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Vizio di forma

Autore: Levi, Primo - Editore: - Anno: 1971 - Categoria: letteratura

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Recuenco: il rafter

Sospesa a pochi metri sopra le onde, la piattaforma scivolava veloce, vibrando e ronzando debolmente. Nell' abitacolo, Himamoto dormiva, Kropivà badava alla radio e scriveva, e Farnham stava ai comandi. Farnham era quello che si annoiava di più, perché pilotare un rafter vuol dire pilotare un bel niente: stai alla ruota ma non la devi toccare, guardi l' altimetro e l' ago non si sposta di un filo, sorvegli la girobussola ma è ferma come di pietra; quando c' è da cambiare rotta (che capita di rado, perché un rafter va sempre diritto) ci pensano quegli altri laggiù. Tutto quello che devi fare è stare attento che non si accenda una delle spie gialle dell' emergenza, ma Farnham navigava sui rafter ormai da otto anni, e non aveva mai visto accendersi una spia gialla, né aveva mai sentito raccontare, alla mensa piloti, che una spia gialla si fosse mai accesa. Insomma, è come fare il guardiano notturno. Non è un lavoro da uomo: è un mestiere noioso come fare la calza. Farnham, per non addormentarsi, fumava una sigaretta dopo l' altra, e recitava a mezza voce una poesia. Piuttosto che una poesia era una canzoncina, in cui, in versi molto facili da ricordare, erano condensate tutte le prescrizioni da seguire nel caso, inverosimile e quasi comico, che appunto una spia gialla si fosse accesa. Tutti i piloti dovevano sapere a memoria la canzoncina dell' emergenza. Farnham veniva dai jets, e a bordo di un rafter si sentiva come in pensione, si mortificava e si vergognava anche un poco. D' accordo, era un servizio utile anche quello, ma come dimenticare certe missioni sulla giungla coi B2., due, tre viaggi al giorno, e delle volte anche di notte, coi fuochi dei ribelli che occhieggiano tra il fogliame, sei mitragliere che sputano fiamme, e venti tonnellate di bombe a bordo? Ma, appunto, allora aveva quindici anni di meno: quando i riflessi si fanno un po' lenti, ti sbattono nei rafter. Se almeno Himamoto si fosse svegliato: ma no, quello dormiva sempre tutte le sue otto ore. Con la scusa che pativa la nausea, si riempiva di pillole, e appena smontava dal suo quarto si addormentava come un masso. Bisogna sapere che un rafter non è mica poi tanto veloce: ci mette trentacinque o quaranta ore buone per traversare l' Atlantico, e quando è a pieno carico, cioè con duecentoquaranta tonnellate di latte a bordo, è maneggevole come un tranvai nell' ora di punta. Anche a guardare fuori non c' era molto gusto. Era ancora notte fonda, il cielo era coperto; nei fasci di luce dei fari, davanti e dietro, non si vedevano che onde gonfie e pigre, e il diluvio monotono dell' acqua sollevata dalle sei soffierie, che ricadeva a scroscio sulla piattaforma, grande quanto un campo da tennis, e sulla cabina assurdamente piccola. Si sentiva Himamoto russare. Russava in un modo irritante: prima leggero leggero, quasi come un sospiro, poi a un tratto sparava un grugnito secco, sconcio, e si fermava come se fosse morto; ma no, dopo un minuto di silenzio angoscioso ricominciava da capo. Era il primo viaggio che Farnham faceva con Himamoto, e lo trovava gentile e gradevole da sveglio, e insopportabile da addormentato. Da sveglio, Himamoto era simpatico perché era giovane, aveva poca esperienza di navigazione, ed era disposto a sostenere con diligenza e ingenuità la parte del discepolo: ora, poiché invece Farnham teneva molto a far mostra della sua esperienza, i due andavano abbastanza d' accordo, e il