I miei amici di Villa Castelli
Autore: Ciarlantini, Franco - Editore: Fr. Bemporad & F.°- Editori - Anno: 1929 - Categoria: paraletteratura - ragazzi
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LA PAURA DEL CONIGLIO BIANCO Cecco, l'ortolano, per mostrare ai suoi ragazzi tutti bei conigli butta ad essi le foglie dei cavoli e l'erba di vilucchio. I conigli, affamati, si fanno coraggio e escono dalle loro tane; ma basta il più piccolo movimento dei ragazzi perchè scappino a rintanarsi subito. - Ma perchè, babbo, son così paurosi i conigli? - domanda Nello ch'è tutto coraggio. - Già, son bestie paurose, e nessuno è riuscito a levar loro di dosso la paura. Sentite questa favola e cercate di capire perchè mai queste bestiole abbiano paura. «Una volta c'era un coniglio bianco, assai bello e si chiamava appunto il Coniglio bianco. Un giorno un Gallo sentì piangere il bel Coniglio e gli domandò: - O di che Piangi? - Ho paura. - Ma di che hai paura? D'ogni cosa rispose il Coniglio bianco. - Oh, vergogna! - Eh, già, tu parli bene, perchè hai il becco e gli unghioli in fondo alle zampe e ti puoi difendere. Allora, se credi che questo ti possa bastare, recati dalla vecchina del poggio e chiedi aiuto a lei. - Il Coniglio bianco, tutto contento, va saltellando dalla vecchina del poggio e le dice della sua gran paura di tutto. - Oh, di che hai paura? - dice la vecchina. - D'ogni cosa. - Che vergogna! - Tutti sono prepotenti con me ed io non posso difendermi. - Se questo è, chiedi ciò che vuoi e l'avrai. - Vorrei due belle corna. - Non aveva finito di chiedere, che le sentì spuntare e crescere. Il Coniglio bianco, senza neanche ringraziare, fuggì tutto contento. Ma non aveva fatto venti passi, che trovò una vecchia pecora la quale non aveva fiato per camminare. Appena il Coniglio la vide, scappò di gran corsa e tornò dalla vecchina. - Che succede? - chiese la buona donna. - Succede che le corna non mi bastano per difendermi e vorrei una ventina di unghie. - Ed ecco la vecchina mettere alle zampine del Coniglio venti unghie aguzze aguzze. Avute così le unghie, senza ringraziare, il Coniglio bianco se la diede a gambe. Dopo cinque minuti la vecchia se lo vide tornare spaurito col cuore che gli batteva forte forte perchè aveva trovato per strada un gatto e voleva addosso un becco per potersi difendere meglio. La buona donna gli mette un becco appuntito e il Coniglio va via contento. Ma dopo un po' rieccotelo, tremante, a chiedere due speroni per potersi difendere a calci in caso di bisogno: poi volle due zanne come quelle dei cinghiali per potersi difendere a morsi. Ma la paura non passava neanche con tutte queste armi e quando il Coniglio bianco tornò ancora dalla vecchia a chiedere qualche altra difesa, la buona donna gli disse: - Caro mio Coniglio, per te ci vorrebbe un po' di coraggio, ma questo non lo vende nessuno.-» I bambini contenti della favola, risero di cuore e si persuasero ch'era inutile domandare perchè mai i conigli hanno tanta paura.
BAMBINI CORAGGIOSI Che cosa direste di uno che fosse pauroso come il coniglio? I bambini d'Italia non devono avere paura di nulla. L'Ida, che è nelle Piccole Italiane, una sera passò sola davanti àl camposanto, perchè alcune sue compagne avevano detto che ci si vedevano i morti, e non ci sarebbero passate per tutto l'oro del mondo. Mario, l'altro giorno, mentre con altri bambini faceva una passeggiata, incontrò per la strada una bimba che piangeva. - O che hai? - le domandò. La bimba rispose: - Mi è cascato in fondo al burrone il fagotto della lana filata datomi dalla mamma per portarlo in paese. Mario, quantunque i suoi compagni gli dicessero di non farlo, scese giù per il dirupo, aggrappandosi alle ginestre, raccolse il fagotto, e a forza di braccia, lo riportò alla bimba, che riprese la sua strada tutta contenta. Una donnetta, che aveva assistito a quel pericoloso atto di Mario, disse al bambino: In che azzardo ti sei messo? Potevi farti del male. Se lo sapesse il tuo babbo.... - Mario fu pronto a risponderle così: - Il mio babbo mi ha sempre detto che i ragazzi devono aver coraggio. E poi io sono nei Balilla. -
FRANCO CIARLANTINI
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