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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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Il tempo non è che la vita collettiva dell'universo, e la vita non è che il lampo di un microcosmo organizzato.

Tutti gli esseri vivi e sensibili devono godere. Vi hanno due vie aperte a dimostrarlo. Il piacere ha in sè la propria ragione fisiologica, per cui non è che un momento della vita prestabilito e necessario, e il suo fine è di un ordine troppo elevato perchè venga meno negli esseri più semplici. Quanto più essenziale è una funzione, quanto più intimamente si attacca alla vita, e tanto più facile riesce l'accompagnarlo sulla scale delle creature vive. Non è necessario ammettere nè ragione, nè volontà, perchè la sodisfazione di un bisogno sia accompagnata da piacere, ma basta per questo che la creatura senta. Or bene, anche i vegetali sentono, e anch'essi possono godere. Nel momento in cui un bisogno vitale viene sodisfatto, l'organo che lo sente oscilla in un modo ben diverso da quando si arreca ad esso un mutamento di forza che contrasta la funzione fisiologica, e rende quasi impossibile la vita. La differenza capitale di questi due momenti dell'esistenza è forse la base fondamentale di questo fenomeno; è la culla in cui nasce il primo piacere, il più semplice, il più elementare. Il chiudersi delle foglie della mimosa pudica, l'erigersi degli stami della loasa, quasi volessero con un vero abbracciamento amoroso stringersi attorno all'organo femminineo, sono momenti della vita vegetale che rappresentano veri bisogni organici, e possono essere accompagnati da dolore il primo, da piacere il secondo. La fisiologia delle piante è ancora troppo oscura perchè si possa con qualche fondamento rifiutare ad essa le oscillazioni del piacere. Perchè ciò avvenga, non è necessario in alcun modo la coscienza dell'io analizzatore, e tanto meno la ragione che riduce ad idea il fatto della sensazione. Si può godere senza pensare e senza ricordarsi del godimento. Il fenomeno essenziale, il concetto filosofico del piacere consiste nella capacità di sentire due momenti, l'uno conforme al fine delle cose e l'altro in senso opposto. La comparazione intellettuale non è necessaria, ed essa ammetterebbe sempre la memoria. Nella struttura dell'organo che sente sta tutto il secreto della differenza capitale che passa fra il piacere e il dolore; e dacchè esso rimane sempre nelle stesse condizioni di vita, gode e soffre secondo le influenze che riceve dal mondo esterno. Se voi rifiutate il piacere alle piante solo perchè non si può assolutamente provare che godano, io vi dirò che in istretta logica non si può dimostrare che godano il cane e il cavallo, che pur ci stanno vicinissimi per tanti rapporti di struttura e di funzioni. Noi che, sottoponendo al microscopio e a reattivi chimici il nervo di una rana per cui passa una corrente di dolore tetanico, non vi sappiamo scorgere alcun cambiamento materiale, non abbiamo il diritto di rifiutarci a credere che il pistillo possa vibrare alle oscillazioni del piacere nel ricevere il polline fecondatore. In quel momento d'amore i fiori respirano come gli animali, e sviluppano correnti di calore e fors'anche di elettricità; e perchè il soddisfare al più prepotente fra i bisogni organici non sarà sentito e goduto? Lo stame della loasa sente l'organo femmineo e gli s'avvicina; le piante tutte sentono la luce e la cercano, e dovunque c'è sensazione v'è piacere e dolore. Fra gli organi del senso nei vegetali e i nervi degli animali passa forse la stessa differenza che si scorge fra le trachee e i polmoni, fra la clorofilla e i globuli del sangue, fra l'olio e l'adipe, fra un'antera ed un testicolo, ma l'organo non deve mancare, dacchè la funzione esiste.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO