I miei amici di Villa Castelli
Autore: Ciarlantini, Franco - Editore: Fr. Bemporad & F.°- Editori - Anno: 1929 - Categoria: paraletteratura - ragazzi
Scarica XML completo Vedi l'intero documento Cerca nel documento Struttura del documento
L'ACQUA Come fa piacere, quando incominciano le giornate calde, bere qualche bicchiere d'acqua fresca! Sembra di rinascere, sembra che quel liquido vada a ristorare ogni parte del nostro corpo. Non è solo l'uomo che ne ha bisogno. Guardate come buoi, i cavalli e le pecore ricordano il luogo dove vanno ad abbeverarsi. Appena l'animale si sente liberato dalla catena che lo legava alla mangiatoia, si avvia alla gora dove troverà la fresca bevanda, e il suo custode non deve incitarlo a camminare. Le galline, i piccioni, i passerini s'accontentano delle pozze d'acqua che la pioggia lascia nel cortile; ma le anitre e le oche preferiscono vivere accanto ad un corso d'acqua o ad uno stagno. Le piante soffrono, anzi muoiono se manca loro il liquido benefico. Se sopravviene la siccità, le foglie delle piante incominciano ad accartocciarsi, ingiallire, poi cadono; così cadono i frutti che stanno maturando. Se la siccità continua il raccolto va perduto. Per gli uomini però l'acqua da bere deve essere pura. I bambini che, quando sono accaldati, berrebbero qualsiasi liquido, devono ricordarsi che le acque dei fossati, dei casali, delle rogge sono impure e quindi non si debbono bene. Devono pensare che l'acqua del ruscello che essi bevono facendo conca dalle mani, è spesso ancor quella in cui, poco più su, una massaia sciacquava i suoi panni non puliti ad accanto a cui era deposto il letame dei campi. Anche l'acqua del pozzo di casa può essere pericolosa, infatti il secchio e la corda o la catena che vi si immergono venti, trena volte se si lavano in essa, vi portano fango od immondizie, possono quindi introdurvi i germi di gravi malattie. Purtroppo, in più di un cortile rustico, si vede la corda del pozzo pestata, coi piedi e insudiciata come un rifiuto; eppure quella corda ritornerà poi nel pozzo! Che tristezza fa quello spettacolo quando si pensa a tutte le malattie che possono derivarne e a tutte le sventure che possono seguirne!
SUPERSTIZIONE Nella casetta, accanto a quella di Mario c'è un bambino che ha la febbre da parecchi giorni. Il bambino è affidato alla nonna perchè in questi giorni di grande lavoro nei campi i genitori non possono restare a curarlo. Pensate che cosa ha fatto la povera vecchia invece di chiamare ll dottore. È andata a porre un uovo lessato nella spaccatura di una quercia abitata dalle formiche; quando le formiche avranno mangiato l'uovo, pensa la vecchina, che ricorda questo rimedio usato un tempo dalla sua mamma, la febbre sarà passata! Speriamo che i genitori possano tornar presto dai campi e chiamare il dottore, perchè il povero bambino può morire se la guarigione deve dipendere dalle formiche.
FRANCO CIARLANTINI
Carte d'autore online