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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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Non dimenticate però vostro padre. Voi, ne sono sicuro, lo amate. Anch'egli ha vegliato alla vostra culla, anch'egli ha preso parte ai vostri giuochi. Egli entra nel quadro delle vostre memorie infantili, quando egli ogni giorno tornava alle solite ore nel nido della famiglia, e bruscamente vi toglieva ai vostri giuochi o alle braccia materne per stringervi al suo volto ispido di peli. E poi, più innanzi, dovete aver presenti le sue lezioni severe, i giusti rimproveri e i castighi... Povero padre! egli ha forse lavorato tutta la vita per procurarvi le facili gioie di un'esistenza comoda e agiata; egli è stato avaro con sè per esser generoso con voi; e se anche questo non fosse, egli vi ha dato la vita e il nome, e voi dovete adoperare la prima per onorare il secondo, perchè nulla fa brillare di maggior luce la vecchiaia di un padre, quanto la gloria dei propri figli. La madre può amare fino alla follia un figlio volgare, e, in ogni caso, può sempre accontentarsi che esso sia un uomo di cuore; ma l'uomo non si rallegra completamente di esser padre, che quando può esserne fiero e quando, camminando baldanzoso appoggiato sul braccio del proprio figlio, si sente inumidire il ciglio da lacrime di consolazione alle lodi che gli vengono tributate. Tra le gioie dell'affetto filiale, talune sono quasi passive, sono alla portata di tutti, e si riducono alla sodisfazione di amare il padre e la madre, di vederli sani e contenti. La gioia non proviene che dalla semplice sodisfazione di un sentimento e si raggiunge senza fatica e senza sacrificio. Le gioie più sublimi e più nobili di questo sentimento sono date dall'esercizio attivo dell'affetto filiale, il quale, con ogni maniera cerca di esprimersi e di dimostrare la forza che lo anima. Vi spettano tutte le compiacenze dei doni, delle delicate sorprese, dei conforti generosi, dei sacrifici. In generale il figlio sa amare meglio la madre, e la figlia sa meglio prestare il culto dell'affetto a suo padre. Vi è qui un mistero ch'io lascio per ora inesplicato, ma che è degno dell'analisi più paziente e delicata. Vi si devono scoprire tesori per la storia del cuore umano.

I fratelli che devono la vita agli stessi genitori, sono legati quasi sempre fra loro da un affetto che, quantunque non sia necessario per legge di natura come l'affetto materno, nè sia necessario per legge di morale come il sentimento filiale, pure ha le sue gioie calme, i suoi palpiti generosi, le sue aspirazioni deliziose e profumate. Si può dire che i fratelli, il più delle volte, sono amici nati assieme, che hanno tesori comuni di reminiscenze, di dolori e di gioie; per cui vivono di una vita morale comune. Il loro affetto poi riceve un'impronta caratteristica dal fatto della medesima origine, dall'affinità del sangue, la quale, facendoli membri di una stessa accolta di sentimenti, li rende in gran parte sensibili agli stessi eventi. Questo vincolo del sangue, però, ad onor del vero, è più un'idea che un sentimento; perchè quando i fratelli, per fatali circostanze, sono fra loro divisi, possono disprezzarsi o odiarsi di tutto cuore, o anche rimanere sconosciuti a vicenda, senza che mai la voce del sangue riveli loro la comune origine. Le poche eccezioni che si osservano non distruggono la regola generale. Ciò che ravviva più d'ogni altra cosa l'affetto fraterno e le sue gioie è, come nell'amicizia, una certa analogia di pensare e di sentire, la quale qui si verifica spesso per la comunità derivante dalla stessa origine e da identica educazione. Del resto tutti gli elementi fisici e morali che possono modificare le gioie dell'amicizia, influiscono nello stesso modo sui piaceri dell'affetto fraterno, il quale, quando esce dai limiti ristrettissimi del dovere, è una vera amicizia fra individui che sono nati dagli stessi parenti. Il fratello può adorare il fratello, la sorella può amare con trasporto la sorella; ma l'ideale perfezione dell'affetto fraterno si osserva quasi sempre fra l'uno e l'altra. I fratelli sono uomini, e quindi non hanno nel loro cuore tanta ricchezza da dedicare ad un affetto di puro lusso morale; d'altronde, per lo più, scelgono nella vita sociale strade diverse e si vedono di rado. Le sorelle sono naturalmente rivali in amore, a meno che la differenza di età non sèpari con lungo corso d'anni i comuni destini; ma arriva un giorno, nel quale il sospirato matrimonio le separa. Il fratello e la sorella invece nascono quasi amici per natura. L'uomo trova un essere compiacente che si presta alle sue ire e alle sue prepotenze, trova una creatura che resiste senza lottare a lungo; un angelo sempre pronto a porgergli aiuto e conforto. D'altra parte, nelle relazioni colla sorella, non entrando in cosa alcuna l'amor proprio, si può con pochissimo sacrificio concedersi le gioie delle delicate sorprese e dei doni generosi. Il fratello trova poi sempre nella sorella l'amica più compiacente, che ascolta con generosa pazienza le interminabili geremiadi di supposte sventure, o che soffre con noi dei nostri grandi dolori. La sorella, d'altra parte, fino dalla fanciullezza trova nel fratello un essere che ama e al quale può dedicare tutte quelle piccole cure che la donna ha un vero bisogno di prestare a qualcuno. Il fratello è spesso per lei, fino a una certa età, l'essere più caro, che, sebbene presto sostituito da un altro, non sarà mai affatto dimenticato. L'affetto fraterno può compartire le sue gioie in tutte le età; ma spesso non è che dopo le tempeste della giovinezza, che esso ci fa godere dei piaceri più squisiti. Nell'età adulta o nell'estrema vecchiaia, la morte ci ha quasi sempre privati della madre e del padre; fors'anche di un amico. È allora che ci si rifugia fra le braccia di un fratello o di una sorella, e si sente ancora un cuore tiepido e generoso battere all'unisono col nostro.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO