;

Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

Scarica XML completo Vedi l'intero documento Cerca nel documento Struttura del documento


L'avvenire delle nostre gioie è già abbozzato fin dalla nascita, per il solo caso che ci volle maschio o femmina. In ogni modo, nella funzione del sesso non ci sono concessi che alcuni piaceri, e la forza più prepotente della volontà o del genio non potrebbe sotto questo rapporto farci oltrepassare d'una sola linea i confini nei quali la natura ci ha rinchiusi. Nel mondo morale o intellettuale, sebbene la differenza dei sessi sia grandissima, pure si riduce quasi sempre a variazioni di grado, e tutte le facoltà della mente, delle quali va superbo l'uomo, esistono anche nella donna; come tutti gli affetti che fanno palpitare il cuore al sesso gentile, possono commuovere anche il cuore dell'uomo. L'unica eccezione è segnata dai sentimenti di padre o di madre, i quali naturalmente non possono essere comuni ai due sessi. Ad altre circostanze pari, la massa dei piaceri che rallegrano la vita è sempre minore nella donna. Essa è dotata di una maggiore sensibilità e di sentimenti più squisiti, per cui è fornita di molti materiali atti a generare il piacere; ma essa è molto generosa e poco attenta, per cui deve riscattare con molti dolori una gran parte delle sue gioie. Se la fortuna la seconda, ella può godere assai; ma se la sventura la minaccia, non sa difendersi e lottare, e molte volte beve con eroico coraggio sino in fondo la coppa del dolore, rassegnandosi come a un destino riservato alle anime elette. D'altra parte ella pone quasi tutti i suoi capitali nei beni i più mobili che mai si possano immaginare, cioè sul cuore degli altri; quindi le minime oscillazioni che subisce ad ogni istante la generosità degli uomini la fanno sempre tremare di paura; come i fallimenti dolosi, ai quali l'egoismo altrui la sottomette spesso, le fanno perdere a poco a poco i tesori più preziosi, dai quali essa trae l'interesse della gioia, che è pur necessaria alla vita come l'aria che si respira. L'uomo adunque, nascendo maschio, ha maggiori probabilità di essere felice, in confronto delle femmine. Nel mondo dei sensi l'uomo gode senza dubbio più che la donna nella vista e nel gusto; ma alla seconda fu concessa una coppa assai più ampia al banchetto dell'amore, per cui l'equilibrio è ristabilito. La differenza capitale e costante che stabilisce un diverso ordine nella distribuzione dei piaceri nei due sessi è costituita dagli affetti e dalle facoltà intellettuali. L'uomo gode assai più delle gioie dei sentimenti di prima persona e dei piaceri intellettuali in massa; mentre alla donna sono riservate le più soavi voluttà dei veri affetti, i quali, partendo dal nostro cuore, emanano nel mondo che ci circonda per cercare un punto di appoggio in un altro cuore che palpiti con noi. Tra le gioie dell'uomo primeggiano i deliri dell'ambizione e della lotta; vengono poi i piaceri dell'amore e dell'amicizia, i lavori intellettuali e i sensuali godimenti del gusto. Nella donna, invece, sono in prima linea i sentimenti dell'amore e dell'affetto materno, a cui seguono i piaceri del tatto e tutte le piccole gioie degli affetti. In qualche raro caso l'orizzonte di un sol uomo o di una sola donna abbraccia i due emisferi di gioie. È allora che l'uomo, mentre in un sublime delirio strappa dall'albero della gloria le ultime foglie d'alloro che ne adornano la cima, non dimentica il proprio cuore e ama generosamente; è allora che la donna, rammentando di essere amante e madre, può cingersi la fronte di una corona immortale, guadagnata coi lavori della mente. Questi casi di grande potenza intellettuale e morale sono però rarissimi, e quasi sempre si osserva il predominio di una classe di gioie sull'altra.

Dopo il sesso, ciò che più d'ogni altra cosa modifica la misura delle gioie della nostra vita è l'organizzazione fisica e morale che riceviamo assieme alla vita. La sensibilità generale, diversa nei diversi individui, li rende atti a raggiungere gradi maggiori o minori di piacere in una medesima sensazione, come la prepotenza di alcune facoltà sopra le altre determina una prevalenza di certi bisogni, e quindi di corrispondenti piaceri. Molti uomini sono, a questo riguardo, monomaniaci, o poco meno. L'esercizio di una data facoltà e dei relativi piaceri tende a perfezionarli sempre più in questi, per cui spesso diventano insensibili ad altri piaceri, che hanno trascurati per abbandonarsi alle gioie predilette. Qualche volta la monomania cresce a tal segno da far loro avere in odio alcuni piaceri, che pur sono innocentissimi, ma che hanno l'unico torto di non essere i loro prediletti. La maggior parte degli uomini però è dotata in proporzione mediocre di tutte le facoltà, e nessuna predomina in modo prevalente, per cui anche i piaceri si riducono a una media proporzionale che si può adattare a quasi tutta la massa delle generazioni di ogni tempo e di ogni paese. Molti individui non si dànno la briga di cercare una formula di piacere che si adatti ai propri bisogni. Alcuni arrivano perfino alla ridicola enormità di voler godere secondo un celebre autore. Queste però sono eccezioni mostruose, e, in generale, l'opinione pubblica, facendo da cerretano, vende a buon patto, a quasi tutti gli uomini volgari, alcune formule di piacere che si adattano ai tempi che corrono.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO