Fisiologia del piacere
Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi
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Fra tutte le forme che presenta l'odio una delle più innocenti e più comuni, e che è larga dispensatrice di gioie colpevoli, è quella di far dispetti. Nei gradi minimi la smania di far dispetti si esercita sugli animali, e si vedono allora i passionati dilettanti delle piccole gioie dell'odio tirar gli orecchi e la coda ai cani, punzecchiare i cavalli e i buoi, scottare coll'acqua calda i gatti, ecc. Procedendo d'un grado verso la colpa, i dispettomani attaccano l'uomo e lo tormentano con mille scherzi più o meno leciti, ma sempre frivoli e importuni. Quando però i dispetti non oltrepassano una certa misura di decente moderazione, bisogna tollerarli, e perdonare ai loro autori, perchè essi provano un vero stimolo insopprimibile, un bisogno invincibile di abbandonarsi a questi innocenti piaceri. Per quanto innocente, il dispetto è un'azione immorale, ci procura un piacere che derive da un dispiacere altrui. Se la nostra vittima non s'accorge del nostro dispetto, o non dà segno di avvedersene e di soffrirne, noi godiamo poco o nulla; è la gioia invece tanto più viva, quanto più doloroso è lo stupore, e ridicola la posizione del nostro avversario; non si può quindi negare che questa gioia sia colpevole. Si comprende sotto il concetto di odio un'infinità di elementi diversi, dei quali alcuni spettano ai delitti, ed altri agli affetti che confinano coi sentimenti più nobili e generosi. Vi sono odii grandi e quasi perdonabili, come vi sono odii così piccoli che si compatiscono e ci fanno ridere. A questi spettano le compiacenze del far dispetti. Un'altra gioia meno innocente consiste nella smania della distruttività, che si svela sotto la forma più innocente nel bisogno di rompere, di tagliare, di demolire. L'uomo che ne è affetto, e che può essere il primo galantuomo del mondo, si arresta nel suo cammino per rompere un coccio di argilla, per mozzare alle pianticelle dei prati i fiori più belli, o sfrondare con rabbiosa compiacenza i rami d'un arbusto. Se la distruttività cresce di un grado, gli esseri inanimati non ci bastano, e allora schiacciamo con piacere i poveri insetti che il caso invia sotto i nostri passi, o godiamo nello strappare ad una ad una le ali di una farfalla. In qualche caso la manìa di distruggere o di uccidere si accresce con furore. Se ne ha un esempio in un giovane di delicato sentire e di miti costumi, obbligato dal caso a svenare una mezza dozzina di polli. Egli si accinse a questa operazione senza ripugnanza, ma con tutta calma e tutta indifferenza. Non abituato a tale macello, fece soffrire innocentemente una lunga agonia alla prima vittima, e gli aneliti del pollo incominciarono a turbarlo. Si accinse alla seconda esecuzione colla mano tremante; e involontariamente si soffermò a contemplare le vicende dell'agonia, e la mano intenta sentì le scosse della vita che sfuggiva e l'umidore del sangue. Ammazzò il terzo con crudeltà e con gioia; e fuori di sè, tutto tremante si gettò sulle ultime vittime da furibondo, tagliando e sbranando, sicchè una di esse fu fatta a pezzi. Lo sgozzatore, in mezzo ai cadaveri e ai moribondi, con le mani palpava avidamente le viscere ancora calde. Egli godè una crudele gioia, ed io che lo vidi ne ebbi paura. L'innocente sanguinario mi confessò che il sangue sparso lo aveva eccitato; e che egli avrebbe ucciso altre centinaia di vittime con voluttà. Aggiunse ancora che in mezzo a quel furore era stato assalito da un accesso di libidine. Questo fatto ha una grande importanza, perchè fa prevedere che l'istinto dell'assassinio e la facoltà di generare, devono aver nel cervello un rapporto anatomico o fisiologico. La storia, d'altronde, ci mostra come fra gli orrori del saccheggio, la crudeltà si associ sempre alla più sfrenata libidine, e come dal sangue delle vittime sorgano fumi che accecano la mente, cambiando l'uomo in un bruto che fa paura e ribrezzo.
Anche la forma di odio, che si chiama vendetta, ha alcune piccole gioie che sono quasi innocenti, e basterà citare a questo proposito la compiacenza che si prova nello schiacciare fra le unghie una pulce che ci stava succhiando il sangue. L'influenza delle gioie dell'odio e di tutte le altre che si assomigliano, è sempre pessima. Se il piacere fisiologico non fa mai male, il piacere colpevole ha in se stesso la propria condanna. L'uomo che si compiace del male altrui, sente anche nel momento della gioia un turbamento misterioso che lo lascia godere imperfettamente. La donna gode assai meno che l'uomo di queste gioie, perchè essa è quasi sempre più pura, e nel dominio del cuore impera come regina unica e assoluta. L'odio arde della fiamma più viva nell'età della forza, nella primavera e nell'estate della vita. La civiltà tende sempre a raffreddarlo e a spegnerlo; però, finchè l'uomo vivrà sulla terra, questo fuoco fatale non sarà mai spento. È un vulcano che, quanto più sembra sonnacchioso, tanto più è da temersi. L'odio è un fenomeno che ha le proprie leggi e il proprio scopo; dovunque e sempre si è odiato, dovunque e sempre si odierà! La fisonomia delle gioie dell'odio e della vendetta ha le proprie immagini che, luride e deformi nell'invidia, nella calunnia, nel disprezzo, arrivano in alcuni casi ad esprimere una passione veemente e vulcanica che non è senza grandezza. Vi sono momenti nella vita dell'uomo che durano quanto lo scoppiare del fulmine, e nei quali pare che le passioni, ardendo della fiamma più viva, si offrano tutte in olocausto sull'altare di una sola; e l'uomo morale in tutta la sua potenza sembra ardere e consumarsi con un lampo di luce e una detonazione di terremoto. L'odio più d'una volta dà di questi lampi e di queste esplosioni.
PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO
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