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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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Ai piaceri sessuali non si riferiscono soltanto le sensazioni proprie agli organi genitali, o che si provano in altre parti del corpo al contatto dei due sessi, ma anche tutte quelle altre modificazioni del tatto che risvegliano desiderii o pensieri erotici. La sensazione la più indifferente nell'infanzia e nella vecchiaia può riuscire voluttuosa nella gioventù, ridestando a un tratto un eccitamento nei genitali. Altre volte, nella stessa età giovanile, una sensazione tattile può divenire voluttuosa per la congestione spermatica e per altre condizioni accidentali, che traggono subito in simpatia gli organi genitali. Questo può dirsi del toccare il velluto o le pellicce, del coricarsi sopra letti elastici, dell'altalenare, del prendere i bagni caldi, ecc. I piaceri che si hanno in questi casi non diventano sessuali, che quando ridestano immagini lascive o traggono in simpatia gli organi della generazione. Questa distinzione è essenziale, perchè uno stesso piacere può cambiare di natura a seconda che sia tattile o sessuale. Ai piaceri venerei appartengono indirettamente anche le gioie che si hanno da immagini lascive, dalla lettura di alcuni libri, dal conversare sopra alcuni argomenti, ed altri fatti consimili; ma esse spettano alla storia del sentimento e dell'intelletto. Si possono avere piaceri venerei molto somiglianti ai naturali, e senza alcun contatto dei sessi, nelle polluzioni notturne, che per lo più tengono dietro a sogni lascivi. In questi casi può avvenir che la mente, piena di idee lubriche e di immagini oscene, sia la prima causa del sogno o del piacere. Oppure può accadere che gli organi genitali trovandosi in istato di iperstenia di senso o di congestione spermatica, inviino al cervello impressioni da indurre in simpatia l'immaginazione: essa, non sorretta della ragione, produce un tale perturbamento da simulare appieno il vero congiungimento di essi. Molte volte però il piacere è incompleto assai, perchè la coscienza non si desta che imperfettamente, e quando essa riposa del tutto, la volontà manca. Spesso invece la scena è tanto viva da svegliarci nell'atto della polluzione, o poco dopo; talvolta il sonno è interrotto anche prima, e allora, alzandoci, si può impedirla. Quando però questo fenomeno avviene, rare volte è in persone caste. Invece di essere nocivo è salutare, liberando da una congestione spermatica molesta. Se la ejaculazione ha luogo senza piacere e senza la precedenza di sogni lascivi, il fenomeno è veramente morboso, e, se succede spesso, bisogna ricorrere ai consigli d'un medico. Queste polluzioni notturne fisiologiche sono favorite dalla lunga castità, dalla alimentazione soverchia o troppo eccitante, dall'occupare spesso la mente con idee lascive, dal coricarsi dopo il pranzo o una lauta cena, e dal dormire troppo a lungo e in letti molli, dopo aver passato il giorno in occupazioni poco stanchevoli.

Tutti questi piaceri sono fisiologici, cioè conformi a natura, e non diventano morbosi che quando vengono goduti a scapito delle facoltà più delicate del sentimento e dell'intelletto. L'uomo che li sa dominare, senza mancare di desideri, riporta una delle vittorie più difficili e rare, giacchè i piaceri del sesso sono le voluttà più violente del senso e, per moltissimi individui, le maggiori di tutta la vita. I piaceri venerei goduti con saggia economia non fiaccano che per pochi momenti l'uomo, e non esercitano che un'influenza molto minore sulla donna. La debolezza che li segue attacca l'apparato muscolare, il senso, il sentimento e l'intelletto. Il pensiero è lento e impacciato nella sua azione, le sensazioni sono ottuse, e l'aumento dell'appetito e il bisogno di riposo invitano l'uomo a riparare alla perdita di sostanza e a rianimare col sonno l'abbattuto sistema nervoso. La vita intera viene pure modificata dalla somma di molti atti voluttuosi successivi, e il sentimento ne risente la massima influenza. L'esercizio della funzione del sesso, formando il primo anello della catena sociale, ci rende più affettuosi e facili a compatire e a perdonare, mentre la vittoria completa sugli istinti della carne sublima le facoltà intellettuali a scapito del sentimento, oppure ci fa schiavi dei brutali piaceri della tavola, qualora la mente non abbia che pallidi bisogni. I piaceri del sesso hanno poi un'importanza molto diversa nella vita dei singoli individui. Chi è capace di godere dei tesori dell'intelligenza o delle squisitezze del sentimento, non dedica ai piaceri sessuali che una piccola parte di se stesso, mentre altri, per imperfezione congenita o per abbrutimento della condizione sociale, dedica la maggior parte delle sue forze alle lotte amorose. La monotona e lurida stoffa della vita di molti non porta altre tracce che una serie più o meno interrotta di punti segnati dai labili delirii di amplessi volgari. Per fortuna, però, gli individui normali, equilibrati, che non eccedono nè nell'astinenza, nè negli abusi, sono l'assoluta maggioranza, e questi della funzione, eminentemente volta alla riproduzione della specie, non fanno solo una fonte di godimento, e nemmeno la trascurano a danno dell'incremento demografico.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO