;

I miei amici di Villa Castelli

Autore: Ciarlantini, Franco - Editore: Fr. Bemporad & F.°- Editori - Anno: 1929 - Categoria: paraletteratura - ragazzi

Scarica XML completo Vedi l'intero documento Cerca nel documento Struttura del documento


OCCUPAZIONI FEMMINILI Le donne di Villa Castelli hanno tanto amore per la cucina. Appena ricorre una festa (e tante domeniche vi sono!) esse lavano in terra, tolgono ogni più piccola ragnatela dai travicelli del soffitto; lucidano il rame e lo dispongono nella rastrelliera con delle foglie d'alloro. Spolverano con la massima cura la tavola, la madia, le panche, le sedie la credenza e su questa dispongono i piatti più belli. Talvolta vi mettono anche un mazzolino di fiori freschi a vivaci colori.

LA CUCINA DI ZELINDA Zelinda, un'amica di mamma Vittoria, è una brava donna da casa. A qualunque ora la si vada a trovare ha sempre le sue stanze rassettate. La cucina è la stanza dove Zelinda trascorre il maggior tempo della giornata. Essa mostra con gioia la sua bella cucina. Ecco il focolare colla cappa del camino, dalla gola del quale pende una catena, al cui gancio è attaccato il paiuolo. Sul fuoco basso c'è un treppiede sopra il quale bolle un tegame che manda odore d'intingolo. Le molle e la paletta pare che facciano da guardiani al focolare. Ad una parete sono appesi vecchi rami lucidissimi insieme con teglie, padelle e casseruole di smalto turchino. In un armadietto sono allineate le pentole, i tegami, i piatti, i bicchieri, le bottiglie. Da una corda tesa si vedono i ramaiuoli, il colabrodo, uno strizzalimoni, la grattugia e il tagliere; i mestoli, sempre puliti, sono infilati alla mestolaia. A un'altra parete è appeso un vecchio orologio che segna le ore, facendo uscire da una finestrina un cucù cuculo che fa «cù cù» tante volte. cuculo. in un angolo si trova l'acquaio per rigovernare le stoviglie e vicino una piattaia o rastrelliera. La tavola posta nel mezzo è grande e pulitissima, attorno sono disposte in ordine le sedie. La cucina di Zelinda è così lucida e ordinata che invita proprio a rimanere.

FRANCO CIARLANTINI