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Vizio di forma

Autore: Levi, Primo - Editore: - Anno: 1971 - Categoria: letteratura

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Non è difficile immaginare chi attendesse Antonio Casella sul molo: lo attendeva James Collins, in brache di velluto, abbronzato e disinvolto. Antonio si stava domandando se sarebbe stato più gentile da parte sua chiedergli o non chiedergli l' esito del colloquio con l' editore, ma James lo prevenne: _ Aveva proprio ragione lei: il manoscritto, me lo ha rifiutato. Però mi ha dato dei consigli così precisi e benevoli che ho subito ricominciato a scrivere. No, non su di lei: è una storia un po' romanzata delle mie invenzioni; la loro Entstehungsgeschichte, la loro origine, come mi sono venute in mente. Del resto, a quanto vedo, per lei è stato meglio così: me lo hanno detto, che si è reso personaggio da se stesso. Molto meglio, ha più garanzie di una ragionevole permanenza: il mio Antonio, in effetti, era un po' gracile. Antonio ascoltava distrattamente: era troppo intento ad osservare il paesaggio. Il battello che lo aveva portato fin lì aveva viaggiato per molte ore risalendo un fiume largo e limpido che scorreva fra due rive folte di foresta: la corrente era rapida e silenziosa, non c' era un alito di vento, la temperatura era gradevolmente fresca, e la foresta era immobile come di pietra. Le acque riflettevano i colori di un cielo quale Antonio non aveva mai visto: azzurro cupo in alto, verde smeraldo a levante, e viola con ampie striature arancio a ponente. Spento il rombo ritmico del motore, Antonio percepì un fragore indistinto che sembrava saturasse l' atmosfera. _ È la cascata, _ gli spiegò James: _ è proprio sulla linea di confine. Percorsero il molo, di rozze tavole squadrate, e si avviarono insieme per un viottolo in salita, che superava a giravolte il bastione da cui precipitava la cascata. Erano investiti da folate di polverino d' acqua, e il cielo era pieno di arcobaleni intrecciati. James aveva cortesemente tolto di mano ad Antonio la valigia, del resto assai leggera. Ai due lati del viottolo si vedevano alberi maestosi ed esotici, di molte specie diverse; da loro rami pendevano fiori gialli e color carne, alcuni sembravano proprio di carne, ed erano in ghirlande lunghe fino a terra. Insieme, c' erano frutti, allungati e tondeggianti: l' aria portava un profumo leggero e gradevole, ma un po' muschiato, simile a quello dei fiori di castagno. Alla barra di confine nessuno gli chiese nulla: i due guardiani lo salutarono con la mano alla visiera, pareva che lo aspettassero. Poco oltre, Antonio entrò in un ufficio dove fu preso ufficialmente in carico; un funzionario cortese ed impersonale si segnò il suo nome, gli consegnò la carta annonaria per viveri, gli abiti, le scarpe e le sigarette, e poi gli disse: _ Lei è un autobiografo, vero? _ Sì: come fa a saperlo? _ Noi sappiamo tutto: guardi! _ Accennò alle sue spalle, dove uno schedario occupava un' intera parete. _ Il fatto è che al momento non ho chalet singoli disponibili: l' ultimo l' abbiamo assegnato ieri a Papillon. Bisognerà che si adatti a coabitare per qualche giorno: con un altro autobiografo, naturalmente. Ecco qui: c' è un posto al 535, insieme con François Villon. Il signor Collins le farà da guida, ma non è molto lontano. James sorrideva. _ Avrà da divertirsi: François è il più imprevedibile dei nostri concittadini. Prima abitava con Giulio Cesare, ma poi questo se n' è andato: si è fatto raccomandare, e gli hanno assegnato una palazzina fuori serie, prefabbricata, sulle sponde del lago Polevoy. Non andavano d' accordo, litigavano per via di Vercingetorige, poi Franc6ois corteggiava pesantemente Cleopatra, nella versione di Shakespeare, e Cesare era geloso. _ Come, nella versione di Shakespeare? _ Già, è perché ne abbiamo cinque o sei altre, di Cleopatre: secondo Puskin, secondo Shaw, secondo Gautier, eccetera. Non si possono vedere fra di loro. _ Ah. E allora non è vero che Cesare e Pompeo facciano i calafati? _ Chi lo ha mai affermato? _ chiese James, molto stupito. _ Rabelais, ii,30: dice anche che Annibale fa il pollivendolo, Romolo il ciabattino, Papa Giulio-II va in giro a vendere focacce, e Livia raschia il verderame dalle padelle. _ Sono