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I miei amici di Villa Castelli

Autore: Ciarlantini, Franco - Editore: Fr. Bemporad & F.°- Editori - Anno: 1929 - Categoria: paraletteratura - ragazzi

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AL MERCATO Una mattina per tempo Mario ebbe il permesso di accompagnare il babbo ad un mercato del bestiame che aveva luogo in un paese vicino. Partirono a piedi prima dell'alba. L'aria era fresca e la campagna silenziosa come se dormisse. Mario seguiva il babbo, dandosi un'aria di uomo fatto, appoggiandosi ad un bastone che si era tagliato il giorno prima in una siepe. Ben presto all'oriente si diffuse un po' di chiarore, poi una riga dorata tagliò il cielo! Allora nei nidi gli uccellini incominciarono a pigolare, poi a cinguettare finchè tutte le piante, le siepi sembrarono piene di trilli e sussurri. Ma quando il sole si alzò luminoso dietro la montagna e i suoi raggi si diffusero dappertutto scacciando le nebbie e le ultime ombre, gli uccellini tacquero per principiare anch'essi i loro lavori. Giunti sulla strada maestra, il babbo e Mario incominciarono a incontrare i bovari che guidavano al mercato i buoi pacifici, le mucche mansuete e, talvolta, accompagnate dal loro vitellino. Mario stava attento che nessuno di quegli animali, che spesso per gioco cozzano tra di loro, si prendesse troppa confidenza con lui. Ma ciò non avvenne: ognuno andava lento guardndo a terra, raramente d'intorno, rassegnato al suo destino. Qualcuno tuttavia si fermava, si voltava dalla parte dov'era venuto, odorava l' aria, poi metteva un muggito, come se chiamasse o salutasse; ma il bovaro giungeva e gli faceva riprender la strada. Al mercato le bestie erano radunate in un piazzale, legate a gruppi intorno a dei grossi platani. Alcuni buoi ruminavano; altri giacevano sull'erba, altri si guardavano intorno, con lento volgere della testa come smarriti. Gli uomini che li vendevano oli acquistavano stavano più lontano, intenti ai loro contratti.

UN NUOVO COMPAGNO DI GIOCHI Mario seguì il babbo nei suoi andirivieni per la piazza; potè così scoprire in un angolo un gruppo di capre che avevano con se i loro caprettini. Com' erano bizzarri! Talvolta qualcuno ad un tratto springava quattro salti, poi si portava belando accanto alla sua mamma. Mario ne adocchiò uno, che gli parve il più grazioso e irrequieto del gregge: esso sembrava un balocco vivo. Il ragazzo però non pensava ai balocchi, pensava invece che quel capretto era una bestiola adatta alla sua statura e che gli sarebbe stato abbastanza facile condurlo al pascolo e insegnargli qualche gioco. Per un poco esitò, poi tirò la giacca al padre e gli indicò la bestiola: ma il babbo sulle prime non capí il desiderio del figliolo e s'occupò d'altro. Mario, dopo un po', tornò alla carica, e allora il babbo sorridendo gli domandò: - Ti piacerebbe vero! Se gli affari andran bene.... - Si vede che il babbo doveva aver concluso una buona giornata, perchè sul tramonto Mario tornava al suo paese tirandosi dietro il capretto. Ma il capretto ogni tanto voleva fermarsi a brucare un po' d'erba sul ciglio. Debbo dirvi che non c'era nessuno così fiero come Mario quando entrò nell'aia col nuovo compagno! Debbo dirvi con quali grida di festa i fratelli e i coetanei lo accolsero! Ma voi potete ben immaginarlo!

FRANCO CIARLANTINI