I miei amici di Villa Castelli
Autore: Ciarlantini, Franco - Editore: Fr. Bemporad & F.°- Editori - Anno: 1929 - Categoria: paraletteratura - ragazzi
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MARIO E "MOSCHINO" Un giorno Mario inseguiva «Moschino» e lo molestava con uno stecco di saggina. Quando il cane si voltava per ruzzare un po', come può fare un vecchio cane, Mario si levava dal capo il berretto e mostrava di tirarlo al suo amico. A un tratto «Moschino» riuscì ad addentare ciò che gli era offerto; figurarsi che balocco di lusso per la bestia! Mario avrebbe voluto levarglielo, ma s'accorse che aveva una certa paura.... Tentò, ma il cane corse via con la preda in bocca. Sapete che accadde? Mario si fermò e si mise a piangere; e «Moschino» dopo aver trascinato il berretto un po' da per tutto, lo portò nella stalla dei buoi come 'un trofeo di vittoria.
IL FABBRO Nei giorni di vacanza, ora che campi riposano velati dalle prime nebbie, Mario va giù alla gora, da Giacomo, il fabbro. Ogni volta che torna a casa ha imparato qualche cosa di nuovo e lo racconta. Suo padre è contento che non passi il tempo soltanto a giocare. Mario sa tirare il mantice per aumentare la fiamma, attizza il carbone sotto la gran cappa di zinco, per mettere sul fuoco il ferro ad arroventarsi. Quando questo è ammollito dal carbone inverviene Giacomo cho lo prende con le tenaglie e lo batte sull'incudine. Così Mario vede da quei pezzi uniformi uscire chiavi, chiodi, zappe, ferri per cavalli, per buoi, badili e tante altre cose utili, più o meno raffinate, colla lima o col trapano. Ecco dove si nasconde Mario quando diserta l'aia di Villa Castelli.
FRANCO CIARLANTINI
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