USI,COSTUMI E PREGIUDIZI DEL POPOLO DI ROMA
Autore: Zanazzo, Giggi - Editore: - Anno: 1860 - Categoria: storia
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Ultimo attore superstite delle feste popolari della vecchia Roma. Il Belli in una nota de’ suoi sonetti, così ne scrive "Alcuni uomini tutti del Friuli, vanno per Roma gridando: — Moscia, moscia: oh fusaglia dolce: Mosconi, ragazzi! Sono i così detti mosciarellari o fusagliari che vendono castagne infornate (mosciarèlle) e poi bollite, lupini (fusaglie) e mosconi verdi… Scarafaggi questi più grossi delle cantaridi, i quali si trovano ordinariamente sui fiori di sambuco. "I ragazzi li legano con un filo a uno zampino, e si divertono a farli volare. Perciò i fusagliari fino a quaranta o cinquant’anni fa, li andavano vendendo. Ma oggi questa piccola industria è affatto cessata e sono anche rari quelli che la ricordano". Attualmente il Fusajaro grida: — Mosciarellaro, fusagliaro! E più comunemente — Fusaja dorce!
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