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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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CAPITOLO V.

I piaceri sessuali variano assai nella loro natura e nell'intensità secondo condizioni, che possono essere congenite, e quindi immutabili, ovvero accidentali e mutevoli. Questo s'intende facilmente, essendo il piacere una sensazione alla quale concorrono infiniti elementi, gli uni indipendenti dagli altri, e che tutti esercitano la loro influenza sul risultato finale. La costituzione organica, che abbiamo fin dalla nascita, come influisce su tutti gli atti della vita, così pure impronta d'un marchio speciale la natura dei piaceri venerei. A questo proposito però non si possono fare che induzioni più o meno probabili. In generale si può dire che i piaceri sono maggiori quanto più vive sono la sensibilità e l'intelligenza, e quanto più forte è l'istinto sessuale. I primi due elementi esercitano però l'influenza massima, per cui un individuo dotato del temperamento erotico più sviluppato, ma di sensi ottusi, gode assai meno di un altro che prova tutte le sensazioni in un modo più intenso e ha facoltà intellettuali molto lucide, una coscienza delicatissima per intendere ciò che sente, e analizzare le infinite gradazioni del piacere. Gli individui di temperamento nervoso, quelli dotati di pelle fina e bruna, di forme rotondette, di labbra grosse, con la laringe molto prominente, godono in generale molto più degli altri che hanno tali caratteri opposti. A questo proposito però ho notato un'eccezione: alcuni esseri sensibilissimi non arrivano che rare volte, e dopo una lunga esperienza ai gradi massimi del piacere; giacchè, non potendolo tollerare quando per la soverchia sua forza conduce ad un vero delirio, contraggono spasmodicamente i muscoli degli organi genitali e l'ejaculazione avviene senza piacere, forse per la compressione che viene in questo modo esercitata sopra alcuni filamenti nervosi. Una credenza assai diffusa ritiene lascivi i gobbi, i nani e, in generale, gli individui di piccola statura e di lungo naso. Sebbene questa asserzione non sia scientificamente provata, pure si verifica molte volte che questi individui abbiano organi genitali sviluppatissimi; per cui è probabile che i loro piaceri siano più intensi, qualora però essi siano dotati d'una più intensa sensibilità. La facoltà di generare non è concessa che alle età più vigorose della vita, quando l'organismo sviluppa forze molto superiori a quelle che basterebbero a conservare l'individuo, ne consegue perciò che i piaceri venerei debbono essere propri dell'età feconda, e quindi più vivi nel periodo della massima forza. Nei primi tempi della pubertà e nei primi anni della giovinezza i piaceri sono in generale più intensi, ma assai meno delicati; mentre negli anni seguenti, fin verso il quarantesimo, l'esperienza e il bisogno di ravvivare con un certo artificio sensazioni intiepidite dall'abitudine, rendono i piacerj più squisiti. Nel mezzo di questa età, quando l'ardore dei desideri giovanili si associa ad un certo stadio di lussuria, questi piaceri sono della massima potenza. Questo avviene in generale fra il ventesimo ed il trentesimo anno.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO