Storie naturali
Autore: Levi, Primo - Editore: - Anno: 1966 - Categoria: letteratura
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Il sesto giorno
Scena, per quanto è possibile, aperta e profonda. Un tavolo molto massiccio e rozzo, sedie ricavate da blocchi di pietra. Un enorme orologio dal battito molto lento e rumoroso, il cui quadrante porta, invece delle ore, geroglifici, simboli algebrici, segni dello zodiaco. Una porta in fondo. ARIMANE (tiene in mano, aperta, una lettera dai molti sigilli; ha l' aria di continuare un discorso già iniziato) Venerabili signori, si tratta dunque di concludere, direi coronare, il nostro ormai lungo lavoro. Come ho avuto l' onore di esporvi, la Direzione, pur con qualche minore riserva, e ripromettendosi di apportare qualche non essenziale modifica al nostro operato, è in linea di massima soddisfatta sia dell' organizzazione da noi attuata, sia della sua attuale gestione. È stata encomiata particolarmente la elegante e pratica soluzione del problema della rigenerazione dell' ossigeno (accenna al consigliere termodinamico, che si inchina ringraziando); il felice procedimento proposto e realizzato dal consigliere chimico (cenno e inchino c. s.) per la chiusura del ciclo dell' azoto; ed in altro campo, non meno importante, la messa a punto del volo battente, per cui sono lieto di trasmettere al consigliere meccanico (cenno e inchino c. s.) l' alto elogio della Direzione, insieme con l' incarico di renderne partecipi il preposto agli uccelli ed il preposto agli insetti che lo hanno coadiuvato. Devo infine lodare la solerzia e la perizia delle maestranze, grazie a cui, quantunque l' esperienza di fabbricazione non possa dirsi lunga, lo sfrido, gli esemplari bocciati al collaudo e gli scarti di produzione possono dirsi ridotti a limiti più che soddisfacenti. Nella sua odierna comunicazione, la Direzione (mostra la lettera) rinnova, in forma più esplicita, le sue pressioni affinché i lavori di progettazione relativi al modello Uomo trovino sollecita conclusione. Allo scopo di adeguarci per il meglio alle superiori disposizioni, sarà quindi opportuno addentrarsi risolutamente nei particolari del progetto. ORMUZ (è un personaggio triste e dimesso. Durante tutto il discorso di Arimane ha dato segni di inquietudine e disapprovazione; a varie riprese ha accennato a prendere la parola, poi, come se non osasse, si è riseduto. Parla con voce timida, con esitazioni e pause, come se trovasse a stento le parole) Vorrei pregare il mio venerabile collega e fratello di dare pubblica lettura alla mozione a suo tempo approvata dal Consiglio direttoriale esecutivo, relativa alla questione Uomo. È passato parecchio tempo, e temo che alcuni degli interessati non l' abbiano più presente. ARIMANE (visibilmente contrariato: guarda con ostentazione l' orologio da polso, poi il grande orologio) Collega segretario, la prego di ricercare fra gli atti la mozione Uomo, ultima redazione. Non ne ricordo con esattezza la data, ma dovrebbe trovarsi press' a poco all' epoca dei primi verbali di collaudo relativi ai placentati. La prego di far presto: la quarta glaciazione sta per cominciare, e non vorrei che si dovesse rimandare tutto ancora una volta. SEGRETARIO (nel frattempo ha cercato e trovato la mozione in un voluminoso incartamento; legge con voce ufficiale) "Il Consiglio direttoriale esecutivo, persuaso che (mormorio incomprensibile) ...; considerando ... (c. s.); nell' intento di ... (c. s.); conformemente ai superiori interessi della ... (c. s.); RITIENE OPPORTUNA la progettazione e creazione di una specie animale distinta da quelle finora realizzate per i requisiti seguenti: a) particolare attitudine a creare ed utilizzare strumenti; b) capacità di esprimersi articolatamente, ad esempio mediante segni, suoni, o con qualsiasi altro mezzo che i singoli signori tecnici riterranno atto allo scopo; c) idoneità alla vita sotto condizioni di servizio estreme; d) un certo grado, da stabilirsi sperimentalmente al suo valore ottimale, di tendenza alla vita associata. Sollecita dai