Fisiologia del piacere
Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi
Scarica XML completo Vedi l'intero documento Cerca nel documento Struttura del documento
Questi piaceri individuali, quantunque infiniti, non formano che un solo emisfero nel mondo dell'amor proprio, il quale non è sodisfatto completamente che dal riflesso dell'approvazione altrui. L'amor proprio riflesso fuori di noi forma un vero sentimento secondario, il quale ne' suoi gradi fisiologici può chiamarsi col nome di approbatività o di emulazione. Esso ha un margine assai ristretto, passato il quale degenera in vanità o in ambizione. L'uomo può nascondere in sè la più petulante superbia senza incontrare riprovazione; ma diventa ridicolo appena ne lascia trapelare un raggio sotto forma di vanità, dacchè nel primo caso nessuno soffre, mentre nel secondo l'amor proprio degli altri comincia ad essere offeso. La misura dell'approbatività non è segnata tanto dal merito dell'azione e dal grado della facoltà che si è vinta, quanto dal numero di quelli che ci approvano, e più ancora dal valore della lode. Noi non possiamo compiacerci di un'azione indifferente e facile, mentre siamo trascinati senza volerlo a bere sino in fondo il calice della lode anche se sproporzionata ai nostri meriti. In questo caso, anche quando la ragione in sulle prime si rifiuta a ricevere la lode che rasenta l'adulazione, noi facciamo sforzi per dimostrare a noi stessi che possiamo, senza saperlo, meritarci l'elogio, che si presenta sempre in maniera così cortese e tanto benevola. È costui un contrabbandiere così scaltro, che saprebbe sedurre anche un Catone. L'amor proprio è forse il sentimento più suscettibile di ogni altro, per cui rarissime volte gode di una perfetta salute, e quasi sempre passa la vita nella convalescenza di leggere malattie intercorrenti. Siccome però tutti gli uomini ne vanno soggetti, così essi si perdonano a vicenda questa infermità morale, considerandola come una triste necessità, a un dipresso come il raffreddore nell'inverno. Le gioie dell'amor proprio si fondano sul prezzo corrente del merito, una fra le derrate che cambiano di valore ad ogni soffiare di vento, come se seguisse le oscillazioni della banca più squilibrata del mondo. Anche nell'approvazione che noi concediamo alle nostre opere, ci atteniamo quasi sempre al valore, che può essere loro attribuito sulla pubblica piazza dell'opinione; perciò il più delle volte pigliamo grossi granchi, che sono quasi tutti errori di esagerazione. Quando poi dobbiamo godere delle lodi altrui, se sul mercato non si trovano che merci scadenti, i nostri prodotti, quantunque assai mediocri, possono avere un alto valore; mentre, quando eccellono gli altri, i nostri lavori devono essere ben superiori onde fermare per un momento sguardo incerto della massa che compera e vende la lode. Questa ragione spiega un'infinità dei misteri piccoli e grandi della vita degli individui e delle nazioni. Si intende, ad esempio, perchè un grande uomo, per semplice ipertrofia di una facoltà intellettuale di secondo ordine, sia tanto petulante. Si capisce perchè un uomo di mediocre ingegno si isoli dal mondo simulando un filosofico stoicismo, oppure si pavoneggi in mezzo ad un circolo di uomini nulli. Si capisce finalmente perchè un lumicino comparso in un secolo di oscurità possa essere creduto un sole. Vi sono però alcuni astri che sanno brillare in mezzo ad un mare di luce. Le gioie fisiologiche dell'amor proprio e dell'approbatività sono gustate meglio dall'uomo che dalla donna, meglio nell'età adulta che nella giovinezza e nella vecchiaia. Del resto prosperano rigogliose in tutti i climi, in tutti i paesi, in tutti i tempi. Esse rallegrano la vita degli individui, e, figurando come primo fattore nella civiltà delle nazioni, servono a preparare nuove fonti di piaceri ai nostri posteri. La fisonomia di questi piaceri ha pochi lineamenti, perchè essi sono abbastanza calmi per scaricarsi a poco a poco entro di noi. Il più delle volte gli occhi esprimono la gioia brillando in un modo insolito, mentre le labbra si atteggiano ad un muto sorriso. Qualche volta il giuoco della fisonomia è accompagnato da fregatine di mano, da salti, da esclamazioni di gioia o da alcuni moti bizzarri. Ognuno può consultare la propria memoria e ricordarsi qualche caso personale.
PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO
Carte d'autore online