La stampa terza pagina 1986
Autore: Levi, Primo - Editore: - Anno: 1986 - Categoria: letteratura
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Nel Galateo di Monsignor Della Casa si raccomanda di non "recitare" i propri sogni. Della Casa non aveva letto Freud, e quindi non si preoccupava del maggior pericolo in cui può incorrere il sognatore, quello di divulgare inconsapevolmente i suoi segreti più gelosi; ma era un uomo di buon senso e di buon gusto, e aveva osservato quanto tutti presto o tardi osservano, e cioè che i nostri sogni possono essere gravidi di significato, o almeno di emozione, per noi, ma sono sempre puri e noiosi non-sensi per il nostro interlocutore. Perciò chi li "recita" è molesto agli ascoltatori non meno di chi vanti ad esempio la propria condizione nobiliare, o anche solo si soffi il naso con fracasso. Non si può che essere d' accordo con Della Casa: i sogni degli altri sono confusi e noiosi. Se si rilegge la Traumdeutung di Freud, non si riesce a sfuggire al confronto fra i sogni da lui scelti come esempi, che sono bensì arruffati e illogici, ma insieme corruschi e pregnanti, e la piatta stupidità dei sogni, nostri o altrui, di cui abbiamo esperienza diretta. Può essere che in un secolo, come tutto intorno a noi, così anche il mondo dei sogni sia cambiato: come è sparita la "Grande Hystérie" di Charcot, come sono scomparsi gli svenimenti che costellavano i romanzi dell' Ottocento, così forse anche i sogni possono aver mutato stile. O forse Freud, come tutti gli antologisti, può avere selezionato (consapevolmente o no) sogni particolarmente significativi, o peculiarmente atti a confermare le sue tesi. Ma, da quanto si è pubblicato di recente su questo argomento, si potrebbe pensare a un' interpretazione diversa. Dal gran calderone degli studi sui fenomeni cosiddetti parapsicologici, un solo effetto emergerebbe come accessibile a una sperimentazione metodica, perché, a quanto si afferma, è vagamente riproducibile in condizioni controllate, ed è la trasmissione diretta (senza mediazioni sensoriali) di immagini da uno sperimentatore desto a un soggetto dormiente, che le riceve sotto forma di sogni. Queste ricerche sono riportate da Cavanna in "Aspetti scientifici della parapsicologia", Boringhieri, Torino 1973. Non c' è dubbio che, per il momento, esse debbono essere accettate con un notevole margine di scetticismo, ma, come è noto, ci sono molte cose insospettate fra il cielo e la terra; e comunque, nulla vieta di divertirsi già fin d' ora al pensiero che, a dispetto dei freudiani ortodossi, i nostri sogni non siano sempre nostri; che la loro violenza, oscenità e ferocia non siano orme di mostri sepolti nel nostro profondo, ma di mostri altrui; che la loro stupidità sia l' eco del rumore di fondo provocato dalla stupidità intorno a noi; e che addirittura si possa pervenire, magari con un allenamento paziente, a imbrigliare il fenomeno, e a regalare "sogni beati" alle persone che ci sono care, e a infliggere viceversa incubi ripugnanti ai nostri nemici: il tutto senza spese e senza rischio. Ma c' è proprio bisogno di scomodare la telepatia? L' assedio della violenza e della turpitudine esiste, e si fa sempre più stretto. Chi non ha buone difese ne viene contagiato già oggi, e non solo nei sogni.
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