Fisiologia del piacere
Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi
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Fra le questioni che si agitano ogni giorno, vi ha pur quella, se l'amore alle bestie sia un sintomo di buon cuore o di egoismo. Alcuni sostengono che chi ama con trasporto il suo cane ha un cuore sensibile e generoso; mentre altri, rammentando con un sogghigno il canarino e il gatto della vecchia cattiva e stizzosa, affermano che l'affetto alle bestie è prova d'egoismo. La ragione che divide in due campi i difensori e gli avversari dell'affetto animale consiste in ciò, che gli uni e gli altri confondono insieme due varietà molto distinte che presenta questo sentimento. Gli uomini di cuore delicato e generoso possono amare le bestie con trasporto; ma riservando i propri affetti ai loro fratelli, non concedono per lo più agli animali che una amorosa protezione, ed essi provano i massimi piaceri di questo sentimento nel difendere gli animali da chi li maltratta. Altri invece, egoisti per età o per natura, rifuggendo dagli affetti che esigono il sacrificio insopportabile della gratitudine, si dedicano con passione a prediligere un cane, un gatto o un canarino, e giungono ad amarli fino al delirio. A questa seconda classe di amanti del regno animale spettano le più rabbiose zitelle, i celibi più insopportabili e altri eccentrici individui, che, mentre fanno, ad esempio, dormire il proprio cane sotto le molli piume, e accarezzano il gatto sulle loro ginocchia, ucciderebbero un povero topo con furore, e vedrebbero impassibili cadere un bue sotto la mazza, perchè essi possono essere anche crudeli verso le bestie che non appartengono a loro. Fra queste due classi di uomini che amano fisiologicamente e patologicamente le bestie, stanno infiniti altri che provano piaceri misti, amando con predilezione un solo animale e odiando a morte molte altre povere bestie innocenti. In alcune poche eccezioni il cuore è così fecondo di affetto, che esso si espande con eguale generosità sopra il genere umano e sopra il regno animale; e più d'una volta la mano, che prodiga le più sollecite cure al cane e che accarezza con delirio il gatto, si stende generosa anche al povero che soffre. Le carezze sono uno dei segni più comuni, co' quali si dimostra l'affetto alle bestie. Il bacio non è fisiologico che quando si invia da lontano, o si concede ad animali che non possono corrispondervi, come sarebbero gli uccelli: in questo caso nulla è più seducente di due labbra fresche e rosee, che scherzano col becco di un canarino. In tutti gli altri casi il bacio è morboso. La patologia di questi piaceri consiste quasi tutta nella loro esagerazione o nella prostituzione dell'affetto ad animali schifosi, che fanno ribrezzo o paura. L'uomo che riesce ad amare con trasporto un rospo o un lupo, prova piaceri morbosi, perchè egli non può partecipare agli altri le sue gioie senza obbligarli a soffrire. Il naturalista può ammirare finchè vuole una salamandra, e il filosofo può contemplare con delirio un lumacone; ma l'uomo fatto colla pasta ordinaria non può amare questi esseri senza avere il sentimento del bello in uno stato di leggera malattia. Altrettanto patologico è l'affetto che alcune donne portano ad animali, pel solo fatto che poi ne abusano per la sodisfazione di piaceri erotici e sessuali. Come abbiamo già detto a questo riguardo, tali piaceri, però, se sono di una intensità talvolta spasmodica, sono anche da riprovare, perchè debilitano l'organismo in modo irreparabile, e conducono ad una vecchiezza precoce con tutti i suoi acciacchi.
PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO
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