USI,COSTUMI E PREGIUDIZI DEL POPOLO DI ROMA
Autore: Zanazzo, Giggi - Editore: - Anno: 1860 - Categoria: storia
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Le ragazze che giuocano si prendono per le mani e formano una catena. La mamma e il capo-giuoco si pigliano per le mani e le alzano tenendole tese per lasciarvi passare di sotto le compagne. Quella che sta in coda alla catena domanda a quella che ne sta a capo: — Chi sta a ccapo a la mi’ pigna? E l’altra risponde: — Cé sto io. — Per chi? — Per una donna. — Che ha fatto? — Figlio maschio. — Com’è llungo? — Come una colonna. — Com’è stretto? — Com’un mànico de paletta. — Passate sotto a la mi’ casetta. Allora la ragazza che sta in coda, seguìta dalle altre ragazze, sempre tenendosi per le mani, passano sotto alla volta formata dalle braccia della mamma e del capo-giuoco, in modo che la seconda ragazza formante la catena resta con le braccia incrociate, poi la terza, la quarta, la quinta, e così via via. Ad ogni compagna che resta così incatenata, le altre le cantano in coro: "Povera Nina, incatenata Co’ ccento catene! Patisci le pene, Patisci le pene!".
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