storie: glielo avevo già detto allora, a Milano. Qui non si fa niente, oppure si fa il mestiere per cui si è nati. Del resto, Rabelais non è un personaggio, e qui non c' è mai stato: quello che racconta, l' avrà magari saputo da Pantagruele, o da qualche altro contafrottole della sua corte. Si erano ormai allontanati dalla cascata, e si stavano inoltrando per un ampio altipiano lievemente ondulato. Ad un tratto, il cielo si oscurò con incredibile rapidità; nel giro di pochi istanti si levò un turbine impetuoso, ed incominciò a piovere e a grandinare. James spiegò ad Antonio che laggiù era sempre così: il tempo non era mai insignificante, aveva sempre in sé qualcosa che lo rendeva degno di essere descritto. O splendido di colori ed aromi, o turbato da tempeste furibonde; talvolta caldo infuocato, talaltra gelido da spaccare i sassi. Le aurore boreali e i terremoti erano frequenti, e cadevano bolidi e meteore tutte le notti. Si rifugiarono sotto una tettoia, e Antonio si accorse con disagio che là sotto c' era già qualcuno: con disagio, perché il qualcuno non aveva volto. Sotto al cappello basco si vedeva soltanto una superficie convessa, rosea, spugnosa, coperta nella parte inferiore di barba mal rasa. _ Non ci faccia caso, _ disse James, che aveva visto il raccapriccio dipingersi sulla faccia di Antonio: _ ce ne sono tanti, qui, come questo, ma durano poco. Sono personaggi mal riusciti: a volte tirano avanti una stagione, o anche meno. Non parlano, non vedono e non sentono, e spariscono nel giro di pochi mesi. Quelli che durano, invece, come (speriamo) lei e me, sono come è qui il tempo, hanno tutti qualcosa di singolare, e perciò, in generale, sono interessanti e simpatici, anche se magari si ripetono un poco. Guardi, per esempio: dia un' occhiata da quella finestrella, e mi dica un po' se li riconosce. Accanto alla tettoia, infatti, c' era un basso edificio di legno, col tetto di paglia, e sulla porta pendeva un' insegna: su una faccia era dipinta una luna piena, sull' altra un mare in tempesta da cui emergeva il dorso di una balena col suo alto soffio di vapore. Dalla finestrella si vedeva un interno affumicato dal soffitto basso, illuminato da lampade a petrolio: c' era un tavolo in primo piano, costellato di boccali di birra vuoti e pieni, e ai quattro lati quattro figure accaldate ed eccitate. Dall' esterno si udiva solo un vociare indistinto. Antonio, toccato nella sua ambizione di lettore, li considerò a lungo, ma non ne venne a capo. _ Lei mi chiede troppo: se almeno sentissi quello che si dicono .... _ Si capisce, che le chiedo troppo: ma era solo per darle una prima idea del nostro ambiente. Quello che ci volge le spalle, magro e stempiato, che paga e non beve, è Calandrino; di fronte a lui, l' altro grassoccio e unto, con la barba di tre giorni, è il buon soldato Svejk, che beve e non paga. Il signore attempato a sinistra, col cappello a cilindro e quegli occhiali minuscoli, che beve e paga, è Pickwick, e l' ultimo, con gli occhi come due carboni, la pelle come il cuoio e la camicia aperta sul petto, che non beve e non paga, non canta, non dà ascolto agli altri, e racconta cose che nessuno sta a sentire, è il Vecchio Marinaio. Improvvisamente come si era oscurato, il cielo si rasserenò, e sorse un vento secco e teso; la terra umida esalò una nebbia iridescente che la brezza lacerava a brandelli, e fu asciutta in un baleno: i due ripresero il cammino. Ai due lati della strada, senza ordine apparente, si susseguivano capanne di paglia e nobili palazzi di marmo, ville grandi e piccole, parchi ombrosi, templi in rovina, grosse case popolari con la biancheria stesa ad asciugare, grattacieli e tuguri di cartone e lamiera. Fianco a fianco, James indicò ad Antonio il giardino dei Finzi-Contini, la casa dei Buddenbrook e quella degli Usher, la capanna dello zio Tom e il Castello di Verona col falco, il cervo e il cavallo nero. Poco oltre, la strada si allargava in una piccola piazza selciata, circondata da tetri edifici fuligginosi; dai portoni si intravvedevano scale ripide, umide e buie, e cortiletti pieni di ciarpame, circondati da balconi rugginosi. Si sentiva odore di cavoli lungamente bolliti, di liscivia e di nebbia. Antonio riconobbe subito un quartiere della vecchia Milano, anzi, più precisamente il