signori tecnici e dagli uffici competenti il massimo interessamento per il suddetto problema, che riveste carattere di urgenza, e ne auspica una rapida e brillante soluzione". ORMUZ (si alza bruscamente in piedi e parla colla precipitazione dei timidi) Non ho mai fatto mistero della mia opposizione di principio alla creazione del cosiddetto Uomo. Già all' epoca in cui la Direzione aveva, non senza leggerezza (mormorii: Ormuz aspira profondamente, esita, poi continua) formulato la prima stesura della mozione ora letta, avevo fatto presenti i pericoli connessi con l' inserimento del cosiddetto Uomo nell' equilibrio planetario attuale. Naturalmente, conoscendo l' importanza che per ragioni fin troppo ovvie la Direzione annette al problema in questione, e la proverbiale ostinazione (mormorii, commenti) della Direzione medesima, mi rendo conto che è ormai tardi per provocare il ritiro della mozione. Mi limiterò quindi, volta per volta, ed in sede puramente consultiva, a suggerire quelle modifiche e quelle attenuazioni all' ambizioso programma del Consiglio che, secondo me, ne permetteranno l' attuazione senza eccessivi traumi a lunga o breve scadenza. ARIMANE Sta bene, sta bene, venerabile collega. Le sue riserve sono note, noto è il suo personale scetticismo e pessimismo, e nota infine è la sua interessante relazione sul discutibile risultato di esperimenti similari da lei stesso condotti in varie epoche e su altri pianeti, al tempo in cui avevamo tutti le mani più libere. Sia detto fra noi, quei suoi conati di Superbestie tutte raziocinio ed equilibrio, piene fino dall' uovo di geometria, di musica e di saggezza, facevano ridere i polli. Sapevano di antisettico e di chimica inorganica. A chiunque avesse una certa pratica delle cose di questo mondo, o d' altronde di qualsiasi altro mondo, sarebbe stata intuitiva la loro incompatibilità con l' ambiente che le circondava, ambiente per necessità florido e putrido insieme, pullulante, confuso, mutevole. Mi permetterò di ripeterle che proprio a causa di questi insuccessi la Direzione insiste e preme ora affinché venga finalmente affrontato di petto, con serietà e competenza, (ripete con intenzione) con serietà e competenza, ho detto, questo ormai vecchio problema; ed affinché faccia la sua comparsa l' ospite atteso, (liricamente) il dominatore, il conoscitore del bene e del male; colui insomma che il Consiglio direttoriale esecutivo ebbe elegantemente a definire come l' essere costruito ad immagine e somiglianza del suo creatore. (Applausi composti ed ufficiali). Al lavoro, dunque, o signori; ed ancora una volta permettetemi di ricordarvi che il tempo stringe. CONSIGLIERE ANATOMISTA Domando la parola. ARIMANE La parola al collega consigliere anatomista. CONSIGLIERE ANATOMISTA Dirò in breve quanto la mia competenza specifica mi suggerisce circa l' impostazione del problema. In primo luogo, sarebbe illogico partire da zero, trascurando tutto il buon lavoro svolto finora sulla terra. Già possediamo un mondo animale e vegetale approssimativamente in equilibrio; raccomando perciò ai colleghi progettisti di astenersi da scarti troppo arditi e da troppo audaci innovazioni sui modelli già attuati. Il campo è già fin troppo vasto. Se mi fossero concesse indiscrezioni che sfiorano i limiti del riserbo professionale, potrei intrattenervi a lungo sui numerosissimi progetti che vanno accumulandosi sul mio scrittoio (per non dire di quelli cui si addice il cestino). Notate bene, si tratta di materiale spesso assai interessante, e comunque originale: organismi progettati per temperature varianti da -270 a +300ä C, studi su sistemi colloidali in anidride carbonica liquida, metabolismi senza azoto o senza carbonio, e così via. Un bel tipo mi ha addirittura proposto una linea di modelli vitali esclusivamente metallici; un altro, un ingegnosissimo organismo vescicolare quasi perfettamente autarchico, più leggero dell' aria perché gonfio di idrogeno che esso ricava dall' acqua mediante un sistema enzimatico teoricamente ineccepibile, e destinato a navigare col vento per