Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 che io ne faccio attraverso la percezione e limitatamente a tale
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 stazione io devo poter fondare la singolarità del fenomeno che fenomeno-non-è
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 salire di grado e interrogarne la struttura e dunque l’ essenza
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 perché essa stessa come noi la riceviamo risulta quale epoché in
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 della vita appena iniziata la nostra riduzione ci avvediamo ch’
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 al divenire creandola cioè egli la calava nel flusso della vita
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 occorre ora esaminare se la qualifica di fenomeno-che-fenomeno-non-è fenomeno che
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 materia non implica che allora la materia rappresenti solo un tramite
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 il manico dell’ ascia come la scheggiata selce paleolitica o la
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 impressa strutturalmente in sé costituzionalmente la riduzione fenomenologica rispetto agli altri
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 ci arresteremo poiché non riguarda la recezione dell’ opera d’ arte
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 implica ma solo rende possibile la sussunzione dell’ opera d’ arte
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 arte come tale indizia allora la collimazione reciproca dell’ opera d’
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 produce non si postula anche la collimazione delle intenzionalità storicamente inerenti
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 compone i mezzi fisici che la costituiranno una causa va riconosciuta
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 immediata discenderebbe mentre a fondarne la sussistenza autonoma basta riconoscere come
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 questo punto sarà chiaro che la bipolarità dell’ arte rispetto ai
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 nella coscienza come non dissolve la pluralità delle opere per ridurle
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 realtà esistenziale nei cui riguardi la concettualizzazione sembra avvenire senza residui
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 logici a cui deve servire la concettualizzazione l’ esistenzialità della cosa
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 donde risulterà evidente che la parola concetto non esibisce maggiormente
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 parola concetto non esibisce maggiormente la realtà esistenziale che designa di
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 risulta anche dopo avere riconosciuto la collimazione reciproca che all’ atto
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 avviene fra l’ opera e la coscienza ricevente perché proprio in
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 perché proprio in quel momento la coscienza ricevente non può non
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 pur infinita casistica a cui la recezione dà luogo risultano solo
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 assumere come attitudini fondamentali con la prima l’ opera d’ arte
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 ambiente culturale sul ricevente con la seconda il ricevente proietterà invece
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 attualizzandola secondo il proprio tempo la propria erlebnis particolare il plesso
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 particolare il plesso culturale con la terza tenterà una soluzione intermedia
Le due vie /Volumi/Scheda/515?p=34999 arte per quanto infatti la caratteristica di monumento storico competa