Fisiologia del piacere
Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi
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La fisonomia propria dei piaceri del gusto ha espressioni molto interessanti, ma che stanno tutte nei bassi confini di una gioia tranquilla o di una calma compiacenza. Il minimo grado del piacere è espresso dalla vivacità dei movimenti che servono alla presa dei cibi e da una certa serenità del volto. Quando il piacere diventa più delicato, i movimenti sono meno concitati: allora il corpo è chinato mollemente sopra se stesso e raccolto placidamente nel delizioso lavoro. Gli occhi brillano, ma sono fissi, e mal si allontanano dalla contemplazione del piatto che sta davanti, quasi a scrutare pezzo più gustoso e appetitoso. Le mascelle si muovono con meditata lentezza, e la lingua, facendo scorrere il bolo alimentare in tutti i punti più sensibili della bocca, aiuta l'armonia delle diverse sensazioni. Finalmente, quando la bevanda o il cibo stanno per essere deglutiti, pare ci mandino un saluto affettuoso col darci l'ultimo, il più intenso piacere. Allora le labbra si chiudono, e tutti i muscoli esercitano il massimo sforzo per prolungare il delizioso momento, che pur troppo è molto breve. Ciò dà una fisonomia tutta particolare al ghiottone, che fa passare il saporito boccone dal mondo della vita animale in quello della vita vegetativa. Il sacrificio è consumato e la bocca, aprendosi largamente, lascia uscire con lenta espirazione il fiato, quasi ad esprimere la sodisfazione di quel momento. Qualche volta la mascella s'alza e s'abbassa per raccogliere le ultime tracce del piacere, finchè si apre impaziente a ricevere nuovo cibo, che produce una nuova sensazione; la quale, confondendosi colle ultime oscillazioni della precedente, genera un fenomeno di vera melodia e armonia. Tutte le sensazioni tattili o gustative, che uno stesso boccone produce nei diversi punti della bocca, si associano con mirabile accordo. Appunto sull'armonia dei sapori è fondata la parte elementare della gastronomia, che consiste nel preparare e nel condire le vivande; mentre sulla melodia dei piaceri del gusto si appoggia la parte più sublime di questa scienza, che tratta della successione delle vivande e delle varie combinazioni dei vini. Un pranzo non è che un concerto d'armonia e di melodia del gusto, nel quale vanno rispettate alcune leggi immutabili, fondamentali, direi quasi matematiche, che vengono poi portate alla massima perfezione dal genio dell'artista. Il nostro Rajberti, col suo libro «L'Arte di convitare», ha scritto un frammento prezioso di musica di morale gastronomica. Le esclamazioni di compiacenza, l'applicazione della mano sul petto, quasi a valer seguire la discesa del prezioso bolo alimentare, e infinite altre espressioni mimiche, accompagnano i piaceri del gusto, che, come nel senso della generazione, hanno il loro massimo nel momento in cui si compie l'atto essenziale della funzione.
PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO
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