Carrobbio, bloccato per l' eternità nell' aspetto che doveva avere duecento anni or sono; nella luce incerta stava appunto cercando di decifrare le insegne stinte delle botteghe, quando, dal portone numero vottcentvott, saltò fuori lui in persona, Giovannino Bongeri, smilzo, svelto, pallido come chi non vede mai il sole, allegro, chiassoso, ed avido di affetto come un cucciolo maltrattato: vestiva un abitino stretto e frusto, con qualche toppa, ma puntigliosamente pulito e perfino stirato. Si rivolse immediatamente ai due, con la confidenza di chi si conosce da un pezzo, tuttavia chiamandoli "Illustrissimi": tenne loro, in dialetto, un lungo discorso pieno di divagazioni, che Antonio capì a mezzo e James non capì affatto; a quanto pareva, aveva ricevuto un qualche torto, e lui ne era ferito, ma non al punto di perdere la sua dignità di cittadino ed artigiano; ne era adirato, ma non al punto di perdere seriamente la testa. Nel suo parlare, che era arguto e prolisso, si sentiva, sotto la lividura della fatica quotidiana, della povertà e delle disgrazie, un candore intatto, una stoffa umana buona e una speranza millenaria: Antonio, nell' intuizione di un attimo, vide che veramente nei fantasmi di quella contrada viveva un che di perfetto e di eterno, e che il piccolo e collerico Giovannino, garzone di rigattiere, ripetutamente percosso, deriso e tradito, figlio del piccolo e collerico Carletto Porta milanese, era più splendido e più pieno che Salomone nella sua gloria. Mentre Giovannino parlava, ecco giungere al suo fianco la Barberina, bianca e rosa come un fiore, colla cuffia di pizzo, gli spilloni di filigrana, e gli occhi un pochino più pronti di quanto l' onestà lo richieda. Il marito la prese sotto braccio, e si allontanarono verso la Scala: dopo pochi passi la donna si volse, e scoccò ai due forestieri un' occhiata svelta e curiosa. Antonio e James ripresero il cammino per un sentiero polveroso fra due siepi di rovi: James si attardò un attimo a salutare Valentino vestito di nuovo, che giocava in un prato stento con Pin di Carrugio Lungo. Poco oltre, il sentiero costeggiava l' ansa di un grande fiume torbido: un vaporetto, rugginoso e guasto, era ammarato presso la sponda. Un gruppo di uomini bianchi stavano seppellendo qualcosa in una fossa scavata nella melma; un negro dall' aria insolente si sporse dalla murata, ed annunciò con ferocia e disprezzo: _ Mistah Kurtz, he dead _. Il tono di quella voce, lo scenario, il silenzio, il calore, perfino il pesante fiato palustre del fiume, erano precisamente quali Antonio se li era da sempre immaginati. Disse a James: _ Qui è chiaro che non ci si annoia. Ma per i bisogni pratici? Se per esempio uno si dovesse fare risuolare una scarpa, o curare un dente? _ Abbiamo dei discreti servizi sociali, _ rispose James, _ e la mutua è efficiente, ma con personale esterno. Non è che qui i medici manchino, però non esercitano volentieri: spesso sono di scuola antiquata, o non hanno attrezzatura, oppure ancora sono finiti qui per via di qualche celebre errore, quello appunto che li ha resi problematici, e perciò personaggi. Del resto, vedrà presto che la sociologia del Parco è peculiare. Credo che non troverà un panettiere né un contabile; che io sappia, c' è un unico lattivendolo, un solo ingegnere navale e un solo filatore di seta. Cercherà invano un idraulico, un elettricista, un saldatore, un aggiustatore, un chimico, e mi domando proprio il perché. Invece, oltre ai medici di cui parlavamo prima, troverà un diluvio di esploratori, di innamorati, di guardie e ladri, di musicisti pittori e poeti, di contesse, di prostitute, di guerrieri, di cavalieri, di trovatelli, di ammazzasette e di teste coronate. Di prostitute soprattutto, in percentuale assolutamente sproporzionata al fabbisogno effettivo. Insomma, è meglio che lei non cerchi qui un' immagine del mondo che ha lasciato; voglio dire, un' immagine fedele: perché una la troverà sì, ma variopinta, pigmentata e distorta, e così si renderà conto di quanto sia stolto formarsi un concetto della Roma dei Cesari attraverso Virgilio, Catullo e il Quo Vadis. Qui, non troverà un capitano di mare che non sia naufragato, una moglie che non sia adultera, un pittore che non viva in miseria per lunghi anni, e che poi non diventi famoso. Proprio come il cielo, che qui è sempre uno spettacolo. Segnatamente i tramonti: spesso durano dal primo pomeriggio fino a notte, e qualche volta annotta e poi torna la luce e il sole tramonta di nuovo, come se volesse concedere un bis. James interruppe la sua tirata per mostrare ad Antonio una costruzione a cui si stavano avvicinando: _ Presto o tardi uscirà la Guida Michelin del Parco, e allora vedrà che questa avrà i tre asterischi _. Era una villa, o forse una minuscola fortezza, di un bianco abbagliante, immersa nel folto di un bosco secolare: i muri esterni non avevano finestre, e terminavano in alto con un contorno frastagliato che poteva essere una merlatura. _ Vista dall' esterno dice poco, ma dovrebbe vedere dentro. Io ci sono stato per certi lavoretti (gliel' ho detto che qui gli idraulici sono scarsi: così io m' arrangio), e gliene potrei raccontare delle belle. Sa che erano seicento anni che la Direzione cercava di accontentare la proprietaria senza riuscirci? Soltanto adesso, con la tecnica moderna .... _ Scusi, _ interruppe Antonio un po' seccato, _ ma se mi dicesse chi è, la proprietaria, non crede che gusterei di più il suo discorso? _ Oh, mi pareva proprio di averglielo detto. È Beatrice, che diamine. L' angelica, mostruosa Beatrice, che vuole tutti al suo servizio, non esce mai, non parla con nessuno, non mangia che ambrosia e nettare surgelati, e che, con le protezioni di cui gode, non c' è speranza di togliercela di torno, né ora né in un prevedibile futuro. Le stavo appunto dicendo che solo adesso, con l' avvento delle materie plastiche e dell' elettronica, i gestori sono riusciti a soddisfare qualcuna delle sue fisime. Vedesse dentro: è un concentrato della Fiera di Milano, a meno del fracasso, naturalmente. Lei cammina solo su poliuretano espanso, spesso un metro, come un saltatore con l' asta: scalza, beninteso, e avvolta in veli di nylon. Niente luce diurna: solo tubi a catodo freddo, rosa viola e celesti; un' orgia di falsi cieli di metacrilato, false stelle fisse di hastelloy, falsa musica delle sfere fatta sull' organo elettronico, false visioni TV in circuito chiuso, false estasi farmacologiche, e un Primo Mobile di pyrex che è costato tre milioni al metro quadrato. È insopportabile, insomma: ma quando uno è personaggio di Dante, qui è tabù. A mio parere, è una situazione tipicamente mafiosa: perché Paolo e Francesca devono continuare a fare all' amore indisturbati (e mica solo nel turbine, mi creda), mentre i Poveri Amanti hanno un mucchio di difficoltà coi guardaparco? Perché Cacciaguida nello chalet in cima alla collina, e Somacal, che già ne ha viste tante, giù nella baracca che non prende mai il sole? A furia di parlare, James aveva perso il fiato, e insieme la strada. _ Bisognerà domandare a qualcuno. _ Lei conosce tutti, qui? _ Quasi tutti ci conosciamo fra noi: in fondo, non siamo poi tanti. Bussò alla porta di una capanna di legno: dal camino usciva fumo, e dalle pareti un canto marziale fortemente ritmato, ma si ritrasse poco dopo. _ Sono gentili, ma non si muovono mai di casa, e non hanno saputo darmi indicazioni: sono anche un po' timidi. Chi sono? I tedescotti di "Niente di nuovo a occidente": Tjaden, Kat, Leer e tutti gli altri; anche Paul Bäumer, naturalmente. Vado spesso a trovarli: che bravi ragazzi! Hanno avuto fortuna a venire qui da giovani, se no, chissà quanti di loro avrebbero dovuto riprendere le armi vent' anni dopo, e rimetterci la pelle o l' anima. Fortunatamente, incontrarono poco dopo Babalaci, che sapeva tutto: dov' era lo chalet di Franc6ois, che c' era in effetti un letto libero, da quanto tempo era libero, il perché e il percome, tutti quelli con cui Franc6ois aveva fatto questione di recente, e tutte le donne che aveva ricevuto. Da quelle parti il cielo era color del piombo, tirava un vento umido e rabbioso che ululava come un lupo attorno alle cantonate, ed anzi, quando lo chalet fu in vista, incominciò addirittura a nevicare: neve sporca, grigia di fuliggine, che scendeva di traverso, entrava negli occhi e toglieva il respiro. Antonio non vedeva l' ora di trovarsi al riparo, ma James gli disse che era meglio se lo aspettava fuori, un po' discosto: Franc6ois era un tipo lunatico, e lui preferiva bussare alla porta da solo, che non si vedessero facce nuove. Antonio si riparò alla meglio: c' era lì accanto un cumulo di botti sfasciate, entrò in un tino, e aspettò accovacciato che James tornasse. Lo vide bussare, aspettare due buoni minuti, bussare nuovamente: le tendine erano chiuse, ma dal comignolo usciva fumo abbondante, e quindi qualcuno in casa ci doveva pur essere. James bussò una terza volta, e finalmente la porta fu aperta. James sparì all' interno, e Antonio si accorse di essere molto stanco, e cominciò a domandarsi se sarebbe stato possibile fare un bagno caldo: in riva al Congo aveva sudato parecchio, la polvere gli si era appiccicata sotto gli abiti, e adesso il sudore gli si stava raffreddando addosso in modo sgradevole. Ma non ebbe molto da attendere: la porta si spalancò come se in casa un cannone avesse sparato, e subito dopo il dignitoso e composto James fu proiettato fuori come un bolide, e venne ad approdare fra le doghe, poco lontano dal provvisorio domicilio di Antonio. Si rialzò e si rassettò rapidamente: _ Non ... non gradisce di essere disturbato. Poi sono capitato in un brutto momento, stava con alcuni amici da prendere con le molle: c' era anche Marion l' Ydolle, la Grosse Margot, Jehanne de Bretaigne e due o tre altre ragazze; una mi è parsa la Pulzella d' Orléans. Senta, per l' avvenire vedremo, ma per stanotte venga a dormire con me: non c' è molto spazio, ma le cedo volentieri il lettino, e per me un materasso in terra va benissimo. Antonio si ambientò nel Parco con sorprendente facilità. Entro poche settimane, già aveva stretto amicizia coi suoi vicini, tutta gente cordiale, o per lo meno varia ed interessante: Kim col suo Lama, Ifigenia in Aulide, Ettore Fieramosca, Tommasino Puzzilli che si era fidanzato con Moll Flanders, il giovane Holden, il commissario Ingravallo, Aljosa con La Pia, il sergente Grisa con Lilian Aldwinkle, Bel Ami, Alberto da Giussano che stava con la Vergine Cammilla, il professor Unrat con l' Angelo Azzurro, Leopold Bloom, Mordo Nahum, Justine con Dracula, sant' Agostino con la Suora Giovane, i due cani Flush e Buck, Baldus che non passava per le porte, Benito Cereno, Lesbia accasata con Paolo il Caldo, Tristram Shandy che pure aveva solo due anni e mezzo, Teresa Raquin e Barbablù. Alla fine del mese arrivò Portnoy, lamentoso e crasso: nessuno lo poteva sopportare, ma nel giro di pochi giorni prese domicilio nella casa di Semiramide, e subito corse voce che le cose fra loro andavano a gonfie vele. Antonio si era accasato con Orazio, e ci si trovava bene: questi aveva abitudini ed orari diversi dai suoi, ma era pulito, discreto e ordinato, e lo aveva accolto con gioia; inoltre, aveva una quantità di storie curiose da raccontare, e le raccontava con un brio da incantare. A sua volta, poi, Orazio pareva non fosse mai sazio di ascoltare Antonio: gli interessava tutto, ed era al corrente anche dei fatti più recenti. Era un ottimo ascoltatore: interrompeva di rado, e solo con domande intelligenti. Tre anni circa dopo il suo ingresso, Antonio notò un fatto sorprendente. Quando casualmente levava le mani contro il sole, o anche contro una lampada forte, la luce le attraversava come se fossero di cera; poco dopo, osservò che si svegliava più presto dell' usato al mattino, e si accorse che ciò avveniva perché anche le palpebre erano più trasparenti; anzi, entro pochi giorni divennero trasparenti in misura tale che Antonio distingueva i contorni degli oggetti anche ad occhi chiusi. Lì per lì non diede peso alla cosa, ma verso la fine di maggio notò che l' intera scatola cranica gli si stava facendo diafana. Era una sensazione bizzarra ed inquietante: come se il suo campo visivo si stesse allargando, non solo lateralmente, ma anche in alto, in basso e all' indietro. Percepiva ormai la luce da qualunque direzione provenisse, e presto fu in grado di distinguere ciò che avveniva alle sue spalle. Quando, a metà giugno, si accorse che vedeva la sedia su cui era seduto, e l' erba sotto i suoi piedi, Antonio comprese che il suo tempo era giunto, la sua memoria estinta e la sua testimonianza compiuta. Provava tristezza, ma non spavento né angoscia. Si congedò da James e dai nuovi amici, e sedette sotto una quercia ad attendere che la sua carne e il suo spirito si risolvessero in luce e in vento.

Psicofante

Vizio di forma 1971