Fisiologia del piacere
Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi
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La seconda via aperta a scoprire il piacere negli esseri vivi non è di rigore scientifico, e può condurre all'errore, ma si adatta all'intelligenza di tutti, per cui è la più battuta. Dopo aver riconosciuto i segni esterni, coi quali il piacere si manifesta nell'uomo, si cerca di riscontrarli negli animali e nelle piante, e, fondato sull'analogia, è molto incerto, dacchè la fisonomia del piacere è troppo proteiforme, nè v'ha in essa alcun segno caratteristico ed essenziale. Anche l'uomo che possiede tanti mezzi atti a rappresentare le sue sensazioni, piange di dolore e di gioia, s'agita e schiamazza, o, immobile e muto, sorbisce le onde di piacere che lo assalgono. Il brio dell'espressione, la vivacità dei movimenti, la lucidità dell'occhio ed altre forme di fisonomia, possono rappresentare le passioni più diverse, e allontanandoci soltanto di pochi passi dall'uomo, non possiamo più leggere una sillaba sul muso dei nostri parenti lontani. Io sfido lo stesso Lavater a rappresentare la fisonomia di un luccio che gode nel ghermire una trota, o la voluttà di un insetto che muore fra gli spasimi di lunghissimi congiungimenti sessuali. Se il sublime Grainville ha saputo da maestro leggere le passioni sul muso dei quadrupedi e sulle penne degli uccelli, egli ha innestato l'uomo negli animali, e si è servito di questi come di uno specchio; ma non ha rappresentato mai, nè lo avrebbe potuto, il piacere de' bruti. Se le piante possono godere, gli animali devono godere. Nei vibrioni e nelle monadi, la lente del microscopio non ha saputo trovare nè nervi, nè gangli: ma, sia che questi sfuggano alle nostre indagini, o sia che in essi la facoltà del sentire sia distribuita e quasi diluita nella massa omogenea e plastica di cui sono formati, chi ha studiato solo per pochi mesi gli infusori li ha veduti godere e soffrire. La vorticella elegante, dopo essersi allungata e aver ghermito una navicella, che troppo le si era avvicinata, si rannicchia sopra se stessa con evidente compiacenza a digerire la sua preda; e il paramecio, che lento e pigro si muove nell'acqua pura, agita impaziente le vivissime sue ciglia quando razzola fra i succhi gastrici di una rana. Il piacere, assieme agli organi e alle funzioni relative, va perfezionandosi, man mano si va ascendendo la scala degli esseri viventi, e nessun animale sulla terra gode più dell'uomo. Benchè la coscienza sia senza confronto più perfetta in esso, alcuni piaceri sensuali devono essere maggiori in qualche animale, ma la somma dei piaceri deve sempre essere in nostro favore. L'eroe del Rajberti, il gatto, ospite egoista delle nostre case, gode forse più di noi di certi piaceri che, a giudicare dalle esterne manifestazioni, si avvicinano ai gradi massimi della voluttà. Il cane da caccia, sentendo la lepre vicina, deve godere dell'olfatto ancor più di noi. quando le emanazioni odorose passano vellicando la spugna nervosa del suo nervo olfattorio. Così le creature più perfette dell'uomo potranno godere cento volte più di noi, se esse già sono, a nostra insaputa, nostri contemporanei in altri pianeti, in altri mondi, oppure se saranno nostri posteri nelle età più mature del nostro globo. Ogni organo, ogni funzione che si aggiunge all'organismo, crea nuovi bisogni e suscita nuovi piaceri. La perfezione ideale consisterebbe in una creatura che, riunendo in sè lo sviluppo più completo dell'organismo, potesse a sua voglia godere l'uno dopo l'altro, o tutti contemporaneamente, i piaceri che furono dispensati agli esseri viventi, sì che, riflettendosi tutti in quella coscienza gigantesca, potessero dargli in un solo istante il godimento di tutta la creazione. Se Dio gode, deve godere in questo modo.
I filosofi hanno dato e daranno mille definizioni del piacere, ed eccone alcune che dalle più materialistiche vanno facendosi sempre più ideali, arrivando fino alle metafisiche. Tra queste ponetene mille altre che servono a rannodarle ed a ravvicinarle, e voi avrete rappresentata la coscienza del piacere riflesso nell'umanità intera.
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