tutta la superficie terrestre, senza sensibile spesa di energia. Accenno a queste curiosità essenzialmente per darvi un' idea dell' aspetto, dirò così, negativo delle mie mansioni. Si tratta, in vari casi, di temi potenzialmente fecondi: ma sarebbe a mio parere un errore lasciarsi distrarre dal loro indiscutibile fascino. Mi pare indubbio, se non altro per ragioni di tempo e di semplicità, che nel progetto in esame il punto di partenza vada cercato in uno dei campi in cui la nostra esperienza sia stata meglio e più a lungo collaudata. Questa volta non ci possiamo permettere tentativi, rifacimenti, correzioni: ci sia di ammonimento il disastroso insuccesso dei grandi sauri, che pure sulla carta promettevano tanto bene, e che, in fondo, non si scostavano gran che dagli schemi tradizionali. Scartando per ovvie ragioni il regno vegetale, addito pertanto all' attenzione dei progettisti i mammiferi e gli artropodi (brusio prolungato, commenti); né vi nasconderò che la mia personale predilezione va a questi ultimi. ECONOMO Come è mia abitudine e mio dovere, intervengo non interpellato. Collega anatomista, mi dica: quali, secondo lei, dovrebbero essere le dimensioni dell' Uomo? CONSIGLIERE ANATOMISTA (preso alla sprovvista) Ma ... veramente ... (calcola a mezza voce, scarabocchiando cifre e schizzi davanti a sé su un foglio) vediamo ... ecco, da una sessantina di centimetri a quindici o venti metri lineari. Compatibilmente con il prezzo unitario e con le esigenze della locomozione, io opterei per le dimensioni maggiori: mi sembrano garantire un più facile successo nell' inevitabile competizione con altre specie. ECONOMO Data la sua preferenza per gli artropodi, lei pensa dunque ad un Uomo lungo una ventina di metri ed a scheletro esterno? CONSIGLIERE ANATOMISTA Certo: mi permetto di ricordarle, modestamente, la eleganza di questa mia innovazione. Collo scheletro esterno portante si soddisfa con un' unica struttura alle esigenze del sostegno, della locomozione e della difesa; le difficoltà dell' accrescimento, come è noto, si possono facilmente aggirare con l' artifizio delle mute, da me recentemente messo a punto. L' introduzione della chitina come materiale di costruzione .... ECONOMO (gelido) ... Lei conosce il costo della chitina? CONSIGLIERE ANATOMISTA No, ma in ogni modo .... ECONOMO Basta. Ho elementi sufficienti per oppormi recisamente alla sua proposta di un uomo artropodo di venti metri. E, meglio pensando, neppure di cinque, e neppure di un metro. Se lo vorrete fare artropodo, affar vostro; ma se sarà più grosso di un cervo volante, io non rispondo più di nulla, e col bilancio ve la vedrete voi. ARIMANE Collega anatomista, il parere dell' economo (oltre che, a mio parere, giustificatissimo) è purtroppo inappellabile. Mi pare d' altronde che, oltre ai mammiferi, a cui lei accennava poc' anzi, l' ordine dei vertebrati presenti ancora interessanti possibilità fra i rettili, gli uccelli, i pesci .... MINISTRO DELLE ACQUE (vecchietto arzillo, con la barba azzurra ed in mano un piccolo tridente) Eccola, eccola, la parola giusta. È inconcepibile, a mio avviso, che in quest' aula non si sia ancora fatto cenno della soluzione acquatica. Ma già, si tratta di una aula disperatamente asciutta: pietra, cemento, legno, non una pozzanghera, che dico? nemmeno un rubinetto. Roba da sentirsi coagulare! Eppure tutti sanno che le acque coprono i tre quarti della superficie terrestre; ed inoltre, la terra emersa è una superficie, non ha che due dimensioni, due coordinate, quattro punti cardinali; mentre l' oceano, signori, l' oceano .... ARIMANE Non avrei obiezioni di principio contro un Uomo in tutto o in parte acquatico; ma il comma a) della mozione Uomo parla di strumenti, e mi domando con quale materiale un uomo galleggiante o subacqueo potrebbe foggiarseli. MINISTRO DELLE ACQUE Non vedo la difficoltà. Un Uomo acquatico, specie se con abitudini costiere, avrebbe a sua disposizione gusci di molluschi, ossa e denti di ogni specie, minerali vari di cui molti facilmente lavorabili, alghe con fibre tenaci; anzi, a