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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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I fratelli che devono la vita agli stessi genitori, sono legati quasi sempre fra loro da un affetto che, quantunque non sia necessario per legge di natura come l'affetto materno, nè sia necessario per legge di morale come il sentimento filiale, pure ha le sue gioie calme, i suoi palpiti generosi, le sue aspirazioni deliziose e profumate. Si può dire che i fratelli, il più delle volte, sono amici nati assieme, che hanno tesori comuni di reminiscenze, di dolori e di gioie; per cui vivono di una vita morale comune. Il loro affetto poi riceve un'impronta caratteristica dal fatto della medesima origine, dall'affinità del sangue, la quale, facendoli membri di una stessa accolta di sentimenti, li rende in gran parte sensibili agli stessi eventi. Questo vincolo del sangue, però, ad onor del vero, è più un'idea che un sentimento; perchè quando i fratelli, per fatali circostanze, sono fra loro divisi, possono disprezzarsi o odiarsi di tutto cuore, o anche rimanere sconosciuti a vicenda, senza che mai la voce del sangue riveli loro la comune origine. Le poche eccezioni che si osservano non distruggono la regola generale. Ciò che ravviva più d'ogni altra cosa l'affetto fraterno e le sue gioie è, come nell'amicizia, una certa analogia di pensare e di sentire, la quale qui si verifica spesso per la comunità derivante dalla stessa origine e da identica educazione. Del resto tutti gli elementi fisici e morali che possono modificare le gioie dell'amicizia, influiscono nello stesso modo sui piaceri dell'affetto fraterno, il quale, quando esce dai limiti ristrettissimi del dovere, è una vera amicizia fra individui che sono nati dagli stessi parenti. Il fratello può adorare il fratello, la sorella può amare con trasporto la sorella; ma l'ideale perfezione dell'affetto fraterno si osserva quasi sempre fra l'uno e l'altra. I fratelli sono uomini, e quindi non hanno nel loro cuore tanta ricchezza da dedicare ad un affetto di puro lusso morale; d'altronde, per lo più, scelgono nella vita sociale strade diverse e si vedono di rado. Le sorelle sono naturalmente rivali in amore, a meno che la differenza di età non sèpari con lungo corso d'anni i comuni destini; ma arriva un giorno, nel quale il sospirato matrimonio le separa. Il fratello e la sorella invece nascono quasi amici per natura. L'uomo trova un essere compiacente che si presta alle sue ire e alle sue prepotenze, trova una creatura che resiste senza lottare a lungo; un angelo sempre pronto a porgergli aiuto e conforto. D'altra parte, nelle relazioni colla sorella, non entrando in cosa alcuna l'amor proprio, si può con pochissimo sacrificio concedersi le gioie delle delicate sorprese e dei doni generosi. Il fratello trova poi sempre nella sorella l'amica più compiacente, che ascolta con generosa pazienza le interminabili geremiadi di supposte sventure, o che soffre con noi dei nostri grandi dolori. La sorella, d'altra parte, fino dalla fanciullezza trova nel fratello un essere che ama e al quale può dedicare tutte quelle piccole cure che la donna ha un vero bisogno di prestare a qualcuno. Il fratello è spesso per lei, fino a una certa età, l'essere più caro, che, sebbene presto sostituito da un altro, non sarà mai affatto dimenticato. L'affetto fraterno può compartire le sue gioie in tutte le età; ma spesso non è che dopo le tempeste della giovinezza, che esso ci fa godere dei piaceri più squisiti. Nell'età adulta o nell'estrema vecchiaia, la morte ci ha quasi sempre privati della madre e del padre; fors'anche di un amico. È allora che ci si rifugia fra le braccia di un fratello o di una sorella, e si sente ancora un cuore tiepido e generoso battere all'unisono col nostro.

L'idea del sangue, dopo aver riuniti nel nido della famiglia i membri legittimi e necessari, ravvicina intorno ad essi alcuni altri parenti e congiunti, più o meno lontani. L'affetto che lega i congiunti fra loro, quando non è ravvivato dalla stima, dalla gratitudine, dall'amicizia e da qualunque altro sentimento d'elezione, si riduce quasi sempre a un dovere, o ad un fragile filo, che al più breve cozzo d'ire o di interessi può rompersi. Quando però si ama e si stima un uomo perchè merita venerazione e rispetto, questi sentimenti ricevono una tinta più viva e più calda all'idea della parentela, e le gioie che provengono dalla sodisfazione di un affetto sociale ricevono un'impronta caratteristica. L'affetto che stringe fra loro gli avi ai nipoti è uno dei più venerabili fra i sentimenti di famiglia. Il vecchio si lega al fanciullo colla catena di un affetto intermedio che serve di nodo e di scala, e tre generazioni si confondono in una stessa famiglia. Lo zio e il nipote che si dànno la mano, formano un altro gruppo delizioso. Qui è il ricambio della benevolenza, della generosità, della venerazione che, riunendosi fra loro coll'affetto del sangue, formano uno dei quadri più belli. Più lungi dal nido si vedono altri gruppi formati dai cugini, dai cognati, dai generi e da tutti quegli individui che appartengono con maggiore o minor diritto alla stessa famiglia. Qui l'affetto in generale è sempre tiepido, e le gioie ch'esso procura derivano spesso dalla sodisfazione di un altro sentimento più vivo. In ogni modo, tutte le emanazioni più o meno calde che partono dai diversi sentimenti di parentela, elevandosi insieme, si confondono per formare un'unica atmosfera tiepida e deliziosa che costituisce l'affetto di famiglia; concerto armonioso, nel quale si associano le note di tanti istrumenti. Le gioie della famiglia solo come il pane e l'acqua che ci servono ogni giorno a sostenere la vita. Spesso non le sappiamo apprezzare quando ne godiamo, ma la loro mancanza ci riesce estremamente dolorosa, e ce ne fa sentire l'immenso valore. Voi tutti, che avete un tiepido nido dove ripararvi dalle intemperie del mondo, sappiate godere della felicità che vi sta tanto vicina, e dimenticate sopra tutto quelle piccole contrarietà che forse vi rendono intollerante della vita più calma e più invidiabile. Sappiate amare ed essere amato. Nel mondo della famiglia avete tesori inesauribili, doveri da sodisfare, diritti da esercitare, gioie infinite che spettano ai più nobili sentimenti. È qui il caso di ripetere il vecchio proverbio: Non si deve andar lontano per cercare quello che ci sta vicino; non bisogna, insomma, abusare della vita.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO