USI,COSTUMI E PREGIUDIZI DEL POPOLO DI ROMA
Autore: Zanazzo, Giggi - Editore: - Anno: 1860 - Categoria: storia
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E come il Sartalaquaja, e a’ miei tempi non era affatto conosciuto. Ogni giocatore nel saltare il compagno curvato, deve ripetere il verso della canzoncina che dice il capo-giuoco. Se uno si sbaglia, o dimentica qualche parola, è tenuto ad andar sotto. Ecco le parole: "A la bbella insalatina, Ce l’ho ffresca e ricciolina, Ce l’ho bbôna e dda magnà’ La Signora ne vô ccomprà’? E ne compra un bajocchétto; Je la ficco e je la metto, Je la metto insino al busto. La Signora ce sente gusto, Ce sente gusto per un’ora". Altra volta il capo-giuoco ricomincia daccapo il divertimento, dicendo: "Óla, A ’st’antra passeggiata la pezzòla A cchi nu’ la lascerà Sotto sotto ciannerà" e lascia il suo fazzoletto sulla schiena del compagno che sta sotto. Cosa che gli altri giocatori devono imitare. Oppure il capo-giuoco nel ritornare a saltare dice, riprendendo il fazzoletto: "Óla, A ’st’antra passeggiata la pezzòla A cchi nu’ la pijerà Sotto sotto ciannerà" E ciascuno a sua volta deve riprendere il proprio fazzoletto. Chi si scorda di prenderlo, o lo lascia cadere, o non ripete a puntino le suddette parole, è tenuto ad andar sotto.
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