questo proposito, basterebbe una mia parolina al mio amico preposto ai vegetali, e nel giro di qualche migliaio di generazioni potremmo disporre in abbondanza di qualsiasi materiale simile ad esempio al legno, o alla canapa, o al sughero, di cui gli proponessimo i requisiti: entro i limiti, beninteso, del buon senso e della tecnica attuale. CONSIGLIERE PSICOLOGO (è equipaggiato da "marziano", con casco, occhiali enormi, antenne, fili ecc.) Signori, siamo, anzi siete, fuori strada. Ho sentito or ora parlare come se niente fosse di un uomo costiero, senza che alcuno si sia alzato per far rilevare l' estrema precarietà di vita a cui sono sottoposte le creature che vivono fra la terra e l' acqua, esposte all' insidia di entrambi gli elementi. Si pensi ai guai delle foche! Ma c' è ben altro: mi pare chiaro, da almeno tre dei quattro commi della mozione direttoriale, che l' uomo viene tacitamente inteso come ragionevole. MINISTRO DELLE ACQUE Si capisce! E con questo? Vuole forse insinuare che non si può ragionare stando sott' acqua? E io allora che ci starei a fare, io che trascorro in acqua la quasi totalità delle mie ore lavorative? CONSIGLIERE PSICOLOGO La prego, venerabile collega, si calmi e mi lasci dire. Non c' è niente di più facile che tirar giù un bel rotolo di disegni, in pianta e spaccato, con tutti i particolari costruttivi, di un bel bestione o bestiola, colle ali o senza, colle unghie o colle corna, con due occhi o otto occhi o centottanta occhi, o magari con mille zampe, come quella volta che mi avete fatto sudar sangue per mettere in ordine il sistema nervoso del millepiedi. Poi si fa un circolino vuoto dentro la testa, con scritto accanto col normografo: "Cavità cranica per sistemazione encefalo", e il capo psicologo deve cavarsela. E finora me la sono cavata, nessuno può negarlo, ma, dico io, non vi siete resi conto che se qualcuno deve dire la sua, sul tema dell' uomo acquatico, o terrestre, o volante, quello sono io? Gli strumenti, e il linguaggio articolato, e la vita associata, tutto in un colpo solo, e subito, e (ci scommetto) magari qualcuno troverà ancora a ridire perché il senso d' orientamento è un po' scarso, o qualcun altro (guarda l' economo con intenzione) protesterà perché al chilo viene a costare di più di una talpa o di un caimano! (Mormorii, approvazioni, qualche dissenso. Il consigliere psicologo si toglie il casco da marziano per grattarsi la testa ed asciugarsi il sudore, poi lo rimette e continua) Insomma, ascoltatemi bene, e se qualcuno vorrà riferire a quelli di lassù, tanto meglio. Di tre cose l' una: o mi si prenderà d' ora in avanti sul serio, e non mi si presenteranno più i progetti già belli e pronti e firmati; o mi si lascerà un tempo ragionevole per uscire dai pasticci; o io mi dimetto, e allora, invece del circolino vuoto, il collega anatomista potrà mettere, nella testa delle sue più ingegnose creazioni, un pacchetto di connettivo, o uno stomaco di emergenza, o, meglio che tutto, un bel gnocco di grasso di riserva. Ho detto. Silenzio compunto e colpevole da cui emerge infine la voce suadente di Arimane. ARIMANE Venerabile collega psicologo, posso darle formale assicurazione che nessuno, in questa assemblea, ha mai pensato neppure per un istante a sottovalutare le difficoltà e le responsabilità della sua opera; d' altronde lei ci insegna che le soluzioni di compromesso sono una regola più che una eccezione, ed è nostro compito comune il cercare di risolvere i singoli problemi nello spirito della massima possibile collaborazione. Nel caso in discussione, poi, è evidente a tutti l' importanza preminente delle sue opinioni, ed è ben nota la sua competenza specifica. A lei dunque la parola. CONSIGLIERE PSICOLOGO (istantaneamente mansuefatto; prende fiato profondamente) Signori, è mia opinione, del resto ampiamente documentabile, che per mettere insieme un Uomo rispondente ai requisiti prescritti, ed insieme vitale, economico e ragionevolmente duraturo, occorrerebbe rifarsi alle origini, ed impostare questo animale su basi definitamente