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Donnine a modo

Autore: Buffoni Zappa, Camilla - Editore: Enrico Trevisini - Editore - Anno: 1897 - Categoria: paraletteratura - galatei

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Cap3

La strada è un luogo pubblico; richiede quindi un contegno più corretto ancora di quello che si usa in casa. Un'altra considerazione vi deve spronare a mostrarvi nella via in modo irreprensibile, è che nessuno sa chi siate, e quindi se appena foste indisciplinate si potrebbe pensarvi personcine come si sia, e mancarvi di riguardo. Vorrei sperare che nessuna di voi si trovasse nella necessità di uscire sola, ma so di molte famiglie che si farebbero uno scrupolo di lasciar andar sole a passeggio le figliuole, mentre per le loro circostanze sono obbligate a lasciarle andare ogni giorno a scuola senza farle accompagnare. 1. Se siete sole badate a voi, andate dirette per la vostra via, e se incontrate una compagna che sia accompagnata chiedete il permesso di unirvi a lei. Se questa fortunata combinazione non si avverrà rifiutate la compagnia di persone che non conoscete, anche se fossero donne e attempate. Ricordatevi il proverbio:«meglio sole che male accompagnate.» 2. Se siete con la vostra domestica e incontraste una compagna di scuola sola offritele di unirsi a voi. Se incontraste invece qualche amica che vi invitasse ad andare con lei a passeggio ringraziatela ma rifiutate: una fanciulla per bene non fa cosa alcuna senza prima averne chiesto l'autorizzazione dei genitori, o di chi ne fa le veci. 3. Lascierete che la donna di servizio vi cammini al fianco, ma evitate di parlare con essa. 4. Non vi allontanate mai da chi vi ha in custodia; se siete accompagnata dalla mamma le lascierete la destra, la terrete invece se è una domestica quella che è con voi. 5. Non gridate, non parlate a voce molto alta, non correte, non camminate in mezzo alla strada, non vi fermate innanzi le vetrine. 6. Badate di non urtare le persone che incontrate, e se si tratta di sacerdoti, di vecchi, di deformi, o di bambini, lasciate loro la destra. 7. Non voglio nemmeno dirvi che irridere un deforme che si incontra per la via basta a giudicare una fanciulla per screanzata. Un fanciullo che irride o imita sconciamente i venditori ambulanti, è subito giudicato per un monello, ma che dire di una fanciulla che commette di queste cose? La donna deve sempre ispirarsi alla bontà e ai sentimenti più delicati, e l'irrisione verso chi si guadagna onestamente il pane, è prova d'animo cattivo e volgare. Perciò le mie lettrici non vorranno mai e poi mai deridere lo strillone che corre le vie vendendo giornali, nè lo spazzacamino dalla faccia nera e le vesti a brandelli, nè il fiammiferajo, ecc. 8. Non toccate le bestie che potete trovare sul vostro cammino. 9. Mangiare per la strada qualifica la ragazza del volgo. 10. Se incontrate per la via un funerale fermatevi e sostate un momento a capo chino. 11. Chinate il capo innanzi a un sacerdote a una chiesa, a un ferito che potreste incontrare per via. 12. Se il Santo Viatico passa per la strada che percorrete inginocchiatevi. 13. Se incontrate i sovrani sostate, e chinate il capo. 14. Tutto quello che è di proprietà comunale o governativa non merita meno il rispetto della gente educata, quindi le fanciullette per bene si guarderanno dal cogliere fiori non solo nel giardino di un'amica, ma ancora nei giardini e giardinetti pubblici. 15. Non si permetteranno mai di passeggiare sui prati che portano scritto al loro margine il divieto di calpestarli. 16. Incidere tagli, o fare qualsiasi altro danno alle piante è pure cosa stigmatizzabile. 