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I miei amici di Villa Castelli

Autore: Ciarlantini, Franco - Editore: Fr. Bemporad & F.°- Editori - Anno: 1929 - Categoria: paraletteratura - ragazzi

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IL RE Nella vicina città han fatto una gran festa: hanno inaugurato un monumento in onore dei soldati che morirono in guerra per ubbidire alle leggi della Patria e difendere le nostre terre contro gli altri popoli che volevano invaderle e conquistarle. La cerimonia è stata molto solenne perchè vi ha preso parte il Re. I ragazzi e le bambine di Villa Castelli da qualche giorno non fanno che parlare dell'avvenimento. Chi sa che avrà fatto il Re, chissà che avrà detto e chi sa che delirio di applausi e di evviva al suo arrivo! E immaginano che ci saranno state mille bandiere, tanti soldati, e chi sa quanti «Balilla» con la loro elegante divisa e il berrettino nero col fiocco! Oh fortunati i Ballilla che vivono nelle città! Mario ha detto alla sua maestra che per vedere il Re sarebbe andato a piedi e a costo di camminare giorno e notte. La maestra gli ha risposto: - Ora studia, diventa grande e robusto e quando avrai raggiunto l'età di vent'anni andrai soldato. Allora ti sarà dato vedere il nostro amato Sovrano.-

GIUGNO Il sole ormai fiammeggia. Le nubi candide, che a maggio ancora passavano lente per il cielo, sono scomparse e una grande serenità si diffonde per l'aria. Su l'aia di Mario, in certe ore pomeridiane tutto pare che dorma, specialmente nei giorni festivi. Il cortilone è bianco per troppa luce e le ombre sembrano più scure. I bambini sono raccolti sul piazzale della chiesa e giocano a palline coi noccioli di ciliegia, d'albicocco o di pèsca. Gli uomini sono andati al borgo vicino o si riposano sotto qualche pergola. Le donne stanno in casa nelle stanze più fresche, tendendo l'orecchio per udire quando si svegli, strillando, il bimbo più piccolo che è nella culla. Appena appena qualche gallina esce sull'aia a becchettare o a razzolare; appena appena dalle stalle giungono i soffi profondi dei buoi, il battere degli zoccoli dei cavalli e il rumore delle catene smosse. Per l'aria si sparge invece l'odore del fieno di cui son colmi i fienili, l'odore acuto delle ultime acacie in fiore e delle piante di tiglio, profumi intensi che invitano a dormire.

FRANCO CIARLANTINI