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USI,COSTUMI E PREGIUDIZI DEL POPOLO DI ROMA

Autore: Zanazzo, Giggi - Editore: - Anno: 1860 - Categoria: storia

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"Quando il mandataro della Compagnia Israelitica della Morte, per le strade del Ghetto, con in mano un bussolotto di ferro per raccogliervi le elemosine, precedeva i convogli funebri, a brevi intervalli in tono lento e patetico, andava gridando: — Zedacà! la mizvà! La prima di queste parole ebraiche — dice il chiaro prof. Morandi — significa elemosina; la seconda (mizvà), a cui è stato appiccicato il nostro articolo la, significa precetto religioso, ma per estensione, almeno tra gli ebrei di Roma, convoglio funebre. Sicchè il grido del Mandataro era un’esortazione a far l’elemosina pel morto ed insieme ad accompagnarlo. E infatti a quel grido le donne si affacciavano alle finestre e gettavano giù il loro obolo, mentre gli uomini, uscendo dalle botteghe, lo deponevano da sè nel bussolotto, e poi si accodavano al convoglio, seguendolo ordinariamente fino alle porte del Ghetto".

9. Le Prèfiche.

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