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Lilit

Autore: Levi, Primo - Editore: - Anno: 1981 - Categoria: letteratura

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L' anima e gli ingegneri

_ Da quanto tempo non ci vediamo? _ mi chiese Guido. Ci eravamo incontrati tre anni prima, ad un congresso, e forse anche cinque anni prima, alla cena dei trent' anni di laurea; ma io continuavo a vedere in lui, sotto l' incrostazione degli anni e del successo, il ragazzo grassoccio, pigro, tardo ma non sciocco che avevo avuto come vicino di banco per non so quanti anni, a cui avevo suggerito spudoratamente durante le interrogazioni, ed a cui avevo lasciato copiare le traduzioni di latino. Contrariamente alla regola, Guido è migliorato con gli anni. La sua pinguedine è sparita, e la sua pigrizia si è evoluta, acquistando eleganza e stile: è diventata la nobile indolenza dell' uomo sicuro di sé, dai nervi distesi e dalle reazioni giuste. Oggi Guido è uno di quei felici ibridi che si trovano a loro agio tanto nella Torre Velasca quanto a Montecarlo o nella Quinta Strada. Ordinò due fritti misti e continuò: _ Allora non ti ho ancora raccontato di quello che mi è successo dopo? Del divorzio da Henriette? Della mia colecisti? Dell' anima della signora MacLeish? I divorzi sono tutti troppo simili fra loro per interessarmi veramente, e la faccenda della sua colecisti non doveva essere stata tanto seria, o doveva comunque essersi risolta bene, dal momento che Guido stava consumando il fritto con la lentezza intenta del buon mangiatore. Perciò cercai di orientarlo verso la storia dell' anima: i suoi racconti sono sempre curiosi, ed ero impaziente di sapere che cosa potesse accomunare una anima anglosassone con Guido Bertone, ingegnere minerario. Che forse, a furia di scavare gallerie sempre più profonde ...? _ Ma no, _ rispose Guido alzando impercettibilmente le spalle: _ Le mie gallerie, quella volta, erano tutt' altro che profonde, e l' anima era fuori terra di un bel po' . Eravamo in Utah: la mia impresa aveva ottenuto una concessione per cercare ed estrarre bitume fossile. Un affare d' oro, bitume ce n' era dappertutto: dovunque calasse la trivella, a cinquanta o cento metri si arrivava sul buono, e il bitume era compatto, pulito, tenero, che quasi si poteva cavare con le mani nude: insomma, una miniera di burro. L' impresa ha cominciato a sentire appetito: comperava terreni a tutta forza pagando prezzi altissimi. In pochi mesi tutti i proprietari hanno venduto, tranne uno. Proprio al centro della concessione c' era un appezzamento minuscolo, mezzo acro di terreno incolto e di bosco, una casetta da bambole e una tettoia con sotto una vecchia Ford; apparteneva alla signorina MacLeish, e la signorina non intendeva vendere. _ Era suo diritto: avrà avuto le sue ragioni, _ dissi io. _ Tu tieni per lei, vero? _ rispose Guido: _ Certo che era suo diritto, ma per l' impresa era un intralcio grave. Il nostro boss le aveva scritto pregandola di stabilire lei stessa un prezzo; lei aveva risposto con cortesia, dicendo che non si trattava tanto di un non volere quanto di un non potere. Lei avrebbe accettato volentieri le offerte dell' impresa perché era povera e sola, ma non poteva vendere il terreno per sue ragioni profonde, deep-seated. _ Il boss ha letto la lettera, ha fatto un riso feroce e mi ha detto di andare a vedere come stavano le cose. Le cose stavano in un modo strano: la proprietà MacLeish era ridotta a un' isola, con ruspe, fracasso e gente affaccendata su tutti i quattro lati, ma la signorina non dava segno di risentirsene, anzi, neppure di accorgersene. Era una bella vecchia alta, diritta, vestita con semplicità decorosa: mi ha detto che aveva ottantacinque anni, che era nata su quella terra, e che non la poteva vendere perché nell' albero più alto risiedeva l' anima di sua madre. Me lo ha mostrato, ed era un rovere splendido, alto quaranta metri, col fogliame a cupola: un duomo vegetale. Dava una straordinaria impressione di giovinezza e di forza, e come di un legame fra la terra e il cielo. _ Robur, roboris, _ dissi io che non so resistere al vizio di citare. _ In latino vuol dire rovere, ma anche forza. _ Bravo, ma il tuo latino ormai non mi serve più. Eppure non era giovane, aveva centodieci anni, mi ha detto con orgoglio la proprietaria: era stato piantato il giorno in cui sua madre era nata. Ho fatto il mio rapporto, e mi aspettavo dal boss un' altra risata da orco; invece lui mi ha detto che, se le cose stavano così, avrebbe dovuto riferire al consiglio di amministrazione. Lo ha fatto, e dopo quattro mesi è arrivata una commissione di esperti: un contabile fiduciario dell' impresa, un diplomato in scienze forestali, uno psicologo, e due esperti in fenomeni paranormali. È passato un altro mese in sopralluoghi e perizie, e intanto l' assedio delle miniere intorno alla signorina MacLeish si faceva sempre più stretto; ma lei continuava a soste nere che le era moralmente impossibile abbandonare al suo destino l' anima di sua madre racchiusa nel rovere. Ho letto il rapporto degli esperti: nessuno di loro aveva messo in discussione la legittimità delle obiezioni sollevate dalla signorina, e, quanto alla possibilità che l' anima stesse nell' albero, si limitavano a dire che non avevano argomenti né per provare il fatto né per confutarlo. Proponevano di estirpare il rovere con tutte le sue radici e di trapiantarlo in un luogo che fosse di gradimento della proprietaria. Dopo qualche esitazione, la signorina ha accettato, ma solo su garanzia scritta che l' albero non avrebbe sofferto, e contro stipulazione (a spese dell' impresa) di una polizza di assicurazione sulla sopravvivenza dell' albero stesso: era assistita da un bravo legale. Il rovere era così grande, e con radici così poderose, che trenta sterratori hanno dovuto scavare per una settimana solo per metterle a nudo. Ero sul posto al momento in cui la gru è entrata in trazione, e ti assicuro ... sì, insomma, quelle radici lottavano come cose vive: resistevano, gemevano, e poi, quando sono emerse dalla terra, sembravano mani a cui si strappi una cosa cara. È fortuna che l' impresa ha spalle solide e una vecchia esperienza in trasporti eccezionali: per sollevare l' albero e portarlo via si sono dovute costruire macchine apposite, bloccare la circolazione sulla strada principale, mobilitare la polizia, tagliare e poi riconnettere diverse linee elettriche. Adesso il rovere sta in cima a una collina: ai suoi piedi l' impresa ha dovuto costruire una casetta e una tettoia identiche a quelle che la signorina ha dovuto abbandonare. _ Ed è soddisfatta, la signorina? _ Si è comportata in modo corretto. Dopo qualche mese ci ha scritto una lettera liberatoria, in cui dichiara che il rovere ha attecchito bene, e che anzi produce più ghiande di prima. Ha ceduto il terreno ad una quotazione decisamente modesta.

Lilit 1981