Fisiologia del piacere
Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi
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I figli in sè concentrano tutti i raggi d'affetto che emanano dal cuore della madre e da quello del padre; ma per quanto sia generoso il cuore di un figlio, ben di raro esso emana tanta luce quanta ne riceve; e il raggio che vi arriva rovente e splendidissimo, ritorna dond'era venuto tiepido e pallido. Talvolta i figli rendono ai loro genitori il cento per cento; ma questi sono fenomeni rarissimi. In generale i padri e le madri adorano i loro figli e ne sono amati; i genitori sono generosi sempre, e spesso arrivano all'imprudenza della prodigalità; mentre i figli sono giusti, spesso economi, non di raro spilorci. Non c'è da spaventarsi: è legge di natura che ha in sè la propria ragione. La vita delle generazioni doveva sussistere ad ogni costo, ed essa era affidata ad un affetto prepotente e necessario come è quello di padre e di madre. Quando gli individui sono nati alla vita fisica ed educati alla vita morale, in faccia alla natura i genitori hanno vissuto abbastanza, e la vita dell'umanità sussiste anche senza l'affetto filiale. Il sentimento filiale però esiste, e può esser forte, violento, capace dei più grandi sacrifici; pure non cessa per questo di essere un affetto di lusso. Si dice sempre che i figli hanno il dovere di amare i loro genitori, e questo comandamento fu scritto in tutti i codici del mondo. Non si parla invece quasi mai di dovere, quando si tratta dell'affetto dei genitori verso i figli, e quasi sempre si dimentica d'imporlo come un comandamento. Ciò è naturale: sarebbe stato lo stesso come imporre all'uomo di respirare. Noi siamo dotati di moltissime facoltà morali di puro lusso, le quali non cessano per questo di essere meno nobili e sublimi. Sebbene la musica non sia necessaria alla vita fisica, non cessa per questo di essere un'arte divina che sparge a profusione le gioie più vive. Così è dell'affetto filiale. Quantunque esso non sia indispensabile alla vita morale delle generazioni è però uno dei sentimenti più delicati e soavi, che elevano appunto ad una grande altezza l'umana dignità, perchè non si fonda sulle leggi della materia viva, ma posa il piede nelle regioni misteriose del bello, del vero, del buono. Se non possiamo consolarci col pensiero di poter ricambiare i nostri genitori colla stessa misura d'affetto che essi ci prodigano, possiamo però confortarci di amarli quanto possiamo e quanto dobbiamo, il che è tutto dire. Si corre sempre verso la perfezione, anche essendo sicuri che non la si può raggiungere; or bene, si deve amare il proprio padre e la propria madre fin dove è umanamente possibile, quand'anche si sappia che noi non potremo mai pagare il nostro debito. Bisogna proprio, in questo caso, rassegnarci ad esser debitori, anche quando si è milionari di sentimento. Se noi avremo figli, sconteremo sicuramente in parte il nostro debito, diventando creditori verso di essi. Il padre e la madre si possono amare colla stessa forza, ma non mai nella stessa maniera. Per la madre si ha un affetto più caldo, più confidente e, direi quasi, più gonfio di quella sensualità del cuore che si può comprendere ma non definire. Per il padre, invece, si ha un amore più ideale, più elevato, e nel quale entra assai più la venerazione e la gratitudine. Si ama sempre la madre coll'ingenuità gaia ed espansiva del cuore fanciullo, mentre si ama il padre colla calma e colla prudenza del cuore già adulto. Colla madre si piange e si racconta, col padre si sorride e si ragiona. Chi non ha conosciuto sua madre può appena immaginare le gioie soavi di chi la possiede. Quando, riandando le nostre memorie, cerchiamo di distinguere le forme vaghe e nebulose. che vagano oscillando nel più lontano nostro orizzonte, rammentiamo qualche scena di famiglia nella quale campeggia l'ombra di nostra madre; ricordiamo qualche dolore che cessò all'apparire di quell'angelo consolatore; qualche immensa gioia provata fra le sue braccia o sulle sue ginocchia. Avvicinandoci al presente, rileviamo più distinte le immagini delle nostre reminiscenze: sentiamo più caldi i fremiti delle ombre che ci passano davanti; vediamo nostra madre quando ci insegnava nell'alfabeto gli elementi della più sublime e pericolosa fra le scienze; sentiamo ancora scorrere la sua mano affettuosa nei ricciuti capelli che coprivano la nostra testolina. Non ricordiamo forse quelle giornate lunghe e misteriose che passavamo con lei, quelle indefinite chiacchiere, quei giuochi interminabili, quando ella si sedeva sul suolo per farsi più vicina a noi, per farci ridere, per farci rotolare sul molle tappeto erboso sotto una salva di carezze, rese tempestose e convulse dall'affetto? Se avete labile la memoria, e duro il cuore, saltate più avanti; se avete corta la vista, non guardate alle piccole gioie, rammentate soltanto le grandi. Non vi ricorre alla mente qualche sventura fanciullesca che vi obbligava a singhiozzare profondamente, che vi faceva disperare e che pure sparì ad un tratto al solo apparire del vostro angelo consolatore? Io sento ancora i baci che mia madre mi improntava caldi e ripetuti sulle mie guancie, sento ancora le sue parole soavi e generose, credo ancora di vedere il sorriso indefinito con cui ella, guardandomi, col dito del comando m'imponeva la gioia e mi faceva ridere di mezzo alle lacrime che mi scorrevano a rivi. Nè sol questo ricordo. Gli arcani silenzi della chiesa, le trepide paure notturne, le ire e le busse de' miei coetanei, la storia interna de' miei dolori e delle mie gioie si riannodano sempre a mia madre, che, come un angelo, dopo avermi data la vita, mi ha fatto palpitare ai più generosi sentimenti; che, dopo avermi insegnato a parlare, a leggere, a scrivere, dopo avermi dato insomma in mano gli strumenti che mi dovevano fare operaio della grande manifattura sociale, mi ha mostrato la via che guida alla gloria, e mi ha detto che la migliore prova d'affetto ch'io le avrei potuto dare sarebbe stata una corona di incorrotti allori...
PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO
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