;

IL GIORNALINO DI GIANBURRASCA

Autore: Bertelli, Luigi - Vamba - Editore: MARZOCCO - Anno: 1912 - Categoria: letteratura

Scarica XML completo Vedi l'intero documento Cerca nel documento Struttura del documento


66

Scrivo in casa del Maralli. Ho un nodo alla gola e duro fatica a riordinare le idee per raccontare qui la scena di ieri che è stata come la scena d'una tragedia, ma non di quelle che fa D'Annunzio che sentii recitare una volta e che anche la mamma diceva che non poteva stare, benché le mie sorelle le dessero sulla voce, dicendo che dipendeva che lei non era intellettuale. La mia, invece, è una tragedia vera che si potrebbe intitolare: Il piccolo bandito ossia La vittima della libertà perché, in fin dei conti, tutto quello che mi succede è stato per dare la libertà a un povero canarino che la sora Matilde voleva tenere chiuso in gabbia. Ieri mattina, dunque, il babbo venne a prendermi a Roma, e naturalmente ebbe dal Collalto la descrizione dì tutte le mio birbanterie, eno, s'intende, quella della marchesa Sterzi e del marchese che fa la cura della cipolla. Il babbo è stato a sentir tutto, e da ultimo ha detto: - Ora il vaso è colmo. - E non mi ha detto più una parola, finché non siamo arrivati a casa. Lì ho trovato la mamma e l'Ada che mi hanno abbracciato tutte piangenti, ripetendo come un lamento: - Ah Giannino! Oh Giannino!... - Il babbo mi staccò da loro, mi accompagnò in camera mia e lì mi disse serio serio, con voce calma, queste precise parole: - Ho già fatto tutte le carte necessarie e domani andrai in collegio. - E se n'andò richiudendo l'uscio. Più tardi venne l'avvocato Maralli con mia sorella Virginia, e l'uno e l'altra fecero di tutto per rimuovere il babbo dalla sua risoluzione, ma io sentivo che il babbo ripeteva sempre questo ritornello: - Non lo voglio più vedere! Non lo voglio più vedere! - Bisogna che renda questa giustizia all'avvocato Maralli: è un uomo di cuore che difende i deboli contro la persecuzione e contro le ingiustizie, e che a tempo e luogo sa mostrarsi grato dei benefici ricevuti. E per questo, ricordando la pistolettata che gli tirai nell'occhio ha detto al babbo: - Che vuole? quel ragazzo fu lì lì per accecarmi e dopo, il giorno in cui sposai Virginia, andai anche a rischio di esser seppellito vivo sotto le rovine del caminetto nel salotto da ricevere. Ma non posso dimenticare che io e Virginia dobbiamo a lui se siamo uniti... E poi prese anche le mie difese, a scuola, contro il nipote di Gaspero Bellucci che diceva male di me... Io l'ho saputo, e questo indica che Giannino è un ragazzo di sentimento, non è vero, Giannino? Perciò io gli voglio bene... Perché bisogna guardare al fondo delle cose: per esempio anche per quei danni commessi a Roma, dopo tutto, il movente è stato generoso: egli voleva dar la libertà a un uccellino... - Che avvocato d'ingegno è il Maralli!... Io che stavo fuori dell'uscio a sentire questo suo discorso così poderoso, non potei più star fermo ed entrai nella stanza gridando: - Viva il socialismo!... - E caddi nelle braccia di Virginia, singhiozzando. Mio padre si mise a ridere, e poi disse, asciutto: - Va bene: ma poiché il socialismo vuole che ciascuno abbia la sua parte di gioia nel mondo, perché l'avvocato non ti prende con sé per qualche tempo? - E perché no? - esclamò il Maralli. - Scommetto che ho la maniera di farlo diventare un omino... - Sentirai che gioia! - disse il babbo. - In ogni modo, siccome io non voglio più vederlo, per me lo scopo è ugualmente raggiunto. Piglialo pure... - E così fu conchiuso il patto: io sarei stato bandito da casa mia e tenuto in prova per un mese dal Maralli, dove potrò riabilitarmi e dimostrare che non sono, in fondo, quell'essere insopportabile che dicono tutti. * * * Virginia e suo marito, fin dal loro ritorno dal viaggio di nozze che fecero quando prese fuoco il caminetto nel salotto da ricevere, vennero ad abitare questo quartiere che è molto comodo e centrale e dove mio cognato ha messo pure il suo studio d'avvocato, che ha un ingresso a sé ma che comunica con la casa per mezzo d'un usciolino che mette nella stanza degli armadi. Io ho una cameretta piccola, ma elegante, che dà sul cortile e dove sto benissimo. In casa, oltre mia sorella e il Maralli, c'è il signor Venanzio, zio del Maralli, che è venuto da qualche giorno a passare un po' di tempo presso il nipote, perché dice che questo clima gli giova di più alla salute. Però la salute non si sa dove l'abbia: è un vecchio cadente, sordo al punto che bisogna parlargli col corno acustico, e ha una tosse che pare un tamburo. Dicono però che è ricco sfondato, e che bisogna trattarlo con tutti i riguardi. Domani ritorno a scuola.

IL GIORNALINO DI GIANBURRASCA