Fisiologia del piacere
Autore: Mantegazza, Paolo - Editore: Bietti - Anno: 1954 - Categoria: paraletteratura - romanzi
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I piaceri che derivano dal tatto, che è sparso su tutta la superficie sensibile del corpo, sono molto varii secondo la natura del bisogno che viene soddisfatto, e secondo la parte del corpo che prova la sensazione. Le variazioni di temperatura sono sorgenti d'infiniti piaceri, che si possono dividere in due grandi classi, secondo che provengono dall'aumento o dalla diminuzione del calore. Quando noi ci troviamo in un ambiente troppo caldo, per cui non possiamo privarci con sufficiente prestezza del calore che continuamente si forma nel nostro corpo, o che riceviamo dall'esterno, proviamo un vero bisogno di raffreddarci e cerchiamo avidamente quei corpi che sottraggono una parte del nostro calore. La soddisfazione di questo bisogno arreca sempre un piacevole refrigerio, che è molto vario, a seconda che il corpo che ci sottrae il calorico sia l'aria o un liquido, per lo più acqua, o un altro corpo solido qualunque. L'abbassamento di temperatura però deve esser sempre moderato e in proporzione del nostro bisogno. L'alitar della brezza della sera dopo una calda giornata, l'agitare un ventaglio, l'esporsi alla finestra o all'aria libera nell'uscire da una camera calda, ci arrecano piaceri di questa natura. L'aria però, quando a mossa dal vento, può procurarci piaceri anche indipendentemente dalla sua temperatura, solleticando ed esercitando la sensibilità cutanea. A questo proposito però variano assai le idiosincrasie individuali. V'ha qualcuno che non esce di casa quando tira vento, perchè ne rientrerebbe stordito e di pessimo umore; mentre altri provano un'infinita voluttà nel camminare a faccia alta contro i venti più forti e nello stare immobili sul cassero d'una nave che solca rapida l'oceano, e guardando a prua. Avete mai studiato le varie sensazioni che si possono provare passeggiando in favore o contro vento sulle rive di un lago? I piaceri che si provano in questo caso sono di due sorta, e consistono: o nella vittoria su una resistenza, o nel sentirsi trasportato da una potenza che, senza offenderci, minaccia di sollevarci da terra entrando in contatto della nostra pelle attraverso i vestiti. Il pulviscolo minutissimo di acqua rapito dal vento alle onde, e che ci viene gettato in faccia, è sorgente di un'altra voluttà. Un piacere particolare che appartiene a questa classe consiste nello star ritti sopra una locomotiva guardando verso il luogo dove si corre. L'acqua fredda ci sottrae calorico in modo più pronto dell'aria, che ne è pessimo conduttore: il contatto di essa, essendo più meccanico, riesce anche più voluttuoso. La sensazione è molto varia secondo che si bagni una parte sola del corpo, oppure ci si getti in essa, o ci si spruzzi, o si riceva un filo d'acqua da una certa altezza. Spettano a questo genere di piaceri quelli che si provano nel lavarsi, nel nuotare, nel prendere i bagni freddi, nel far la doccia, ecc. I corpi solidi che ci possono produrre un certo piacere nel raffreddarci non sono che i buoni conduttori del calore. Appartengono a questi piaceri quelli che si provano nell'indossare una camicia di tela o nel cacciarci col corpo nudo fra due lenzuola, nell'appoggiare la faccia sopra un tavolo di marmo, nel toccare colle mani calde i metalli, i vetri, ecc. Si possono gustare infiniti altri piaceri prodotti da sottrazione di calore nel prendere bevande fredde o ghiacciate, nel fare le lavature vaginali o nell'applicarsi i clisteri.
PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE CASA EDITRICE BIETTI - MILANO PAOLO MANTEGAZZA FISIOLOGIA DEL PIACERE NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA CASA EDITRICE BIETTI MILANO Proprietà letteraria esclusiva per l'Italia della Casa Editrice Bietti Stabilimento Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano - 1945 A MIA MADRE OFFRO QUESTA SPIGA DEL CAMPO DA LEI CON TANTO AMORE COLTIVATO
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