quarto migliore era quello in cui Kropivà dormiva. Ecco perché Farnham non vedeva l' ora che arrivassero le sei. Al contrario di Himamoto, Kropivà gli piaceva addormentato e gli dava noia da sveglio. Da sveglio, era un pignolo mostruoso: Farnham, che aveva girato il mondo parecchio, non aveva mai incontrato un russo così, e si domandava dove l' Organizzazione lo avesse potuto scovare. Forse in qualche ufficio amministrativo sperduto nella tundra, o fra il personale ferroviario o carcerario. Non beveva, non fumava, non parlava che a monosillabi, e faceva conti tutto il tempo. Farnham qualche volta aveva dato un' occhiata ai fogli che Kropivà lasciava in giro, e aveva visto che contava tutto: quanti anni, mesi e giorni gli mancavano per andare in pensione; quanti dollari gli avrebbero dato, fino ai cents e ai centesimi di cent; e a quanti rubli e copeche quei dollari corrispondevano, al cambio nero e a quello ufficiale. Quanto costava ogni minuto e ogni miglio di viaggio del rafter, in carburante, paghe, manutenzione, assicurazione, ammortamento: come se il rafter fosse stato suo. Quanto avrebbe preso di stipendio il prossimo mese: quella lista vertiginosa di items, che lui Farnham si cacciava in tasca senza neppure guardarla, affascinava Kropivà, che si dilettava a calcolarla in anticipo, compreso tutto, gli assegni familiari, il rimborso mensa agli scali, la maggiorazione per il passaggio della linea di data, l' indennità per i quarti di notte, per le ore straordinarie, per il lavoro disagiato, per il clima tropicale e per quello glaciale, per i giorni festivi; e con tutte le trattenute, per le tasse, la mutua e la pensione. Tutte cose belle e giuste, ma a Farnham sembrava stupido e meschino passarci la giornata: come se non ci fosse il centro meccanografico, o se lavorasse sbagliato. Era fortuna che Kropivà non parlasse, ma anche così la sua presenza dava a Farnham un disagio confuso. Alle sei in punto Farnham svegliò Himamoto, e Kropivà se ne andò in cuccetta senza neanche dire crepa. In poppa, attraverso la pioggia delle soffierie, si vedeva il cielo farsi sereno, e illuminarsi di una tenue luce verde che annunciava il giorno. Farnham andò alla radio e Himamoto, ancora pieno di sonno, sedette alla ruota. Almeno, adesso si potevano scambiare quattro parole. _ Fra quanto arriviamo? _ chiese Himamoto. _ Fra tre o quattro ore. _ E ... come si chiama quel posto? _ Recuenco. È la terza volta che me lo chiedi. _ Lo so, ma lo dimentico sempre. _ Poco male: un posto vale l' altro. A Recuenco dobbiamo mollare cinquanta tonnellate. _ Devo mettere a zero il contatore? _ Già fatto, mentre tu dormivi. A proposito: lo sai che russi come un diavolo? _ Non è vero, _ protestò Himamoto con dignità: io non russo affatto. _ La prossima volta mi porto dietro il registratore, _ minacciò Farnham bonariamente. Himamoto si lavò, si rase con uno splendido rasoio a mano libera (si vede che al suo paese usava così) e andò a prelevarsi un caffè caldo e un panino dal distributore. Diede un' occhiata a Kropivà: _ Dorme già, _ constatò con un' ombra di soddisfazione nella voce. _ È un tipo un po' strano, _ disse Farnham. _ Ma va bene anche così: ne ho visti tanti, ed è meglio lui di quelli che bevono o prendono la polverina o fanno baldoria a tutti gli scali. Come lui non ce n' è un altro, per controllare il carico e lo scarico del latte e del cherosene, tutti quegli impicci doganali, e il rendiconto alla base. Perché sai, delle volte si torna con monete di cinque o sei valute diverse, e bisogna rendere conto fino al centesimo, e per queste cose lui è straordinario: vale tre computers _. "La concordia e la stima reciproca a bordo prima di tutto", pensava intanto. Dietro di loro si stava levando il sole, e subito gli apparvero intorno due fulgidi arcobaleni concentrici. _ Oh bello! Molto bello! _ esclamò Himamoto: il suo inglese era fluido e corretto, ma gli mancavano i termini per esprimere i moti dell' animo. _ Sì, è bello, _ rispose Farnham: _ ma è sempre uguale, a ogni alba e a ogni tramonto: ci si fa l' abitudine. Viene dall' acqua che i motori sollevano. Anche il sole sembra bagnato, vedi? Ci fu una mezz' ora di silenzio. Himamoto, appunto perché sapeva di essere distratto, sorvegliava la rotta e gli strumenti con attenzione concentrata. Si vide una traccia sullo schermo radar, a venti miglia in prua: Himamoto, istintivamente, afferrò la ruota. _ Non preoccuparti, _ disse Farnham, _ fa tutto lui _. Infatti, senza sussulti e senza strappi il rafter virò spontaneamente a diritta, aggirò la nave o relitto o iceberg che fosse, poi ritornò ponderosamente alla via. _ Di' , _ disse Himamoto, _ tu non l' hai mai assaggiato? _ Non sa di niente, _ rispose Farnham. Dopo qualche minuto, Himamoto insistette: _ Vorrei assaggiarlo lo stesso: poi a casa mi chiederanno. _ Niente di male: ma prova adesso, allora, mentre lui dorme, se no è capace di farti fare il buono di prelievo. _ Da dove si tira? _ Dal rubinetto sotto al depuratore. Ma non c' è nessun gusto, ti dico: sa di carta asciugante. Vai, sto io al comando. Himamoto estrasse un bicchiere di plastica dal distributore e andò al rubinetto, incespicando fra tubi e valvole dipinti di colori vivaci. _ Beh, non è né buono né cattivo. Però riempie lo stomaco. _ Si capisce: non è roba per noi. È buona per quelli che hanno fame. Fanno pena, i bambini specialmente: anche tu li avrai visti, in film, al corso di preparazione. Ma in fondo è gente che non merita altro, perché sono fannulloni, imprevidenti e buoni a nulla. Non vorrai che gli portiamo champagne. Suonò una cicala, e un quadro verde si illuminò davanti a Farnham. _ Perdinci! Il cuore me lo diceva. Un' altra richiesta, urgente: Shangeehaydhang, Filippine: chissà come diavolo si pronuncia. 12a55*43** Nord, 124a54.*46** Est. Fatti coraggio: niente week-end a Rio. È all' altro capo del mondo. _ Allora perché lo segnalano a noi? _ Si vede che, malgrado tutto, siamo i più vicini, o i più scarichi, o gli altri tre sono sotto rifornimento. Sta di fatto che ci tengono sempre in giro: e si capisce, perché un rafter costa più di una missione lunare, e il latte costa quasi niente. È per questo che ci lasciano solo tre minuti per scaricarlo: anche se se ne spreca un poco, non importa; l' essenziale è che non si perda tempo. _ È peccato che se ne sprechi. Io, da piccolo, la fame l' ho conosciuta. _ Se ne spreca quasi sempre. Qualche volta si riesce a metterli sull' avviso via radio, e viene fuori un bel lavoro, svelto e pulito; ma nella maggior parte dei casi la radio non sanno neppure cosa sia, come questi che andiamo a rifornire adesso, e allora ci si arrangia come si può. Sulla loro sinistra si andava disegnando un banco di nuvole, dietro a cui si intravvedeva una catena di montagne: emergeva un' alta cima conica coperta di neve. _ Io ci sono stato, una volta, là dove lo fanno: non è molto lontano di qui. C' è una foresta sterminata, grande come tutto il Texas, e un super-rafter che va e viene in mezzo. A mano a mano che avanza, falcia tutte le piante davanti a sé, e si lascia dietro una scia vuota larga trenta metri. Le piante vanno a finire dentro la stiva, vengono sminuzzate, cotte, lavate con un acido, e se ne cavano le proteine, che sono appunto il latte; noi lo chiamiamo così, ma il nome ufficiale è FOD. Il resto della pianta serve a fornire energia alla macchina stessa. È un bel lavoro; vale la pena di andare a vedere, e non è neanche difficile: ogni due anni organizzano un viaggio-premio per i piloti senza penalità. Ho fatto anche delle foto: alla base te le mostro. È un viaggio guidato, ti spiegano tutto, anche la faccenda dei detector che sentono l' acetone nell' atmosfera, vicino ai centri dove c' è gente affamata, e trasmettono i segnali ai computer della base. Pochi minuti dopo entrambi videro una larga barriera disegnarsi sullo schermo radar: era a sole sette miglia, ma la bruma che copriva il mare impediva di vederla. _ Ci siamo, _ disse Farnham: _ Forse è meglio se prendo io i comandi; tu vedi di svegliare Kropivà. Si sentì aumentare la vibrazione della piattaforma; allo stesso momento il diluvio intorno a loro cessò di colpo, e fu sostituito da una nuvola turbinosa di polvere giallastra, sabbia e brandelli di fogliame. Divenne visibile una catena di balze scoscese: Farnham sollevò il rafter in quota di sicurezza, e pochi istanti dopo, in una breve pianura brulla, apparve il villaggio di Recuenco, una cinquantina di capanne di fango e di pietra grigia, coi tetti di foglie di palma. Minuscole figure umane strisciavano in tutti i sensi, come formiche in un formicaio scoperchiato: alcune armeggiavano con pale e picconi. Farnham arrestò il rafter a picco sopra la piazza: l' ombra della piattaforma copriva interamente il villaggio. _ Andiamo fuori, _ disse. Calzarono le tute e gli occhiali ed uscirono tutti e tre: furono percossi dal calore, dal frastuono e dal vento come da una mazzata. Potevano comunicare fra loro solo a gesti, o attraverso gli altoparlanti: nonostante le tute, sentivano sassi e schegge grandinare loro addosso. Aggrappandosi ai mancorrenti, Farnham si trascinò fino ai comandi esterni, e si avvide che i bulloni che fissavano il pannello alla tolda erano allentati: urlò a Himamoto di prendere la chiave da 24, e a Kropivà di prepararsi a lanciare il latte e i volantini. Fece scendere la macchina finché le sei trombe furono a pochi metri sopra le capanne, poi fece uscire i tubi dagli alloggiamenti. Guardando giù dalla ringhiera, attraverso i vortici di polvere soffocante vide che in mezzo alla piazza era stata scavata una fossa, e manovrò in modo che almeno i due tubi centrali vi si trovassero sopra a piombo; poi disse a Himamoto di serrare bene i bulloni del pannello, e a Kropivà di iniziare lo scarico. In meno di due minuti il contatore si fermò sui 50000 litri; Kropivà arrestò il flusso e lanciò i volantini con le istruzioni, che si dispersero in tutte le direzioni come uccelli spaventati. Farnham imballò le soffierie, il rafter si sollevò dapprima a perpendicolo, poi obliquamente, un po' più leggero e docile di prima, e cominciò a superare una barriera di montagne desolate. In mezzo alle pietraie, Farnham vide un piccolo altopiano verde, in cui pascolava un gregge di capre: non c' era altro di vivo, né altro verde, per decine di miglia intorno. Kropivà compilò il modulo dello scarico, lo timbrò, lo firmò e lo fece firmare dagli altri due, poi si rimise a dormire; Himamoto riprese i comandi, ma subito si batté una mano sulla fronte: _ La chiave! _ disse, e senza tuta né occhiali uscì di volata sulla piattaforma. Rientrò poco dopo: _ Non c' è più, dev' essere caduta fuori bordo. _ Non importa, _ disse Farnham: _ c' è quella di ricambio _. Kropivà disse: _ Bisogna fare il verbale di smarrimento. Mi rincresce, ma te la devo trattenere sullo stipendio.

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