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Donnine a modo

Autore: Buffoni Zappa, Camilla - Editore: Enrico Trevisini - Editore - Anno: 1897 - Categoria: paraletteratura - galatei

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Cap5

Questo capitolo sarà certamente quello che più interessa il vostro spirito di fanciulle vivaci e serene. Le feste sono molte nella vostra vita, dalla domenica a certe feste speciali ad ogni famiglia, se ne hanno in numero considerevole, vediamo adunque come in esse si debba regolare la fanciulla bene educata. Le feste più frequenti sono, quelle fisse cioè, la domenica, e le altre comandate vale a dire di precetto. Avrete certo la mamma o qualcun altro di casa che vi accompagna alla messa, in caso contrario la fanciulla per bene vi si può recare anche sola, alla chiesa più vicina, in abito oscuro, e raccolta. Come dovete stare nella casa del Signore ve lo dissi altrove. Il pensiero di Dio solleva lo spirito, e io vi consiglio quando ricorre una festa speciale per voi e per i vostri cari entrare un momento in chiesa a dire una breve preghiera. Premesse queste brevi considerazioni tutte morali, ma alle quali vorrei deste un po' di peso poichè la religione è una grande consolazione nella vita della donna, passo ai suggerimenti che l'educazione vi porge pel vostro contegno in famiglia nei giorni di festa. 1. II Natale, il Capo d'anno, la Pasqua, sono si può dire feste vostre; certo riceverete doni, ma non solo ad essere regalate dovete pensare, ma ben anco ad offrire voi stessa qualche cosa alle persone care. 2. Una fanciulla d'animo squisito ha mille modi di combinare un regaluccio per la mamma e per il babbo anche se il suo borsellino non contiene nulla. Un ritaglio di stoffa che certo troverete fra gli stracci, un po' di seta, un ago, un ditale, e l'intelligente figliuola può fare tante piccole coserelle: un nettapenne, un porta orologio, un porta giornali, ecc. pel babbo; un astuccio per gli uncinetti, pei ferri da calze, un cuscinetto da spilli, ecc. per la mamma. Già lo capite, quello che si apprezza del vostro dono è il pensiero gentile che l'ha suggerito, non già l'oggetto stesso. Per gli altri parenti andrete d'accordo con la mamma e nei lavori per essi potrete meglio spiegare la vostra abilità. 3. Vi consiglio di scriver lettere d'augurio soltanto alle persone lontane: meglio un vostro bacio spontaneo, una parolina d'augurio detta con affetto, che i lunghi squarci di prosa scritta, copiata a spizzico nei testi scolastici o conservati nella fedele memoria. 4. Se avete sorelline e fratelli minori potete rendere più lieta la festa presentandovi tutti riuniti a far gli auguri ai vostri cari fin dal mattino. 5. Vi consiglio anche di abbandonare le poesie che in bocca alle fanciulle hanno quantomai del papagallesco. 6. Se ricevete un dono avete l'obbligo di mostrarvi contente anche se proprio non fosse di vostro gusto, e dovete ringraziare chi vi ha favorito. Se il donatore è lontano il dovere vostro è di scrivergli subito ringraziando. 7. Non rattristate mai un giorno di festa con ricordi dolorosi, con capricci indegni di fanciulle bene educate. A proposito di feste: badate che è da personcina poco educata ricordare ad alcuno il giorno in cui ricorre la vostra; non vi dico poi la mortificazione che fate subire con questo procedere ai vostri genitori. 9. Un altro giorno di festa è quello in cui la fanciulla sa di aver dato buona prova nell'esame finale. Se in casa vostra si dà questo caso siate generosi con colui o colei che si festeggia. Oso dire che è la solennità del lavoro, e mai come in essa il festeggiato ha il diritto di sentirsi felice. 10. Qualche volta vi capiterà di far parte di una gita di piacere. Non dovete credere che varcata la cinta daziaria cessi l'obbligo di mostrarsi personcine educate. Vi è lecito correre, divertirsi, saltare, ma non ridurvi in uno stato da metter pietà. E pietà mette davvero la fanciulla spettinata, sudata, piena di polvere, gli abiti spiegazzati e magari con qualche brandello lasciato lungo le siepi. Insomma intendiamoci: divertirsi non vuol dire dar la stura alla sguaiataggine. 