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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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L'influenza dei piaceri dell'udito è immensa, e si estende su tutte le facoltà della mente e del cuore. Lo studio della parte che ebbe la musica nell'umana civiltà venne già fatto da grandi filosofi, ma certamente non è stato ancora esaurito. La fisonomia dei piaceri dell'udito presenta una serie infinita di immagini che variano secondo il carattere della sensazione, per cui un pittore fisonomista potrebbe fare un'intera galleria di quadri con le sole espressioni di questi piaceri, che passano dall'allegria vivace e rumorosa alla malinconia più soave, dallo scoppio del riso alle lagrime. I suoni non armonici, quando producono piacere, non agiscono che indirettamente, ridestando un sentimento o una memoria, per cui, a seconda del carattere di questi, l'espressione riesce diversa senza che presenti alcun segno proprio dei piaceri dell'udito. Un suono armonico il più semplice non fa altro che interessarci, esercitando in modo piacevole il senso dell'udito. In questo caso il volto si atteggia ad una calma attenzione, gli occhi sono fissi e la bocca è spesso aperta, ciò che avviene molte volte nei piaceri dell'udito, poichè per le trombe di Eustachio i suoni giungono più sensibili all'orecchio interno. Se l'armonia cresce di intensità e di delicatezza, può farci godere piaceri molto diversi a seconda che sia lieta o triste. Nel primo caso, gli occhi si fanno lucenti e si aprono più largamente, e gli angoli della bocca socchiusa, schiudendosi alquanto, forniscono i primi elementi di un sorriso. Se invece la musica è triste, le palpebre si avvicinano e gli angoli della bocca si serrano. In ogni caso l'espressione del volto è molto diversa se la mente si arresta o no a godere della sensazione, analizzandone quasi gli elementi; ovvero se l'armonia non è che uno strumento che ridesta ed esalta il sentimento e l'intelletto. Quando la musica è scopo a se stessa e il piacere è tutto nella sensazione, noi siamo subito trascinati ad accompagnare col gesto, colla voce o col pensiero le cadenze armoniche, ciò che per molti è un bisogno irresistibile e forma uno degli elementi caratteristici della fisonomia di questi piaceri. Ora noi accompagnamo la musica col piegare il capo dall'alto al basso e lateralmente, ora incliniamo tutto il corpo, ora moviamo un braccio o una mano. Altre volte produciamo un rumore battendo fra di loro due parti del corpo, o percuotendo in modo diverso gli oggetti che ci stanno vicini. Stando seduti, si muove più spesso il piede, mentre quando siamo diritti ci serviamo il più delle volte della mano, che ci offre un largo campo di azione ad esprimere tutte le gradazioni del piacere. Nella musica allegra il piacere fa ridere ben di rado e sorridere quasi sempre; mentre il bisogno di accompagnarla col moto è talvolta così prepotente da obbligarci a muovere quasi tutti i muscoli del corpo. Il ballo primitivo non deve essere stato altro che l'espressione di un piacere musicale che tendeva ad espandersi. Le esclamazioni di gioia possono giungere sino al delirio, e possono accompagnarsi a strette di mano e ad abbracci affettuosi. In tutte queste espressioni si vede una tendenza all'espansione e al moto. Rarissimi sono i sospiri e il pianto. Nella musica patetica invece tutto ispira al raccoglimento e all'emozione. I gesti sono poco estesi, rari e lenti; i sospiri sono prolungati e frequenti, più d'una volta la tensione nervosa ristabilisce l'equilibrio col pianto. Nei gradi massimi del piacere il volto impallidisce, gli occhi sono smarriti, il corpo è assalito da fremiti, da sussulti tendinei, da veri brividi di una voluttà misteriosa. Altre volte il corpo è immobile, quasi colpito da catalessi, e l'uomo sembra rapito in una vera estasi. Questi pochi tratti esprimono la fisonomia generale dei piaceri musicali, ma il quadro non è completato che dalle espressioni di tutti i sentimenti nobili e bassi, buoni e cattivi, i quali tutti, alla loro volta, possono essere suscitati dalle delizie dell'armonia. Ben di sovente noi non pensiamo più alla musica che ci inebbria, ma, trasportati dalla fantasia in regioni lontane, ricordiamo liete memorie o piangiamo sulla terra del cimitero; siam trascinati nel turbine d'una vita operosa o sognamo una vita solitaria e tranquilla. Ora odiamo profondamente, o immensamente amiamo, a seconda dello stato della mente e della natura della musica che ci commuove. Tutte queste fisonomie però verranno studiate nei piaceri del sentimento. Qui mi basterà di aggiungere che tutto l'asse cerebro-spinale può essere tratto in commozione dai piaceri dell'udito, e che indirettamente anche la circolazione e il respiro vi possono prender parte. Il cuore pulsa spesso più forte, e talvolta è preso da accelerate palpitazioni; il respiro si fa lento o affannoso. L'alternar del rossore o della pallidezza del volto e il senso indefinito che ne risentono talvolta le viscere, provano infine che anche il sistema gangliare può entrare come fattore nell'espressione di piaceri dell'udito. Il campo che divide la fisiologia dei piaceri dell'udito dalla loro patologia non ha confini ben determinati. Nei piaceri più intensi dell'armonia si accordano quasi tutti gli uomini: mentre ciò non succede per i piaceri minori o per quelli prodotti dai rumori. Certamente i gusti più bizzarri dell'orecchio non possono influire sulla salute del corpo; ma molti di essi si possono moralmente chiamar patologici, perchè si allontanano dal tipo di perfezione estetica che noi riceviamo dalla natura nascendo. Così possiamo chiamar morbosi i piaceri di quelli che si compiacciono delle strazianti armonie d'una lima stridente, d'una forchetta che si striscia sul piatto, dello scrocchiare delle articolazioni delle dita, dell'abbaiare di un cane, e soprattutto di quelle selvagge disarmonie del sincopato, che il pessimo gusto degli Americani ha portato fra noi.

Analisi dei piaceri dell'udito. Piaceri che derivano dai rumori e dai suoni armonici.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO