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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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L'edonologia è la scienza del piacere. Mascherata dal pudore o dall'ipocrisia degli uomini, profondamente nascosta fra le pieghe della coscienza individuale, o nelle istituzioni civili dei popoli, essa trovasi sparsa qua e là, e tu ne trovi disseminati i frammenti in ogni luogo dove è passato un uomo o una nazione. Se il cercare il piacere morale e il diffonderlo in un campo più vasto non è colpa, non può essere peccato d'epicureismo l'avere tentato di esprimere il desiderio di questa scienza nella parola edonologica dalle due voci greche (edonè) piacere, e (logos) discorso. Ricercare avidamente il piacere sopra tutte le altre cose, preferire il più facile e il più intenso, pensar solo e sempre a godere, sono prove sicure di raffinato egoismo, di mente effeminata e di corruzione grandissima; ma tutto questo non è scienza, sì bene libidine di piacere. Studiare le fonti di questa sensazione, indagarne l'origine eziologica e il fine ultimo, farne sottilmente l'anatomia, è questione di filosofia e di economia civile. I principi dell'edonologia poggiano sul perfetto movimento del meccanismo intellettuale, sulla topografia dell'uomo nell'universo, e sulla storia del cuore umano. Fino a che questa scienza non sia sviluppata e non si sia plasmata, eccone le prime linee sotto forma di AFORISMI I. - Il piacere è il modo di una sensazione, non mai la sensazione stessa. II. - Come i colori, gli odori e i sapori non esistono da soli, così il piacere si appoggia sempre sopra un momento del sentire. III. - Il piacere è dunque il prodotto di un'analisi intellettuale. Il piacere di fiutare una rosa è una sensazione dell'olfatto improntata di un carattere che dalla coscienza è contraddistinto e riconosciuto benissimo, e a cui la mente applica il nome di piacevole. Così il nero dell'inchiostro è una proprietà fisica del gallato di ferro. IV. - Il carattere essenziale, che distingue il piacere da ogni altro modo del sentire, è riconosciuto soltanto dalla coscienza, che ne è giudice inappellabile. V. - Degli infiniti elementi che possono modificare il momento fuggevole del piacere, il più potente è il centro cerebrale. La stessa sensazione può essere voluttuosa o torturante secondo lo stato dell'io. VI. - Non è dunque un paradosso, ma una verità fisiologica sicurissima, il dire che non v'ha piacere essenzialmente e necessariamente tale. Il più gran dolore può in un dato caso essere un piacere, e la gioia più fulgida può essere una straziante sventura. VII. - Il piacere è moltissime volte costituito dal grado della sensazione. Un grado più basso si trova l'indifferenza; un passo più in su, il dolore. VIII. - Nell'ascendere dall'indifferenza verso il piacere gli uomini lo trovano a diverse altezze. La scala edonometrica della suscettibilità di godere misura l'affinità specifica per il piacere. IX. - Quanto più l'uomo è sensibile, intelligente e conoscitore delle prime leggi dell'edonologia, tanto più facilmente trova il piacere a minore altezza. X. - La donna delicata e gentile si esilara con poche gocce di acqua di fior d'arancio; il marinaio incomincia a ridere dopo aver tracannato dell'alcool avvelenato da un pizzico di pepe. XI. - Ogni individuo, come ogni piacere, ha la propria scala di suscettibilità edonica. XII. - Ognuno può coll'esperienza misurare l'intensità di molti piaceri, cercando quale sia il maggiore. Ecco alcune scale tolte da diversi tipi intellettuali.

PIACERI DEI SENSI TIPO BASSO. Profumo dei fiori. Minimo Lavoro manuale. Musica. Crescendo Bere e mangiare. Ebbrezza alcoolica. Amplesso. Massimo TIPO MEDIO. Lavoro manuale. Minimo Profumo dei fiori. Bere e mangiare. Musica. Crescendo Piaceri della vista. Amplesso. Massimo TIPO ELEVATO. Bere e mangiare. Minimo Lavoro manuale. Profumo dei fiori. Piaceri della vista. Crescendo Ebbrezza caffeica. Musica. Amplesso. Ebbrezza narcotica. Massimo

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