Fisiologia del piacere
Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi
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Fra le mille forme di felicità, eccovene alcune tolte alle estreme condizioni di organizzazione cerebrale e di sviluppo civile. I. - Manuel Vasquez, estanciero di Buenos-Ayres, ha diecimila vacche e quattromila cavalli, una moglie bella, e una prole numerosa e robusta. Dopo aver succhiato per lunghe ore il suo mate, contemplando con sovrana compiacenza i buoi erranti nello smisurato mare erboso della pampa, egli monta il suo migliore cavallo, e percorrendo a volo le molte leghe che lo separano dai suoi vicini, si trova ben accolto dovunque e festeggiato. Il suo asado (arrosto) è sempre grasso, il suo mate è sempre ottimo, le sue notti sono tranquillissime. Le sue vacche e le sue cavalle hanno sempre partorito nei suoi campi. Quell'uomo è felice. II. - Don Diego Figueroa, educato nel seminario di Salamanca, ha imparato a memoria le opere di S. Domenico e di S. Ignazio. Casto, temperante, crudele, non ha mai veduto nella religione cattolica che gli abusi dell'intolleranza, e soprattutto ha lodato il rogo, il cilicio e l'inferno. È maestro di scuola in un piccolo villaggio della Mancha: ha sempre molti fanciulli ai quali può far sangue con lo scudiscio o dare alcuni tratti di corda: ha sempre il suo cioccolatte alla mattina, il suo breviario alla sera. Il suo danaro vivrà più a lungo dei suoi mobili e del suo scheletro. Egli è felice. III. - John Fitz del Massachusset, figlio di uno scrivano, fu fattorino di bottega, poi commesso viaggiatore, quindi socio d'una casa a Nuova-York. Ammogliato a 20 anni, aveva a quell'epoca una rendita di 200 dollari all'anno; a 25 ne aveva 2000; ora ha 50 anni e 5000 sterline di rendita annua. La moglie è economa e sana; la figlia è maritata con un ricco negoziante; il thè e il pudding sono sempre squisiti; la bibbia non manca mai al suo posto. I giovani del negozio sono intelligenti e onesti, i libri mastri sono in regola. John Fitz è felice. IV. - Jacob Dummel di Weimar è professore di filosofia. Si è sempre forzato di limitare nel circolo più ristretto possibile i suoi bisogni; vive di pane e latte, cambia un vestito ogni quattro anni, e dà ai poveri tutto il denaro che gli resta del suo onorario. Sempre sano, sempre sepolto fra i libri, senza desiderii e senza bisogni: egli è felice. V. - La contessa de Saint-Armand, ricca, bellissima e amabilissima, ha un cattivo marito ed ottimi adoratori, una buona carrozza e un palco all'Opèra. Il suo buon gusto nel vestire è sempre lodato; non ha mai ricevuto un'offesa all'amor proprio, nè ha mai supposto che si possa dormire fra altre lenzuola che non siano di tela di Olanda. Ella è felice. VI. - Chiang-fou, stabilito a Giava da molti anni, offre i suoi servigi al pubblico come facchino, e corre poi nella sua capannuccia, dove si richiude con una pipa e dell'oppio; non ne esce che per lavorare due ore e comperare altro oppio. Immerso tutto il giorno nella beata fantasmagoria del narcotico orientale, egli ha compassione del governatore di Batavia, che deve lavorare tante ore del giorno e attendere a tanti affari. L'unica inquietudine che lo ha tormentato per qualche secondo nella sua vita fu quella di domandare a se stesso perchè mai gli uomini si affatichino tanto sotto il sole per andare in cerca della felicità, quando Dio concede a tutti il divino succo del papavero. Egli è felice. VII. - W., nato re, non ha mai dubitato degli elogi dei suoi cortigiani, nè mai ha abusato del potere contro il suo popolo. Amato da tutti, lieto nel circolo della famiglia e contento sul trono, egli non ha mai guardato con desiderio la carta geografica invidiando regni ben maggiori del suo. Sicuro di morire in trono, lascia una numerosa famiglia, a perpetuare la sua stirpe. W. è felice. VIII. - Antonio Borghesi, d'anni 45, a cui nel passaporto i più acuti impiegati di polizia non hanno saputo denotare i lineamenti che colla parola di regolare, era dottore in legge a 24 anni, poi alunno di concetto, poi aggiunto, ed ora è pretore. Sa di diventare fra pochi anni consigliere. È celibe e baffuto, digerisce bene e fuma toscani. Egli è felice. IX. - II barone Zillersberg è guardasigilli del granducato di Oldemburg. Nato nobilissimo, profondo nella scienza araldica, gode della confidenza del suo sovrano; non ha mai steso, neppure per distrazione, la mano ad uomo che non avesse gli otto quarti nobiliari. Ha sempre una cravatta ben dura, e la spina dorsale elasticissima. Non ha mai pianto perchè non ha mai sofferto; non ha mai riso perchè il riso secondo lui è plebeo. Egli sorride sempre a tutti e per tutto. Perchè mai non sarebbe felice? X. - Vincenzo Nardi di Milano, figlio di facchino e sempre facchino dacchè ha avuto muscoli, pensa rimanerlo finchè avrà vigore a sufficienza. Ha sempre buon appetito, un buon pugno per difendersi ed offendere, una buona gola per giuocare alla morra e per tracannar litri senza numero. Non ha mai dubitato di sè, nè degli altri. La sua forza non gli è mai venuta meno; spera di serbare qualche quattrino per la vecchiaia. Egli è felice. XI. - Peter Roberts, nato debole e crudele, fu monello di vie, poi ladro, poi carceriere. Ebbe l'onore di supplire il boia e spera di succedergli nella carica. Conosce tutte le bestemmie della lingua inglese, tutte le bettole di Londra, ed è il primo buongustaio di gin che calpesti il suolo britannico. Non ha mai amato nessuno ed ha odiato tutti. Egli è felice. XII. - Elisa Dewees è nata tra i fiori e l'armonia. Educata nel lusso, in un'atmosfera di morale e di religione, non ha mai letto libro che non fosse santo, nè mai udito una parola che potesse offendere il più casto orecchio della Scozia. A 18 anni vide un giovane e lo amò. Unita a lui per sempre, ne vide mille altri e non gli parvero che uomini, mentre suo marito è un angelo. Fra poco realizzerà il sogno di tutta la giovinezza, quello di visitare l'Italia. Crede che i poveri siano fatti da Dio per esercitare la carità dei ricchi, nè mai ha domandato al Creatore perchè abbia dato il veleno alle vipere e le spine alle rose. Ella è felice.
Del piacere nel microcosmo della materia viva. Filosofia del piacere.
PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO
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