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I miei amici di Villa Castelli

Autore: Ciarlantini, Franco - Editore: Fr. Bemporad & F.°- Editori - Anno: 1929 - Categoria: paraletteratura - ragazzi

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S' AVVICINA LA PRIMAVERA La primavera si annuncia coi forti venti freschi che passano sulle nevi e che portano ora le nuvole ora il sole. Le nuvole vanno lente e gonfie per cielo; tratto tratto lasciano cadere uno scroscio d'acqua, poi si quietano. Allora il sole appare timido ma più caldo del sole invernale. Ed ecco che le zolle si gonfiano, le erbe spuntano, i fiori fan capolino. Talvolta le nuvole indugiano nel cielo e lasciano scendere un'acqua lenta, silenziosa, quasi invisibile. Una grande mestizia allora si diffonde nell'animo: sembra che il sole non debba più venire e che tutto il mondo si trasformi in un brutto pantano. Ma contadino guarda sereno la campagna: la terra ha bisogno di essere bagnata, giù giù nel profondo dove sono le radici che devono assorbire succhi sparsi nel terreno. Solo così le gemme potranno aprirsi; solo così i rami potranno nutrirsi; solo così si potranno sperare i frutti. Sia dunque benedetta la tepida e lenta pioggerellina di marzo.

LE ARMI DEL CONTADINO Sotto i portici, che circondano l'aia, i contadini tengono di solito i loro utensili per lavorare la terra. Sono le armi con cui combattono le loro utili battaglie. Ecco i badili lucidi, le vanghe e le zappe, che devono rompere le zolle indurite nell'inverno; ecco i bei tridenti e i bidenti e i rastrelli con cui si radunerà l'erba falciata; ecco le roncole, i falcetti, le falci messorie che i bambini devono ben guardarsi dal toccare e che gli uomini arrotano con la cote e adoperano con gesto largo e sicuro. Alle pareti pendono pure i crivelli per stacciare i semi o la terra, e accanto ad essi stanno i fastelli. Nei ripostigli attendono gli aratri e gli erpici, quelli che prepareranno il solco ove germoglieranno i semi; questi che strapperanno dal terreno le stoppie e le erbacce che impedirebbero alla pianta di crescere diritta e forte. In primavera tutti questi strumenti sono pronti ed è una festa per il contadino il giorno in cui può riprenderli per adoperarli.

FRANCO CIARLANTINI