffabilmente opera d’ arte

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 il residuo incomprimibile nei termini che designino qualcosa di praticamente empiricamente

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 col dire ed è ineccepibile che non si deve confondere lingua

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 lingua con linguaggio e riconosce che la semanticità delle arti è

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 è sui generis avverte poi che la sua definizione l’ arte

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/Volumi/Scheda/515?p=34999 occorre definire il sui generis che altrimenti non arriva a esplicitare