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USI,COSTUMI E PREGIUDIZI DEL POPOLO DI ROMA

Autore: Zanazzo, Giggi - Editore: - Anno: 1860 - Categoria: storia

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Oltre poi ai molti venditori cantaiuoli, erano parecchi mestieri che si esercitavano in mezzo alle strade di Roma. Ciabattini, manescalchi, ferrai, funari e granarole. Queste, stando sedute fuori dei granai o presso l’anfiteatro Flavio, o in via di santa Prassede o altrove, mentre sceglievano il grano in ampi schifi, posti sulle loro ginocchia, non facevano che vociare e stornellare da mane a sera. Altrove rivenduglioli che, coi loro banchi, occupavano vie e piazze, come i pollaroli e trippaioli, intorno al Pantheon e lungo la via dei Crescenzi; ferravecchi, rigattieri, in piazza Navona, Campo de’ Fiori, ecc. E fuori delle chiese e nelle pubbliche passeggiate, mendicanti, uomini e donne, i quali, per meglio commuovere i passanti, mostravano le più orrende mutilazioni e le piaghe le più schifose, ovvero si tiravano dietro quattro o cinque fanciulli scalzi e laceri, avuti magari a prestito, per quattro o cinque soldi l’uno al giorno, da qualche loro commare che cercava di mettere a profitto la sua fecondità. Aggiungete a tutto questo ben di Dio un numero considerevole di lavatoi pubblici, unico rimasto del genere quello sulla piazzetta de’ Miracoli, e fino a pochi anni dopo il 1870, quell’altro, nel cuore della città, che era addossato al giardino pontificio del Quirinale e che aveva dato il nome alla via del Lavatore del Papa, ora via del Lavatore. Potete immaginare, da simili congreghe, le continue liti, le grida, le contumelie e gli esempi di bel parlare che ne venivan fuori!

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