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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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Anche il padre ama le proprie creature, e trova una sorgente fecondissima di gioie nell'affetto che lo lega ad esse; ma ben di rado, se non quasi mai, arriva ad amare quanto una madre. Nulla vi è in questo fatto che possa meravigliare: le passioni sono, nell'ordine naturale, tanto più prepotenti e feconde di piaceri, quanto più importante è la funzione alla quale si riferiscono. Fu alla donna che la natura diede l'incarico di conservare la vita degli individui bambini, e fu ad essa che diede l'affetto materno. Nelle gioie paterne potrete scorgere molta passione, molta squisitezza, tutti gli adornamenti più delicati del sentimento e dell'intelletto; ma non vi troverete mai quel fondo di lava sempre rovente che ribolle di continuo nel vulcano del cuore materno. Qui vi è la prepotenza di uno dei bisogni naturali più ineluttabili, mentre là il sentimento spetta già quasi al lusso morale del cuore, e le generazioni non ne hanno una assoluta necessità. L'amore materno si osserva in quasi tutti gli animali, mentre l'affetto di padre non si ammira che in pochissimi, come un fenomeno raro e commovente. Meno le gioie sensuali esclusive della maternità, tutte le gioie morali possono essere condivise dai due genitori. Trasportate gli stessi piaceri dal clima caldo, nel quale vive il cuore della donna, alla zona temperata, sotto la quale palpita il cuore dell'uomo, e avrete la differenza che passa fra queste sensazioni, identiche nell'essenza, ma diverse di grado e di forma. Quasi sempre il padre sa amare meglio le figlie a preferenza dei maschi. Le gioie materne e paterne, fanno sorgere nuovi doveri e tendono ad elevare il sentimento della dignità e degli altri nobili affetti. Più d'una volta la nascita di un figlio è bastata a far mutar vita ad un uomo, il quale per la prima volta ha sentito che l'avvenire non apparteneva più a lui solo, e che aveva un alto scopo da conseguire col fare un individuo sociale ed un cittadino virtuoso e felice del figlio che la natura gli ha dato. Anche la donna, che nei primissimi tempi del matrimonio può conservare ancora tutta l'ingenua leggerezza della prima età, si fa seria quando diventa madre. Più di una volta, allora, si vede nel suo contegno una compostezza imparata di fresco. Queste gioie sono sempre tanto generose che, non solo rallegrano qualche ora della vita e fanno schiudere le labbra al sorriso, ma bastano a diffondere un delizioso profumo su tutti i nostri giorni, a render calma una intera esistenza. La civiltà può elevare queste gioie ad un grado maggiore di delicatezza, ma non mutarne il fondo, il quale, come tutte le forze prime, deve attraversare inalterato il corso dei secoli e delle generazioni. Presso alcuni popoli selvaggi le gioie della maternità cessano quasi del tutto col finire dell'allattamento, e l'idea morale della paternità sussiste appena. Ben diversamente avviene presso i popoli civili.

Anche questi nobili e generosi affetti possono darci gioie morbose. Il padre che gode ammirando nel proprio figlio i primi germi di una passione colpevole che egli accarezza, prova certamente una gioia morbosa. Una madre che, abusando dei privilegi del sentimento, ispira al proprio bambino con ogni maniera di artifizii avversione per tutti, riservando a sè sola i tesori di quel cuoricino, prova pure un piacere colpevole. In questi due casi, come nei moltissimi altri che si potrebbero citare, la malattia della gioia non proviene mai dall'affetto di padre o di madre, ma da un altro sentimento che non si trova in uno stato di perfezione, e che, contribuendo a far parte del piacere, impartisce ad esso la propria deficienza. Gli affetti generosi e nobili per se stessi non possono ammalarsi mai, se non degenerando e cambiando nome e natura.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO