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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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Il sentimento sociale si estrinseca ed esprime in mille modi, dalla stretta di mano al sacrificio del martire; ed essendo sempre grande e nobile, ci eleva colle sue gioie, rendendoci sempre più degni di aspirare a piaceri maggiori. Ne' suoi tesori tiene monete di rame, d'argento e d'oro per ogni tasca e per ogni scrigno. In quasi tulle le nostre azioni giornaliere noi spendiamo gli spiccioli di queste gioie parlando e lavorando cogli altri uomini; mentre spesso arriviamo a guadagnare qualche moneta d'argento, facendo qualche atto di beneficenza. Le gioie più rare e più sublimi del sacrificio non sono che di pochi e vengono rappresentate dalle monete d'oro. In ordine di valore morale precedono i piaceri della compagnia, poi tengon dietro quelli della consolazione, della beneficenza e del sacrificio. La donna gode, senza dubbio, molto più che l'uomo dei piaceri sociali, perchè la natura le ha dato un cuore più grande per compensarla del cervello più piccino; e perchè, affidando a lei i penosi doveri della maternità, la consacrava alle gioie sublimi del sacrificio. Ben di rado l'uomo può salire ai gradi maggiori della scala senza trascinare seco un immenso pallone di leggerissimo amor proprio. Egli si sacrifica spesso, ma vuole che il rogo che lo consuma spanda all'intorno una fiamma lucida e grande. La donna invece sa compiere nel silenzio e nell'oscurità i più sublimi sacrifizi, e arriva a sopportare intrepida le sue torture morali senza sospirare e senza inorgoglirsi. Molte volte la vita oscura di una povera donna è un martirio più splendido di quello dell'innocente che si consuma in un istante sotto la mannaia del carnefice. In tutte le età della vita il sentimento sociale ci procura le sue gioie. Il bambino smette spesso di piangere quando si vede vicina una creatura viva, e il vecchio nel letto di morte si consola nel veder piena la camera di parenti e di amici che piangono. Ma l'età de' sacrifizi più sublimi è sempre la giovinezza, e il sentimento sociale deve dare gioie più vive ai popoli inciviliti, che hanno occasioni più frequenti di esercitarlo. La differenza massima di questi piaceri è dovuta alla nostra costituzione morale, segnata dai gradi diversi dell'egoismo e dell'affetto. Alcuni egoisti non godono che scarsamente delle gioie pallidissime della compagnia degli uomini, mentre altri dedicano la loro vita alla beneficenza e al sacrificio.

La fisonomia delle gioie del sentimento benevolo, messo in azione, è per lo più calma e serena, e ben di rado si esprime col riso e con atti molto vivaci. Qualche volta il piacere trabocca da ogni parte, ma noi lo nascondiamo con eroica ipocrisia, onde mostrare all'uomo che soccorriamo, che la nostra azione è naturalissima e non esige una lotta e una vittoria. Le gioie del sacrificio hanno qualche volta una fisonomia angelica indescrivibile. Alcuni grandi artisti fermarono nel marmo o sulle tele lo sguardo celestiale del martirio, e tutti possiamo ricordare d'aver veduto in qualche galleria un'immagine che si è scolpita nel nostro cuore per non cancellarsi mai più. L'abitudine di provare questi piaceri impronta sul volto un carattere speciale, che si legge a chiare note, in alcune persone, le quali a prima vista vengono giudicate benevoli e generose. Il sentimento sociale non può mai essere patologico, perchè, cambiando di natura, cessa di esistere. Qualche volta però può associarsi ad affetti colpevoli, procurandosi in questo modo gioie morbose. L'uomo è sociale in mezzo ad un deserto e nelle vie popolose delle città, nel trivio e nell'orgia, come nel gabinetto di studio e nelle sale di uno stabilimento filantropico. È per questo che il libertino può godere della compagnia de' suoi pari, come l'assassino può rallegrarsi di commettere il delitto assieme a' suoi complici. La beneficenza dell'uomo vano, i complimenti del vile e le promesse del traditore sono ipocrisie del sentimento; ma la gioia non proviene che dalla sodisfazione di un affetto generoso.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO