Fisiologia del piacere
Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi
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Il piacere ha le sue ipocrisie, e l'uomo, per interesse o per vanità, tenta di nascondere un piacere che può diminuire l'apprezzamento che gli altri fanno di lui. Di tutte le espressioni del piacere, la più facile a nascondersi è il moto muscolare, mentre il brillare degli occhi appare quasi sempre, anche in mezzo alla calma più imperturbabile della fisonomia. Qualche volta pare anzi che tutta l'esuberanza di forze nervose, non potendo effondersi in altro modo, si concentri negli occhi, i quali, colla loro vivacità singolare, fanno uno strano contrasto colla simulata compostezza dei tratti del volto. Anche il riso, quando è rapido e veemente, si può appena rattenere con una sforzo straordinario di volontà, e il più delle volte, dopo essere stato rattenuto per qualche tempo, scoppia improvvisamente con maggior veemenza. L'uomo può arrivare qualche volta a simulare il dolore, mentre prova un piacere; ma in questo caso la natura offesa punisce il colpevole, facendogli perdere la propria dignità, senza la quale rimane chiusa la sorgente delle gioie più pure ed elevate del cuore. Il piacere può esprimersi in moti esagerati o falsi, presentandoci, in questo modo, una vera patognomia o fisonomia morbosa. Il carattere patologico dell'espressione può consistere nella mancanza d'accordo fra la sensazione ed il segno che la rappresenta, e in qualche elemento particolare che offende il sentimento del bello. Tutti possono ricordare di aver veduto alcune persone ridere in modo goffo, o esprimere la loro gioia in modo stravagante, presentando l'idea dello stentato o del triviale. Tutti gli animali devono esprimere in qualche modo il piacere di cui sono suscettibili; ma noi non possiamo leggere la gioia che in quelli la cui fisonomia più si avvicina alla nostra. Nei pesci e nei rettili credo che nessuno abbia mai letto l'espressione della gioia, mentre negli uccelli la vivacità dei movimenti, il brio del canto e il brillare degli occhi esprimono chiaramente il piacere. I mammiferi, che vivono liberi nelle loro foreste, nascondono ai nostri sguardi i loro piaceri, per cui non ne possiamo conoscere la fisonomia; quando ci è dato avvicinarli e osservarli a lungo, possiamo leggere sul loro muso, il dolore o la paura se ci sanno più forti di essi; mentre se hanno muscoli e denti più potenti dei nostri, potremmo trovarci in un tale stato da non poter sicuramente analizzare la loro fisonomia. Gli animali domestici esprimono la gioia con segni particolari, che noi conosciamo benissimo; e tutti sanno come il cane dimeni la coda, e il cavallo muova le orecchie e nitrisca in modo particolare. Si può dire che le espressioni elementari del piacere sono comuni a tutti i mammiferi superiori, ma che il riso non è concesso che all'uomo soltanto.
Fisonomia e patognomia morale del piacere. Filosofia delle feste.
PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO
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