nuove. ARIMANE (interrompe) Niente, niente, non .... CONSIGLIERE PSICOLOGO Va bene, venerabile collega, l' obiezione dell' urgenza era prevista e scontata. Mi sia comunque concesso di deprecare che ancora una volta motivi estrinseci vengano a turbare quello che (e capita di rado!) avrebbe potuto diventare un lavoretto interessante; del resto, pare che sia questo il destino di noi tecnici. Per ritornare dunque alla questione di base, non v' è dubbio per me che l' Uomo ha da essere terrestre e non acquatico. Ve ne esporrò in breve le ragioni. Mi pare chiaro che questo Uomo dovrà possedere facoltà mentali piuttosto bene sviluppate, e questo, allo stato presente delle nostre conoscenze, non può venire attuato senza uno sviluppo corrispondente degli organi di senso. Ora, per un animale sommerso o galleggiante, lo sviluppo dei sensi incontra gravi difficoltà. In primo luogo, il gusto e l' olfatto verranno evidentemente a confondersi in un senso solo; il che sarebbe ancora il minor male. Ma pensate alle condizioni di omogeneità, direi di monotonia, dell' ambiente acqueo: non voglio ipotecare il futuro, ma i migliori occhi finora costruiti non possono esplorare che una decina di metri di acqua limpida, e pochi centimetri di acqua torbida; quindi, o daremo all' Uomo occhi rudimentali, o tali diventeranno per non-uso in poche migliaia di secoli. Lo stesso, o press' a poco, si può dire delle orecchie .... MINISTRO DELLE ACQUE (interrompe) L' acqua conduce egregiamente suoni, signore! e ventisette volte più rapidamente che non l' aria! MOLTE VOCI Cala, cala! CONSIGLIERE PSICOLOGO (continuando) ... si può dire delle orecchie: facilissimo invero costruire un orecchio subacqueo, ma altrettanto difficile generare suoni nell' acqua. Confesso che non saprei chiarirvene la ragion fisicale, che d' altronde non è affar mio; ma che il ministro delle Acque ed il venerabile collega anatomista mi spieghino la singolare circostanza del proverbiale mutismo dei pesci. Sarà questo magari un segno di saggezza, ma mi pare che, durante i miei viaggi di ispezione, ho dovuto spingermi fino ad un remoto angolo del mare delle Antille per trovare un pesce che emettesse suoni; e si trattava poi di suoni assai poco articolati ed anche meno gradevoli, che a quanto mi risulta il pesce suddetto, di cui mi sfugge il nome .... VOCI Il pesce vacca! il pesce vacca! CONSIGLIERE PSICOLOGO ... emette in modo del tutto casuale al momento in cui svuota la vescica natatoria. E, particolare curioso, emerge prima di emetterli. In conclusione, mi domando, e domando a voi, che cosa dovrà udire il perfezionato orecchio dell' Uomo-pesce, se non il tuono quando si avvicina alla superficie, il fragore della risacca quando si avvicina alla costa, ed i muggiti occasionali del suo collega delle Antille. A voi la decisione: ma vi ricordo che, stanti le nostre attuali possibilità costruttive, questa creatura sarebbe mezza cieca, e, se non sorda, muta: il che, quale vantaggio rappresenti per ... (afferra sul tavolo la mozione Uomo e legge ad alta voce) "... capacità di esprimersi articolatamente ecc. ecc." e più oltre: "... tendenza alla vita associata ..." lascio ad ognuno di voi giudicare. ARIMANE Mi permetterò di porre fine a questo primo fruttuoso scambio di vedute, traendone le conseguenze. L' Uomo non sarà dunque né artropodo né pesce; resta da decidere fra un uomo mammifero, rettile o uccello. Se mi è lecito esprimere in questa sede una mia opinione, dettata, più che dalla ragione, dal sentimento e dalla simpatia, mi si conceda di raccomandare i rettili alla vostra attenzione. Non vi nascondo che, fra le molteplici forme e figure create dalla vostra arte e dal vostro ingegno, nessuna più di quella del serpente ha destato la mia ammirazione. È forte ed astuto: "La più astuta delle creature terrestri", è stato detto da ben più alto Giudice. (Tutti si alzano e si inchinano). La sua struttura è di una semplicità ed eleganza eccezionali, e sarebbe peccato non sottoporla a perfezionamenti ulteriori. È un avvelenatore abile e sicuro: non gli dovrebbe essere difficile diventare, secondo i voti, il padrone della terra; magari facendo il vuoto attorno a sé. CONSIGLIERE ANATOMISTA Tutto vero: e potrei aggiungere che i serpenti sono straordinariamente economici, che si prestano a modifiche numerosissime e del massimo interesse, che non sarebbe difficile ad esempio ingrandirne la scatola cranica di un buon rettile fra quelli finora costruiti potrebbe resistere in climi freddi; il comma c) della mozione si troverebbe in difetto. Sarei grato al collega termodinamico se volesse confermare questo mio asserto con qualche dato numerico. CONSIGLIERE TERMODINAMICO (secco secco) Temperatura media annua superiore ai 10äC; mai temperature inferiori ai 15äC sotto zero. È tutto detto. ARIMANE (ride verde) Vi confesso che la circostanza, sebbene ovvia, mi era sfuggita; né vi nascondo un certo disappunto, poiché in questi ultimi tempi ho spesso pensato all' aspetto suggestivo che avrebbe presentato la superficie terrestre, solcata in ogni senso da poderosi pitoni variopinti, ed alle loro città, che mi piaceva immaginare scavate fra le radici di alberi giganteschi, e provviste di ampie camere di riposo e di meditazione collettiva per gli individui reduci da un pasto abbondante. Ma, poiché mi si assicura che tutto ciò non può essere, abbandoniamone il pensiero, e, ristretta ormai la scelta fra i mammiferi e gli uccelli, dedichiamo ogni nostra energia ad una sollecita definizione. Vedo che il nostro venerabile collega psicologo domanda di parlare: e poiché nessuno potrebbe negare che su di lui pesa buona parte della responsabilità del progetto, prego tutti di porgergli attento ascolto. CONSIGLIERE PSICOLOGO (esplode a parlare prima che l' altro finisca) Per conto mio, come ho già accennato, la soluzione andrebbe cercata altrove. Fin dal tempo in cui ho pubblicato il mio celebre ciclo di ricerche sulle termiti e sulle formiche ... (interruzioni da varie parti) ... ho nel cassetto un progettino ... (le interruzioni crescono di violenza) ... alcuni originalissimi automatismi che assicurano un incredibile risparmio di tessuto nervoso .... Si scatena un finimondo, a stento placato a gesti da Arimane. ARIMANE Le ho già detto una volta che queste sue novità non ci interessano. Manca assolutamente il tempo di studiare, varare, sviluppare e collaudare un nuovo modello animale, e dovrebbe essere lei il primo ad insegnarcelo: mi dica un po' , a proposito proprio degli imenotteri a lei cari, fra il loro prototipo e la loro stabilizzazione nella morfologia odierna non è trascorso un numero di anni rappresentabile con otto o nove cifre? La richiamo perciò all' ordine, e che sia l' ultima volta; altrimenti ci vedremmo costretti a rinunciare al suo prezioso aiuto, dal momento che, prima della sua assunzione, i suoi colleghi hanno messo a punto senza tante pretese, ad esempio, degli splendidi celenterati, che funzionano benissimo ancora oggi, non si guastano mai, si riproducono a bizzeffe senza fare storie, e costano una miseria. Quelli sì che erano tempi, sia detto senza offendere nessuno! Molti a lavorare e pochi a criticare, molti fatti e poche parole, e tutto quel che usciva di fabbrica andava bene senza le complicazioni di voialtri modernisti. Adesso, prima di passare un progetto alla lavorazione, ci vuole la firma dello psicologo, e del neurologo, e dell' istologo, e il certificato di collaudo, e il benestare del Comitato estetico in triplice copia, e il diavolo a quattro. E mi si dice che non basta, e che è prossima l' assunzione nientemeno che di un sovraintendente alle Cose dello Spirito, che ci metta tutti sull' attenti .... (Si accorge che si è lasciato andare troppo lontano, tace bruscamente e si guarda intorno con un certo imbarazzo. Poi si volge nuovamente al consigliere psicologo) Insomma, ci pensi sopra, e poi ci esponga chiaramente se a suo avviso si dovrà studiare un Uomo-uccello o un Uomo-mammifero, e su quali motivi questo suo parere riposa. CONSIGLIERE PSICOLOGO (deglutisce più volte, succhia la matita, ecc.; poi) Se la scelta si riduce a queste due possibilità, è