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Fisiologia del piacere

Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi

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Noi non giungiamo a conoscere i caratteri fisici degli organi che costituiscono il nostro corpo, senza anatomizzarli sui cadaveri dei nostri fratelli. Ma quando siamo vivi e desti riceviamo da ogni parte del corpo una sensazione che risulta dalla sua esistenza, e che, modificata dal suo modo di essere, si confonde e si unifica nella coscienza con tutte le altre che emanano da ogni punto dell'organismo. In questo modo abbiamo la coscienza di esistere. Questo fatto psichico semplicissimo e costituito, da una parte, da tutte le infinite impressioni esercitate sul sistema nervoso, e dall'altra, dalla coscienza che le avverte e le unifica. È un fenomeno fondamentale della vita, diverso nei diversi animali, nei diversi individui della specie umana e nei momenti infiniti nei quali si suddivide la vita di ogni individuo. Checchè ne sia, però, questo fenomeno è sorgente forse del maggior numero di piaceri. Quando gli organi sono tutti perfettamente sani e l'intricato meccanismo della vita intellettuale procede con tutta la sua pienezza, allora l'uomo si sente e gode della vita, provando uno dei piaceri più semplici e nello stesso tempo più complessi. Questo piacere è proprio di tutte le età, di tutti i tempi, di tutti i paesi. Il non poterlo godere è una malattia che si osserva spesso nei melanconici, negli ipocondriaci e nei permalosi. Esso è uno dei piaceri meno intensi, ma che dura quanto la vita e che non viene interrotto che dai dolori che lo sopraffanno. È nella gioventù che l'uomo lo prova con maggiore intensità, ed è allora che spesso lo si vede, beato di se stesso e del mondo che lo circonda, camminar baldanzoso col sorriso e colla coscienza della sua forza sul volto che irradia, a vivi raggi, la gioia. Questo piacere primitivo non deriva dalla civiltà; e il primo uomo che, dopo avere ammirato la magnifica natura circostante, avrà portato uno sguardo su se stesso, deve averlo provato in tutta l'intensità con cui lo sente tanto un bambino che, destandosi nella sua culla, si guarda attorno e sorride, quanto il filosofo che, sano di corpo e di mente, senza pensare, si guarda e si dà una fregatina di mani.

Il bisogno di dormire è uno dei più impellenti e indispensabili, ma siccome nel sogno l'attenzione e la coscienza si oscurano, così non è accompagnato da piacere. Piacevoli sono invece i momenti che lo precedono, quando le idee cominciano a confondersi e il lume dell'intelletto si va a poco a poco spegnendo. Allora cogliamo le primizie di un piacere sorto da un bisogno che sta per essere sodisfatto. Alcuni amano farsi svegliare il mattino, prima dell'ora nella quale si desterebbero naturalmente, per provare un certo piacere, che riesce più voluttuoso che alla sera, nel passaggio dal sonno alla veglia. I sogni possono pur dare alcuni piaceri, ma essi spettano ai fenomeni intellettuali, e se ne parlerà più innanzi. Un bisogno che si confonde di sovente con quello del sonno è la tendenza al riposo. I piaceri che ne derivano sono talvolta molto intensi e vengono preferiti a qualunque voluttà. Sono goduti in tutta la loro forza dal convalescente che, dopo una lunga malattia, si è alzato per la prima volta, e, tentati i primi passi, ritorna all'usato letto. Allora egli, prima di assopirsi, se non soffre alcun dolore, prova un vero paradiso. I muscoli si adagiano al più completo riposo; si sentono battere alcune arterie; qualche volta si prova un legger fremito al cuore, e sentiamo appressarsi il sonno come un amico aspettato. Piaceri consimili si godono da quelli che si coricano dopo lungo moto, o dopo gravi fatiche. Per lo più questi piaceri sono generali, ma possono anche essere locali, quando non è che una parte del corpo che riposa. Piaceri affatto contrarii ai precedenti ma pur vivissimi, si provano nel muovere in diverso modo i muscoli, sia esercitando un sol membro, sia spostando il corpo da un luogo all'altro. Il piacere in ogni caso deriva dalla soddisfazione di un bisogno. Ai piaceri locali di questo genere appartengono quelli di rompere coi denti i nocciuoli della frutta, di far degli sforzi colle braccia, di muovere le dita, di far ballare le gambe, ecc. Piaceri più generali sarebbero invece il passeggiare, il correre, il saltare, l'andare in carrozza, il ballare, l'andare a cavallo, il dondolarsi sull'altalena, ecc. Queste gioie sono più vive nella prima età e negl'individui che hanno molto sviluppato il sistema muscolare.

PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO