Fisiologia del piacere
Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi
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Se fosse possibile rappresentare in un museo tutto quanto riguarda l'amore, si avrebbero nella cameretta, che serve da anticamera, tutte le tiepide speranze, tutte le divinazioni del sentimento, e le beate incertezze dei primi momenti, nei quali il cuore incomincia a battere più forte, e un'angoscia indefinita fa trarre lunghi e frequenti sospiri. Le continue correnti di quelli che passano, assieme al calore naturale dell'ambiente, producono rapidi squilibri di temperatura che fanno alternativamente rabbrividire e sudare. A questa prima anticamera tengono dietro varie altre sale nelle quali le correnti si fanno sentire assai meno e la temperatura riesce più tepida e uniforme. In esse sono varietà infinite di sospiri, che si fanno sempre più profondi e più calmi; alcuni sorrisi incerti assieme a parole seguite da volumi di commenti; collezioni intere di fiori secchi, di bottoni da guanto, di nastri, di fazzolettini e di tutti gli altri infiniti oggetti, che si vedono custoditi con religiosa cura. La temperatura dell'ambiente sale di tanto da non potersi più chiamare tepida. Vi si trovano raccolte alcune strette di mano e infinite immagini di sguardi infuocati, di brividi incerti di voluttà. La biblioteca di questa prima sezione contiene centinaia di volumi di solitarie aspirazioni o di lettere timide e appassionate, non di rado dei versi. Nel visitare questa prima parte del museo si è sempre soli; perchè anche quando si parla o si stringe la mano, si comunica a distanza coll'essere amato, dal quale ci separa ancora un enorme spazio. La seconda sezione del museo occupa il centro dell'edifizio, e ha per motto la prima persona attiva o passiva di un verbo, che nella grammatica spetta alla prima coniugazione ed è regolare, ma che nel mondo morale è il verbo più irregolare che mai si conosca. Qui il clima è cambiato: non più correnti di arie fredde e calde che cozzano fra loro, ma una atmosfera oscillante e profumata che preme e vellica il cuore. Qui siamo assolutamente all'equatore, e gli odori più inebrianti dei fiori e delle droghe dei tropici fanno provar deliri e vertigini. È qui che si cammina sempre con un altro essere, è qui che la ebbrezza dei sensi e la tempesta del cuore fanno vibrare con tanto strazio di voluttà tutti i nervi al minimo contatto, come i sentimenti riescono esaltati dalla minima onda che li commuova. Il fremito di una veste di seta suona all'orecchio più caro di un'armonia soave, come il profumo vellutato di una parola d'amore solletica il cuore ad una vera commozione. Le camere di questa seconda sezione sono infinite di numero e varie di grandezza, di forma e di ornamenti. In esse si sospira, si singhiozza, si freme, ma non si parla. Non vi si sente che il molle fruscio del velluto e delle pellicce. Oppure, dove l'aria è meno calda, l'allegria più vivace distribuisce piaceri più tiepidi e rumorosi. Là si balla, si ride, si suona. Oppure ancora, dove l'aria è rinfrescata dalle brezze della mente, si parla a lungo del passato e dell'avvenire, e si riposa, con la lettura e con lo studio, dalle violenti emozioni della musica tempestosa udita altrove, o dall'abuso dei bagni caldi di vapore amoroso. Vi sono ancora alcune sale destinate all'esercizio dell'armi, dove l'uomo combatte e la donna si difende, e si passa il tempo nei giuochi più ameni della scherma. Più d'una volta la lotta si accende tanto animata e tanto si ravviva, che gli avversari arrivano a ferirsi; ma le ferite sono sempre rimarginate da un balsamo soave che, istillato sopra di esse, produce una nuova e sconosciuta voluttà. In questa parte di ambiente non si può vivere soli, ma non si può vivere che in due. I rumori del mondo vi possono arrivare; ma non distraggono mai dalle loro occupazioni i beati mortali che vi passano la vita. L'ultima parte del museo è costituita da un appartamento addobbato con modesta eleganza, e dove il calore quasi sempre uniforme non esce mai dai limiti del temperato. Là si trovano tutte le calme e soavi compiacenze dell'amicizia amorosa, tutti quei piaceri squisiti ridotti dalla natura al grado di diluizione necessaria per essere sopportati a lungo dal delicato cuore umano. Là si passa la vita or soli ed or accompagnati, ma sempre calmi e tranquilli. Il museo delle gioie dell'amore presenta come appendice un gabinetto archeologico, dove si osservano i baci fossili, i sorrisi pietrificati, e una collezione infinita di medaglie più o meno interessanti di affetti che appartengono tutte ai tempi storici. Là si vedono molte coppie sorridenti passare in rivista le preziose raccolte, e si commentano quelle reliquie. Il bisbiglio che si sente continuamente in quel gabinetto è incredibile, e ciò si deve al difetto proprio dell'età dei visitatori. Qualche volta però alcuni di essi sono soli, e per lo più silenziosi; si arrestano allora a lungo davanti a una ciocca amorosa di capelli, o dinanzi a un vecchio ritratto. In questa parte del museo vi sono raccolti moltissimi piaceri che spettano alle gioie tristi.
Se nel breve cenno fatto di questo museo dell'amore non trovate molto sentimento, non dimenticatevi che questa non è che la semplice topografia dell'edifizio. Ma vi è il catalogo, il quale, anche senza una nota di commento, formerebbe un grosso volume. Eccovi intanto alcune righe di quell'immenso elenco. N. 790. Piaceri di scrivere una lettera amorosa. Se ne osservano almeno 100.000 specie principali senza parlare delle secondarie e delle loro varietà. a) Gioia veemente di rispondere a una dichiarazione. b) Gioia calma di rammentare una promessa. c) Gioie trepide di chiedere. d) Gioie angosciose di domandare la ragione di un lungo silenzio. e) Gioie purissime di parlare del proprio amore.Seguono le altre 99.945 specie principali. N. 7547. Gioia di vedersi preferito in mezzo a una numerosa schiera di pretendenti. N. 17.549. Compiacenza di aver trovato che si ama più la persona amata che se stesso (Gioia rarissima, e della quale non si è potuto procurare, dopo infaticabili ricerche, che un solo esemplare e proveniente da una donna). N. 350.000. Gioia di difendere coraggiosamente la persona amata a rischio della propria riputazione (I pochi esemplari raccolti provengono tutti da cuori di donna). N. 795.007. Gioia di sacrificare il proprio amore alla felicitàdella persona amata (Medesima osservazione come per il N. 17.549). N. 753. Gioia di amare chi non ci ama. N. 753.300. Gioia di aspettare. N. 758.357.000. Gioia di guardarsi per la milionesima volta e di sorridersi senza parlare. N. 7.354.000. Gioia di sentir apprezzata da altri la persona amata. N. 799.454.999.000.000.000.000.754.000.327. Compiacenza di riamare nelle figlie di una donna amata i lineamenti di colei che non è più, o di colei che non è più nostra.
PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO
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