17. Rispettate le statue, le lapidi, i monumenti che trovate sulla vostra via; con ciò voglio dire non solo di non commettere sopra di essi atti vandalici, ma ancora di non mancar loro di rispetto con lo scrivervi sopra, con l'insudiciarli in qualsiasi modo. 18. Quando la giovane duchessa Elena d'Aosta nel Panteon di Roma s'inchinò in modo delizioso innanzi alla tomba di Raffaello, ha dato un'eloquente prova della squisitezza dell'animo suo, e ha insegnato alle giovanette italiane come si devono salutare le glorie della patria. Lo ripeto adunque: tutto ciò che è cosa pubblica merita il vostro rispetto, dal sassolino che calpestate e che non deve esser tolto dalla via, perchè se ogni passante ne prendesse uno, in breve non vi sarebbero più vie lastricate, al monumento che ricorda qualche gloria della nostra terra, e della quale anche voi, mie giovani lettrici potete essere orgogliose. 19. Se piove e avete un ombrello badate per carità agli occhi dei passanti, e non urtatelo nel loro, e se lo tenete chiuso non lo trascinate per terra. 20. Se nelle vostre passeggiate avete delle compagne non camminate più che in due alla volta, non urtate la compagna in modo da mandarla contro il muro o giù dal marciapiede; non vi appoggiate come corpo morto sul suo braccio ecc. 21. Una giovanetta se è alta di statura può offrire il braccio alla nonna, al nonno, alla madre a una vecchia signora, alle sorelle; può accettare quello di qualsiasi signora giovane o vecchia che glielo offrisse, quello del babbo, di un fratello, di un zio. Non mi piace vedere fanciulle appoggiate al braccio di una domestica, e Dio non voglia, di un domestico; ve ne spiego il perchè: il darsi il braccio implica o un servigio che si rende, molta intimità: ora non mi piace che una signorina dimostri d'aver bisogno di appoggiarsi al braccio di una domestica come fosse una vecchia cadente, e peggio ancora che mostri in pubblico un atto che può farla credere in grande confidenza coi domestici. 22. Se succede qualche cosa nella via che percorrete badate di non fermarvi, poichè l'approfittare delle disgrazie altrui per passare un quarto d'ora dinota poco cuore, e il mostrarsi curiosi di ciò che non ci concerne può farci giudicare volgari. 23. Non squadrate da capo a piedi le persone che incontrate, non imitate il loro modo di camminare. 24. Ridere a voce alta, pestare gli abiti alle signore, mostrare a dito una persona, sono tutte scorrettezze di procedere indegne di fanciulle educate. 25. Una fanciulla mi chiede se trovandosi in tram seduta, e vedendo salirvi una vecchia od un vecchio abbia l'obbligo di ceder loro il posto. A bella prima pare di sì, ma poichè la fanciulla, restando in piedi, deve passare sulla piattaforma dove spesso s'accalcano i passeggeri, si troverebbe in un contatto non adatto a una signorina, quindi resterà al suo posto. Se ha con sè una domestica può dire con bel garbo ad essa di cedere al vecchio o alla signora il proprio posto. 26. A Parigi girano continuamente guardie che invitano i passeggieri a non fermarsi innanzi alle vetrine nè a far capanello in mezzo al marciapiede:çirculez, messieurs, çirculez, mesdames,in Italia questo non si fa, ma quante volte capita di dirlo fra sè a tante giovanette che fanno lunghe stazioni dinnanzi le vetrine, o che si riuniscono nella via della scuola ferme, in modo da occuparla tutta! 27. Credo che nessuna delle mie lettrici, nemmeno le più piccine, avranno l'abitudine o il capriccio di suonare alle porte sprovviste di portierato, nè rivolgeranno per nessun pretesto la parola a chi incontrano. 28. Qualunque di voi escita sola o in compagnia di un domestico potrà incontrarsi con qualcuno della famiglia. Ciò non vi dispensa dal saluto: se siete sullo stesso marciapiede potete fermarvi un momento, se sultro abbassate la testa in segno di saluto; se avete bisogno di parlare con essi attraversate la strada, ma non parlate mai dall'uno all'altro marciapiede. 29. Se incontrate un'amica di vostra madre per la via, non vi permettete di fermarla, ma fermatevi se essa ve ne invita; non l'interrogate, ma rispondete alle sue interrogazioni. Se non fa cenno di fermarsi abbassate la testa in atto di saluto. 30. Abbassate la testa dinanzi a qualsiasi signora e vecchio che frequenti la vostra casa, anche se questi non facessero cenno di avervi vedute; non salutate giovani amici dei vostri fratelli, o comecchessia conoscenti vostri, se prima essi stessi non si sieno scoperto il capo per riverirvi. A questo saluto rispondete col solito cenno del capo, ma senza sorriso, che solo potete fare ad un membro della vostra famiglia. 31. Non leggete in istrada per carità: quest'abitudine brutta negli adulti, antipatica nei giovanetti, è addirittura ridicola in una signorina. 32. Se trovandosi in istrada con una persona di servizio aveste smarrita la via, fate che essa, non voi, si rivolga a una guardia municipale per chiedere di essere orientata; non permettete che lo domandi al primo che incontrate. 33. Evitate sempre di trovarvi nella folla, ma se involontariamente vi capitaste, se appena appena sapete di un'altra via che potete percorrere abbandonate quella ove tanta gente si è radunata, se ciò è impossibile aspettate tranquillamente che quell'onda umana si diradi, e non fate, per carità, a gomiti per passare. 34. Certo qualche volta avrete occasione di andare in un cimitero; qualunque sia la ragione che vi guida ricordatevi che è un luogo sacro; quindi è assolutamente proibito dal cuore e dall'educazione di schiamazzare, di ridere, di criticare le epigrafi, di cogliere fiori. 35. A proposito di cimiteri, un'altra parola: se di recente aveste persa una persona carissima, piuttosto di dar spettacolo in pubblico del vostro dolore con grandi lagrime astenetevi dalla visita alla sua tomba, sino a che il tempo avrà lenito la prima angoscia, e vi sentirete di poterla visitare col cuore addoloratissimo ma l'aspetto calmo, che è un rispetto alla stessa sciagura che vi ha colpite. 36. Dietro un funerale andrete in abiti scuri, e serberete un contegno serio e dignitoso, come si conviene alla maestà della morte. 37. Se un povero vi chiede l'elemosina, e non gliela potete fare, rispondete con bel garbo, in modo da non mortificarlo; ricordatevi che non di soli quattrini si benefica un infelice. 38. Avevo una nonna che mi adorava, e temeva continuamente mi potessi far male: ebbene, quando uscivo con lei mi divertivo ad aspettare l'imminente passaggio di una vettura per attraversare la via. La povera signora emetteva grida ch'io odo ancora dopo tanti anni; io penso ora che ero una cattiva e male educata bambina, e vi scongiuro di non imitarmi. 39. Se incontrate per via due guardie che tengono fra loro uno o più individui ammanettati, tirate diretto per la vostra via senza dar segno di averli veduti. Quei miseri benchè colpevoli, anzi per questo, sono infelici, e la pietà verso la sventura è la più bella patente di animo delicato e di educazione squisita. 40. Non vi diportate altrimenti se incontrate un ubbriaco. 41. Una fanciulla non stende mai la mano a nessuno, ma non la rifiuta se la persona che gliela porge frequenta la casa de'suoi genitori. 42. Ventaglio, manicotto vanno tenuti compostamente, non dimenticati qua e là nei negozi, alla scuola, in casa di amiche, ecc. 43. Per il parasole valga quanto dissi per l'ombrello. 44. Le signorine per bene rispettano tutto ciò che non è di loro proprietà più delle cose che a loro appartengono; quindi non toccano mai ciò che sta esposto nelle vetrine, nè sul banco del negozio ove fossero entrate, nè in qualsiasi altro luogo.

DONNINE A MODO PROPRIETA' LETTERARIA DELL'EDITORE ENRICO TREVISINI DI MILANO Milano Tip.Golio, Via Agnello, N. 9 Alla mia bambina Maria CAMILLA BUFFONI ZAPPA Donnine a modo (MODERNO DELLA CASA) BREVE CODICE DI BUONE CREANZE per le fanciulle dagli otto ai quindici anni MILANO ENRICO TREVISINI - EDITORE Via Larga, angolo Palazzo Reale, 7 1897