11. Forse potrete essere portate durante una gita in una di quelle locande che si trovano sempre in campagna pel comodo dei gitanti e specialmente dei cacciatori, dove la biancheria non è certo di Fiandra, nè le posate d'argento, nè le stoviglie finissime. Non arricciate il naso, non mangiate a denti stretti, non criticate questo o quello per non dare a chi vi ha con sè il diritto di pensarvi digiuna d'ogni regola di galateo. 12. Feste carissime al vostro cuore di fanciulle la Cresima e la Prima Comunione. Mi raccomando, pensate più alla solennità del Sacramento che andate a ricevere che al regalo che aspettate. Lasciate la libertà di scegliervi la madrina ai vostri genitori, quando nessuno ancora si fosse offerto. Preferite sempre una conoscente di modeste condizioni a una estranea ricca. Prestate molta attenzione alle lezioni del portamento che dovete tenere durante la cerimonia per non commettere sconvenienze. Un'altra raccomandazione: la vostra toletta! Ci pensa la mamma! sento rispondermi. D'accordo, ma io so di molte fanciulle che colgono un momento che la mamma non le sente per raccomandare alla sarta di mettere sull'abito un nastro, un merletto, ecc. Quando la sarta manda il lavoro, o per ristrettezza di tempo, o per evitare lo sciupio che l'abito ne riceverebbe, la mamma, a malincuore, lascia la guarnizione che attribuisce a una cattiva idea della sarta, e le fanciulle si presentano all'altare con abiti carichi di guarnizioni. Fanciulle mie, non mi stancherò mai dal ripetervi: siate semplici, semplici nei modi, semplici nell'abbigliamento; i vostri giovani anni sono il più bell'ornamento che possiate desiderare. La veste da cerimonia lasciate che l'ordini la mamma, o se siete invitate a dire la vostra opinione sceglietela tutta bianca, di forma semplice e graziosa. Niente nastri, niente merletti, niente gioielli nella cresimanda o comunicanda. 13. La madrina ha diritto alla vostra obbedienza e al vostro rispetto nè più nè meno che se vi fosse madre. Ricevuto il regalo la fanciulla deve mostrarsene lieta e se è un oggetto personale deve subito subito adornarsene. 14. Dovete partecipare ai parenti che stessero in altra città o paese il lieto avvenimento con una bella letterina; lo farete, con una visita per i congiunti vicini. 15. Se la famiglia vostra seguisse l'uso ormai invalso di farvi fare per queste occasione la fotografia da regalare ai vostri cari, dovete dietro ogni copia scrivere una parola di dedica diversa a seconda della persona alla quale volete offrirla, ma sempre ricordando la lieta circostanza; qualcuno usa invece la fotografia commemorativa, nel qual caso scrivete sul lato posteriore una breve prece. Potete offrire di queste fotografie con una certa larghezza anche fra le compagne di scuola, invece delle fotografie vostre siate più parche nel dispensarne. 16. Altra festa per voi è un invito a teatro. In questo caso faccio qualche raccomandazione speciale. Alle più piccine, di non addormentarsi. A tutte: stare in silenzio. Non domandare ogni momento ciò che viene dopo. Di occupare nel palco il posto che vi assegna la mamma e non cercare di averne un altro. Di non rider forte, anche se il buffo è bravissimo, Non fissare gli spettatori col canocchiale, nè voltare le spalle al pubblico, di non cantarellare. Se occupate un posto in platea non fate sgabello pei vostri piedi della poltrona o sedia che vi sta innanzi, non vi mettete in piedi sulla vostra. Non battete le mani, è cosa sconveniente anche per una fanciulla.

DONNINE A MODO PROPRIETA' LETTERARIA DELL'EDITORE ENRICO TREVISINI DI MILANO Milano Tip.Golio, Via Agnello, N. 9 Alla mia bambina Maria CAMILLA BUFFONI ZAPPA Donnine a modo (MODERNO DELLA CASA) BREVE CODICE DI BUONE CREANZE per le fanciulle dagli otto ai quindici anni MILANO ENRICO TREVISINI - EDITORE Via Larga, angolo Palazzo Reale, 7 1897