;

I miei amici di Villa Castelli

Autore: Ciarlantini, Franco - Editore: Fr. Bemporad & F.°- Editori - Anno: 1929 - Categoria: paraletteratura - ragazzi

Scarica XML completo Vedi l'intero documento Cerca nel documento Struttura del documento


I SOLDATI Stamane da Villa Castelli son passati i soldati. Mario stava accudendo ad alcini suoi lavori di vimini quando udì un suono di fanfana. Era un suono fievole, lontano, e pareva or si or no cessare. Pensò dapprima di esseresi sbagliato, ma poi accorse sulla strada. Allora vide alzarsi più alta la polvere, poi distinse in essa delle persone che camminavano in fila, e poi capì ch'erano i soldati. Venivano certo dall'aver compiuto una marcia e forse andavano ad accamparsi non lontano dal paesino. Mario si sentì tutto commosso: ecco, si avvicinano con le loro divise giallo-verdi, col loro zaino, col fucile e col volto fiero abbronzato dal sole e bagnato di sudore. In mezzo a tratto tratto si notava un ufficiale. Che voglia avrebbe avuto Mario di toccare quei soldati, di maneggiare, esaminare da vicino ciò che essi portavano! E come gli sarebbe piaciuto essere uno di loro! Le trombette intanto segnavano il passo e il ragazzo si sentì spinto ad accompagnare per un tratto di via quei giovani forti, ma ben presto dovette tornare. Quando Mario avrebbe potuto fare altrettanto? Quando avrebbe potuto indossare la bella divisa e far sapere a tutti elle anche lui era forte e pronto ad obbedire? Il suono della fanfara ormai lontano, non si percepiva più e Mario rientrò nel suo cortile con la tristezza di dover attendere fino a vent'anni prima di essere soldato che sognava di diventare.

UN CESTINO DI CILIEGE San Giovanni è passato da un pezzo e tutte le ciliege sono state raccolte. Che bei panieri si vedevano! Sembravano canestri riempiti dalle fate e contenenti frotte miracolose, specialmente se qualche fronda verde si intrecciava fra il rosso. Oggi dalla casa di Mario una donna è passata con un cestino colmo dei frutti rossi e succosi: erano ciliegione carnose, lucide che invogliavano subito a mangiarle. Mario, a cui ne erano state offerte, volle subito assaggiarle; ma quando ne ebbe aperta una coi denti la dovette gettar via. Un bacolino si torceva accanto al nocciolo: ne tentò un'altra e un'altra ancora e tutte dovette buttarle con gran gioia delle galline. Una delusione per Mario! Proprio non c'era da fidarsi delle apparenze....

FRANCO CIARLANTINI