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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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CAPITOLO XVIII.

Il sentimento sociale che noi proviamo per tutti gli uomini indistintamente, a uguaglianza delle altre condizioni fisiche e morali, ci procura gioie molto diverse, secondo che chi ce le ispira ci è più o meno simpatico. Senza sapercene dare la ragione, molte volte, al solo vedere un individuo, noi proviamo o un senso di repulsione o un'indifferenza assoluta, o più spesso un piacere vivo e particolare, e siamo trascinati da una forza misteriosa a dimostrargli il nostro affetto e a farci a lui vicini. Per lo più la simpatia nasce contemporaneamente in due individui, e il piacere che ridesta nell'uno la vista dell'altro fa nascere in entrambi il bisogno di vedersi spesso, di cercarsi, di parlarsi, ed essi diventano due amici. Il sentimento sociale, che esiste sempre in noi allo stato di potenza, può ridestarsi ad un tratto, procurarci una gioia, e poi ritornare nella solita sua calma. Così, mentre forse noi siamo immersi nella meditazione intellettuale più profonda, o godiamo di uno spettacolo della natura, il nostro orecchio è ferito dalla invocazione di un uomo che chiede l'elemosina. Allora il sentimento sociale, ridestato dalla sensazione dell'orecchio, ci fa mettere la mano al borsellino, e, mentre porgiamo una moneta al mendicante, leggiamo sul suo volto la riconoscenza e la gioia, che ci procurano un piacere. Subito dopo la scintilla di gioia si è spenta, e noi, continuando la nostra passeggiata, non ci troviamo più in alcun rapporto morale coll'uomo che abbiamo soccorso. Ma se il giorno seguente, ripassando per lo stesso luogo, noi sentiamo ancora la voce querula del mendicante e poniamo ancora mano alla borsa, incominciamo a fare un passo verso una consuetudine, e la scintilla di gioia che proviamo incomincia a diventare una corrente; ed anche dopo qualche tempo, sebbene lontani dal mendicante, possiamo pensare a lui con compiacenza. D'altra parte, se il mendicante non è un semplice mercante che vende lacrime e lamenti per averne senza fatica il pane della vita, s'egli ha un cuore che sente, e s'egli riesce a distinguere, nel palpare la nostra moneta, ch'essa è calda d'affetto e che differisce dalle altre che sono gelate dal fiato della vanità, egli penserà a noi con piacere, e vedendoci arrivare ci distinguerà con un sorriso che noi potremo saper leggere e interpetrare. Per quanto siano fuggevoli e delicati questi rapporti che ci legano, se essi si ripetono a lungo, noi potremo amarci e diventare, forse, amici. La simpatia e la beneficenza sono le due fonti primitive dell'amicizia, la quale nella sua essenza si può definire per lo scambio di due sentimenti sociali molto vivi. Quando due persone, per una ragione qualunque, si rimandano spesso scintille di gioia, queste vengono poi a formare una corrente continua, una vera atmosfera che abbraccia in sè due esistenze. Allora l'uomo che ama, vive, almeno in parte, di una vita doppia; e, conservando nel suo cuore l'immagine dell'amico, sente i palpiti di un altro cuore a cui rimanda i fremiti del suo. Chi vuole che per ciò sia necessaria un'identica natura morale a costituire due amici; chi pretende invece che il contrasto dei caratteri favorisca l'amicizia: mentre altri, forse più diligenti osservatori, ci insegnano che un amico è complemento dell'altro, e che le facoltà di entrambi sommate insieme formano un'unica natura complessa, un tutto più o meno armonico. Basta però la più superficiale osservazione della vita che ci circonda per dimostrarci che l'amicizia può scaturire da sorgenti molto diverse, e che, avida di spazio, essa vaga libera in larghissimo campo, diffondendo a piene mani le sue gioie fra gli uomini i più somiglianti e i più dissimili. Non tutti gli uomini sicuramente possono essere amici fra loro, quantunque possano essere tutti onesti e dotati di delicato sentire. Due persone per ispirarsi il sentimento dell'amicizia devono convenire, almeno fino a un certo punto, nell'età e nelle proporzioni del sentimento e della mente. Nelle diverse età della vita si parlano lingue diverse, si battono diversi sentieri, si vive sotto un diverso cielo. Fra gl'individui d'età troppo disparata l'amicizia è impossibile; e quando questo nome si adopera ad indicare l'affetto che lega il vecchio al giovane, il fanciullo all'adulto, si commette un errore di logica. Il sentimento più vivo può riunire questi esseri diversi, ma esso non è costituito che dalla venerazione, dal rispetto, dalla riconoscenza o dalla stima. II calore di due esistenze si confonde per non costituire che una sola temperatura, un solo clima, nel quale vivono due esseri. Anche quando uno di essi si allontana, la sua immagine morale rimane al posto abbandonato; e l'amico la contempla con lo spirito, l'accarezza come si accarezza una cosa viva, la bacia con trasporto e ne sente il tiepido calore che emana solo dalle cose vive e da quelle che sono amate. Questo è l'affetto che lega due persone nel santo nodo dell'amicizia. Come l'età, così la soverchia distanza morale o intellettuale può frapporre un ostacolo insormontabile a ravvicinare due in modo da farne due amici. Qui però la difficoltà è minore. Ora lo sguardo affascinante del genio può a poco a poco avvicinare a sè un uomo che si trovava lontano e perduto nella folla; mentre altre volte la tiepida e profumata emanazione, che spira da un cuore sublimemente delicato, ravvicina a sè il cinico che cammina per vie battute e solo. Questa è anzi una delle forme più perfette e ammirabili dell'amicizia.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO