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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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CAPITOLO XII.

Fra tutte le forme complesse di gioie che può presentare il sentimento della proprietà, una delle più comuni e delle meglio definite è quella che si prova nel raccogliere; e può essere tanto intensa da arrivare ad una vera passione. In alcuni animali noi troviamo, quasi sotto forma di istinto embrionale, il sentimento della proprietà e il piacere del raccogliere. Tutti sanno come le gazze raccolgano e nascondano molti oggetti non commestibili: or bene, in alcuni uomini l'amore di far raccolta si trova precisamente allo stato embrionale delle gazze, ed essi accumulano sui loro tavoli o nei loro cassetti ogni genere di cose, senza essersi prefissi uno scopo speciale nelle loro laboriose raccolte. Nè questo istinto è proprio soltanto dei cervelli piccini, perchè vi sono persone di distinto ingegno che lo posseggono. Questa tendenza si sviluppa fino dalla prima fanciullezza, e non cambia che nel genere degli oggetti. Io, ad esempio, nella primissima età feci vero trasporto una raccolta di ciottolini, senz'esser mineralista; poi riunii in tante scatole un'infinita di insetti senz'essere entomologo; poi passai alle piante, che intercalai fra le pagine de' miei calepini. Più tardi feci raccolta di monete antiche, di conchiglie e di sostanze chimiche. Ora sono diventato bibliomane e spero di rimanerlo ancora per molto tempo. Intanto confesso che, pochi anni or sono, fui così frivolo da raccogliere fagiuoli di diverso colore e da compiacermi assai nel contemplarli. Quando l'amore delle raccolte è vera passione, la natura degli oggetti non influisce affatto sul piacere che si prova nel riunire l'una dopo l'altra una serie di unità: la gioia massima sta nel soddisfare un vero bisogno morale. Il piacere di raccogliere però è quasi sempre complicato dall'affetto particolare che si porta agli oggetti delle nostre ricerche e dei nostri studii, ciò che si osserva nei malacologi, nei botanici, nei numismatici, nei bibliofili e in tutta l'immensa turba dei più instancabili specialisti. Il piacere della raccolta comincia la sua vita interminabile dal primo oggetto che serve di unità fondamentale, e consiste nella compiacenza del trovare. La prima moneta messa in un vuoto armadio incomincia a dargli vita, come il primo libro che spazia solitario in un'ampia libreria ne sta attendendo con impazienza altri che gli tengano compagnia. Fin qui però il piacere non è che in prospettiva, e si riduce a grandi speranze. La gioia specifica della raccolta non compare se non quando all'unità fondamentale se n'è aggiunta una seconda. Da quel momento la serie aumenta e il raccoglitore, ogni volta che depone nella sua collezione un nuovo oggetto, è scosso da una scintilla di piacere. A poco a poco il numero delle unità cresce all'infinito, ed egli è costretto alla dolce necessità di classificare, di numerizzare, di far cataloghi, caselle, scatolini. Così gusta un mondo di delizie, e prendendo in mano ogni cosa con venerazione, la guarda e la riguarda, la ripulisce e l'accarezza, e riponendola al posto stabilito dalla natura eminentemente casellare del suo cervello, sorride d'ineffabile compiacenza. Lontano dai rumori del mondo, egli vede rappresentato nelle sue raccolte il frutto prezioso delle sue lunghe ricerche. I suoi studi sono incarnati in esse, ed ogni oggetto è per lui un amico che gli parla, senza l'aiuto della voce, una lingua misteriosa ch'egli solo sa intendere. Rispettate quest'uomo, perchè egli è innocente e felice. Tutti gli oggetti possono essere raccolti, senza che l'instancabile raccoglitore si renda ridicolo. Molti fra i nostri ricchi più frivoli raccolgono nelle loro case un vero arsenale di ninnoli e di giocattoli, quasi a farle rassomigliare a magazzini di chincaglieria; o accolgono nelle loro serre le piante più goffe del mondo, sol perchè vengono dalla China e dall'Australia, perchè costano assai, e perchè il giardiniere ha detto che un signore di alta sfera non può farne senza. Queste frivole passioncelle però favoriscono l'industria e il commercio, e non fanno male ad alcuno.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO