Fisiologia del piacere
Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi
Scarica XML completo Vedi l'intero documento Cerca nel documento Struttura del documento
Fra le gioie passive e quelle attive del sentimento sociale sussistono alcuni piaceri misti che servono di passaggio naturale dalle une alle altre. La forma meglio definita di questi piaceri consiste nel godere e nel soffrire delle gioie e dei dolori che non sono nostri. Parrebbe a prima vista, che il godere dell'altrui fortuna dovesse essere un piacere più egoistico del piacere che si prova nella compassione; ma invece avviene precisamente il contrario. In questo fatto entra come fattore formidabile l'amor proprio, il quale, invertendo l'ordine naturale della cose, fa spesso soffrire delle gioie altrui e rallegrarci dell'altrui dolore. L'uomo che si rallegra coll'uomo deve far scomparire in gran parte la propria individualità e mettersi a pari, se non al disotto col suo fratello; mentre l'uomo che compassiona si pone sempre, anche senza volerlo, al di sopra dell'uomo sofferente, e guardandolo dall'alto lascia piovere sopra di lui un sentimento che emana dal proprio cuore come una grazia sovrana. Quando egli si china a soccorrere l'uomo che soffre, allora l'affetto si fa attivo, e la compassione, che è sempre teorica, lascia il posto alla beneficenza. La compassione è di tutti gli affetti umani di seconda persona il più comune e il più frequente, perchè si fonda sulla natura sociale, e non può mancare in noi senza passare alla patologia morale più mostruosa e più ripugnante. Anche l'egoista, che non ha mai fatto un'azione buona, senza decretarne a se stesso il merito, può guardare cogli occhi lacrimosi un uomo che soffre. Tale affetto nelle sue forme meno nobili ci porge piaceri quasi puri da ogni tristezza, e coloriti quasi sempre da una sodisfazione dell'amor proprio; mentre, quando sorge da un cuore generoso, ci offre una delle gioie più ineffabili. Questo piacere si prova in tutto il puro ideale della sua perfezione, quando la compassione è ridestata da qualche personaggio o da qualche attore delle nostre letture o del teatro. Allora l'impossibilità di soccorrere il misero che soffre non ci può accusare di egoismo davanti alla nostra coscienza, e senza colpa e senza rimorsi noi ci abbandoniamo ad una gioia che in sè riunisce i piaceri dell'egoismo e della generosità. L'affetto sociale sodisfatto in modo passivo non presenta una fisonomia propria: l'unica forma ben determinata che ci presenta, è la compassione; ma questa, a tutto rigore, è un affetto misto, una vera tendenza a passare dal campo della teoria in quello dell'azione. I piaceri ch'essa ci procura si esprimono sempre coi tratti di un dolore soave, che talvolta si confondono con qualche segno di piacere.
PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO
Carte d'autore online