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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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L'idea del sangue, dopo aver riuniti nel nido della famiglia i membri legittimi e necessari, ravvicina intorno ad essi alcuni altri parenti e congiunti, più o meno lontani. L'affetto che lega i congiunti fra loro, quando non è ravvivato dalla stima, dalla gratitudine, dall'amicizia e da qualunque altro sentimento d'elezione, si riduce quasi sempre a un dovere, o ad un fragile filo, che al più breve cozzo d'ire o di interessi può rompersi. Quando però si ama e si stima un uomo perchè merita venerazione e rispetto, questi sentimenti ricevono una tinta più viva e più calda all'idea della parentela, e le gioie che provengono dalla sodisfazione di un affetto sociale ricevono un'impronta caratteristica. L'affetto che stringe fra loro gli avi ai nipoti è uno dei più venerabili fra i sentimenti di famiglia. Il vecchio si lega al fanciullo colla catena di un affetto intermedio che serve di nodo e di scala, e tre generazioni si confondono in una stessa famiglia. Lo zio e il nipote che si dànno la mano, formano un altro gruppo delizioso. Qui è il ricambio della benevolenza, della generosità, della venerazione che, riunendosi fra loro coll'affetto del sangue, formano uno dei quadri più belli. Più lungi dal nido si vedono altri gruppi formati dai cugini, dai cognati, dai generi e da tutti quegli individui che appartengono con maggiore o minor diritto alla stessa famiglia. Qui l'affetto in generale è sempre tiepido, e le gioie ch'esso procura derivano spesso dalla sodisfazione di un altro sentimento più vivo. In ogni modo, tutte le emanazioni più o meno calde che partono dai diversi sentimenti di parentela, elevandosi insieme, si confondono per formare un'unica atmosfera tiepida e deliziosa che costituisce l'affetto di famiglia; concerto armonioso, nel quale si associano le note di tanti istrumenti. Le gioie della famiglia solo come il pane e l'acqua che ci servono ogni giorno a sostenere la vita. Spesso non le sappiamo apprezzare quando ne godiamo, ma la loro mancanza ci riesce estremamente dolorosa, e ce ne fa sentire l'immenso valore. Voi tutti, che avete un tiepido nido dove ripararvi dalle intemperie del mondo, sappiate godere della felicità che vi sta tanto vicina, e dimenticate sopra tutto quelle piccole contrarietà che forse vi rendono intollerante della vita più calma e più invidiabile. Sappiate amare ed essere amato. Nel mondo della famiglia avete tesori inesauribili, doveri da sodisfare, diritti da esercitare, gioie infinite che spettano ai più nobili sentimenti. È qui il caso di ripetere il vecchio proverbio: Non si deve andar lontano per cercare quello che ci sta vicino; non bisogna, insomma, abusare della vita.

L'uomo ci può interessare spesso per il solo carattere che è dato dall'età. I bambini, ad esempio, ispirano sempre una certa simpatia, e si prova un vero piacere nel vezzeggiarli, nel solleticarli, nell'accarezzarli con mani irrequiete. Anche senza alcuna idea relativa al sesso, il giovine ci interessa per la sua bellezza e per la forza che sembra scaturire da tutti i pori della pelle. L'affetto primitivo che ci ispira è la naturale simpatia per il migliore esemplare dell'homo sapiens di Linneo. Il fulmineo balenare degli occhi, l'eleganza e la vivacità dei movimenti, e quello squassar subitaneo delle lunghe chiome, sono altrettanti elementi che si ammirano in un giovane, ma che possono produrre un piacere anche indipendentemente dal tipo di bellezza che rappresentano. L'idea del bello è un prodotto intellettuale, e nella calda simpatia che spesso un giovane ci ispira non entra, il più delle volte, che il cuore. Il vecchio, quando non è ripulsivo per deformità fisiche o morali, è sempre venerabile, e la sua vista ci può procurare una viva simpatia e un vivo piacere. In lui si rispettano le impronte del tempo, la esperienza acquisita, la cultura e il sapere; in lui si ammira una formula vivente che riunisce gli elementi i più cari e i più terribili, la vita e la morte. Quando si è formata un'idea chiara e precisa delle gioie del sentimento sociale primitivo, non è difficile intendere i piaceri che possono procurarci tutti gli affetti umani. Sono sempre le stesse gioie di amare o di essere amato, di fare il bene o di esser beneficato, colla differenza che ogni sentimento le impronta di un carattere speciale. Così si può prestare lo stesso soccorso a un uomo sconosciuto, a un amico, a un'amante, alla propria madre, a un fratello. In ogni caso, la gioia che si prova è sempre quella di fare una buona azione; ma il sentimento deve nei diversi casi dare un carattere speciale al piacere, modificandone la natura e il grado. La gioia si esprime a un dipresso in ogni caso colla stessa fisonomia, ma il sentimento vi passa il proprio pennello onde dare al quadro una tinta particolare.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO