I miei amici di Villa Castelli
Autore: Ciarlantini, Franco - Editore: Fr. Bemporad & F.°- Editori - Anno: 1929 - Categoria: paraletteratura - ragazzi
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UNA STORIELLA DA RIDERE Questa storiella venne narrata da Sèrafo mentre con i suoi amici stava mangiandosi una scodella di fragole dolcissime e fragranti. Un Re aveva, condannato a morte un contadino, il quale era stato sorpreso a rubare. Però, poichè il contadino si era mostrato pentito e desideroso di ravvedersi, gli lasciò scegliere la pianta a cui doveva venir impiccato. Si prepara la corda, si prepara il confortatore e il contadino è condotto un'ultima volta davanti al Re. - Dunque - disse questo - hai scelto la pianta a cui dovrai essere appiccato? - Si - rispose timido il contadino - io vorrei essere impiccato a una pianta di fragole. Tutti i compagni di Sèrafo si misero a ridere, e voi capite perchè.
LA FALCIATURA Che giornate serene! L'aria è asciutta, calda ma non afosa: il cielo è senza nubi e senza vento. I cuori sembrano più leggeri: l'inverno è ormai dimenticato. Si respira un buon odore come di miele e tratto tratto il forte ronzio di un bombo o di un calabrone ci dice che tutti gli insetti lavorano nei campi alacremente. L'erba è alta e lega i piedi quando si pasa attraverso un prato. Le farfalle bianche, gialle ed azzurrine dondolano sui calici dei fiori, o fuggono a sciami appena qualcuno s'avvicina. È l'ora di prender le larghe e lucide falci messorie e di radunare la prima mèsse odorosa che lascerà il posto ad un'altra pure odorosa se non altrettanto tenera. Ecco uomini, donne, fanciulli, sono nei prati; si ode il rumor della cote che riaila le falci; si ode iI fruscìo regolare degli steli recisi. Nell'aria si sparge l'odore dell'erba falciata. Ben presto il sole asciuga gli umori dell'erba, scolorisce i fiori che al mattino eran lieti delle tinte vivaci: il prato verde è scomparso e rimangono cumuli di fieno che i fanciulli e le donne vanno rivoltando coi rastrelli. Qualcuno intona degli stornelli, gli altri fanno coro. Sul mezzogiorno le campane suonano l'Angelus Dei: gli strumenti del lavoro vengono deposti, mentre le labbra mormorano una preghiera. È sera. L'erba viene raccolta in grossi cumuli e caricata sui carri. I bovi aggiogati guardano gli uomini lavorare e intanto ruminano le erbe mangiate. Ecco, un contadino inforca col tridente una enorme bracciata di fieno e la butta sul carro: com'è stato bravo! Non un fuscello gli è caduto. È una gara: anche le donne aiutano. Alcune hanno la forza e l'abilità di un uomo. Quando il carro è colmo, le donne e i fanciulli vi salgono sopra, in alto, come su un trono. Gli uomini invece seguono i buoi, cantando e schioccando la frusta per incitare le bestie a camminare.
FRANCO CIARLANTINI
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