mia opinione che l' Uomo deve essere uccello. (Clamori, commenti. Tutti si scambiano cenni di soddisfazione, annuiscono; due o tre accennano ad alzarsi come se tutto fosse finito). Un momento, perdinci! Non ho mica detto, con questo, che sia sufficiente andare a ripescare in archivio il progetto Passerotto o il progetto Barbagianni, cambiare il numero di matricola e tre o quattro capoversi, e trasmettere al Centro Prove perché realizzi il prototipo! Vi prego di seguirmi con attenzione; cercherò di esporvi in breve (poiché vedo che avete fretta) le principali considerazioni sull' argomento. Tutto sta bene per quanto riguarda i punti b) e d) della mozione. Esiste già oggi un tale assortimento di uccelli canori che il problema di un linguaggio articolato, almeno sotto l' aspetto anatomico, è da ritenersi risolto; mentre nulla del genere è stato fatto finora fra i mammiferi. Dico bene, collega anatomista? CONSIGLIERE ANATOMISTA Benissimo, benissimo. CONSIGLIERE PSICOLOGO Resta naturalmente da studiare un cervello adatto a creare ed a servirsi del linguaggio, ma questo problema, di mia stretta competenza, rimarrebbe pressoché il medesimo qualunque fosse la forma che si stabilisse di assegnare all' uomo. Quanto al punto c), "idoneità alla vita sotto condizioni di servizio estreme", non mi risulta ne scaturisca un criterio di scelta fra mammiferi ed uccelli: in entrambe le classi esistono generi che si sono adattati agevolmente ai climi ed agli ambienti più disparati. È invece evidente che la facoltà di spostarsi rapidamente a volo costituisce una importante pregiudiziale a favore dell' Uomo-uccello, in quanto permetterebbe scambi di notizie e trasporto di derrate a distanza di continenti, agevolerebbe l' instaurarsi immediato di un unico linguaggio e di un' unica civiltà per l' intero genere umano, annullerebbe gli ostacoli geografici esistenti e renderebbe futile la creazione di artificiose delimitazioni territoriali fra tribù e tribù. E non occorre che insista sugli altri più immediati vantaggi che il volo rapido porta, nella difesa e nell' offesa contro tutte le specie terragnole ed acquatiche, e nel pronto ritrovamento di sempre nuovi territori di caccia, coltivazione e sfruttamento: per cui mi sembra lecito formulare l' assioma: "animale che vola non soffre la fame". ORMUZ Perdoni l' interruzione, venerabile collega: come si riprodurrà il suo Uomo-uccello? CONSIGLIERE PSICOLOGO (sorpreso ed irritato) Strana domanda! Si riprodurrà come gli altri uccelli: il maschio attirerà la femmina, o viceversa; la femmina sarà fecondata, sarà costruito il nido, deposte e covate le uova, e saranno allevati ed educati i piccoli, a cura di entrambi i genitori, finché non abbiano raggiunto un minimo di indipendenza. I più adatti se la caveranno. Non vedo motivo di cambiare. ORMUZ (dapprima incerto, poi sempre più acceso ed appassionato) No, signori, la cosa non mi sembra così semplice. Molti di voi lo sanno ... e del resto non ne ho mai fatto mistero con nessuno ... insomma, a me la differenziazione sessuale non è mai andata a genio. Avrà certamente i suoi vantaggi per la specie; avrà vantaggi anche per l' individuo (seppure, a quanto mi si riferisce, si tratti di vantaggi di assai breve durata); ma ogni osservatore obiettivo deve ammettere che il sesso è stato in primo luogo una spaventosa complicazione, ed in secondo, una fonte permanente di pericoli e di grane. Nulla vale quanto l' esperienza: poiché di vita associata si tratta, vogliate ricordare che l' unico esempio di vita associata realizzato con successo, e durato dal Terziario ad oggi senza il minimo inconveniente, resta pur sempre quello degli imenotteri; in cui, in buona parte per mia intercessione, il dramma sessuale è stato eluso, e relegato al margine estremo della società produttiva. Signori, è una preghiera questa che vi rivolgo: pesate le vostre parole prima di pronunciarle. Uccello o mammifero che l' Uomo abbia ad essere, è nostro dovere fare ogni sforzo per spianargli la strada, poiché il fardello che dovrà portare sarà grave. Conosciamo, per averlo creato, il cervello, e sappiamo di quali portentose prestazioni sia almeno potenzialmente capace, ma ne conosciamo altresì la misura ed i limiti; conosciamo anche, per avervi posto mano, le energie che dormono e si destano nel gioco dei sessi. Non nego che l' esperienza di combinare i due meccanismi sia interessante: ma confesso la mia esitazione, confesso il mio timore. Che sarà di questa creatura? Sarà duplice, sarà un centauro, uomo fino ai precordi e di qui belva; o sarà legato ad un ciclo estrale, ed allora come potrà conservare una sufficiente uniformità di comportamento? Non seguirà (non ridete!) il Bene e il Vero, ma due beni e due veri. E quando due uomini desidereranno la stessa donna, o due donne lo stesso uomo, che ne sarà delle loro istituzioni sociali, e delle leggi che dovranno tutelarle? E che dire, a proposito dell' Uomo, di quelle famose "eleganti ed economiche soluzioni", vanto del qui presente consigliere anatomista, ed entusiasticamente avallate dal qui presente economo, per cui con tanta disinvoltura si sono utilizzati a scopi sessuali orifizi e canali originariamente destinati all' escrezione? Questa circostanza, che noi sappiamo dovuta ad un puro calcolo di riduzione degli ingombri e dei costi, non potrà apparire altrimenti, a questo animale pensante, che un simbolo beffardo, una confusione abietta e conturbante, il segno del sacro-sozzo, della sragione bicipite, del caos, incastonato nel suo corpo, irrinunciabile, eterno. Eccomi alla conclusione, o signori. Sia fatto l' Uomo, se l' Uomo deve essere fatto; e sia pure esso uccello, se così vorrete. Ma mi sia concesso porre mano fin d' ora al problema, estinguere in germe oggi i conflitti che esploderanno fatalmente domani, affinché non si debba assistere, in un prevedibile futuro, all' infausto spettacolo di un Uomo maschio che muova il suo popolo a guerra per conquistare una femmina, o di un Uomo femmina che distolga la mente di un maschio da nobili imprese e pensamenti per ridurla in soggezione. Ricordate: colui che sta per nascere sarà nostro giudice. Non solo i nostri errori, ma tutti i suoi, per tutti i secoli a venire, peseranno sul nostro capo. ARIMANE Lei avrà magari anche ragione, ma non vedo che urgenza ci sia di fasciarsi la testa prima di essersela rotta. Non vedo cioè né la possibilità né la opportunità di refrigerare l' Uomo in sede di progettazione: e ciò per ovvie ragioni di speditezza dei lavori. Se poi davvero dovessero prendere corpo le sue angosciose previsioni, ebbene, allora si vedrà; non mancherà né l' occasione né il tempo di apportare al modello le correzioni che risulteranno più opportune. D' altronde, poiché l' Uomo, a quanto pare, sarà uccello, mi pare che non sia il caso di drammatizzare. Le difficoltà e i rischi che la preoccupano si potranno limitare agevolmente: l' interesse sessuale potrà essere ridotto a periodi estremamente brevi, forse a non più di qualche minuto all' anno; niente gravidanza, niente allattamento, una tendenza precisa e potente alla monogamia, una cova breve, dei piccoli che usciranno dall' uovo pronti o quasi alla vita autonoma. A questo si potrà pervenire senza rimaneggiare gli schemi anatomici ora in vigore, il che, oltre a tutto, comporterebbe spaventosi intralci di natura burocratica ed amministrativa. No, signori, la decisione è ormai presa, e l' Uomo sarà uccello: uccello a pieno titolo, né pinguino né struzzo, uccello volatore, con becco, penne, artigli, uova e nido. Restano solo da definire alcuni importanti particolari costruttivi, e cioè: 1) quali saranno le dimensioni ottime; 2) se converrà prevederlo sedentario o migratore .... (Alle ultime parole di Arimane, la porta di fondo si è andata cautamente aprendo. Sono apparsi il capo e una spalla del messaggero, che, senza osare interrompere, fa cenni vivaci e lancia occhiate in giro per attirare l' attenzione dei presenti. Ne nasce un mormorio e un trambusto di cui Arimane finisce coll' accorgersi) Che c' è? cosa succede? MESSAGGERO (ammicca ad Arimane con l' aria ufficiosa e confidenziale dei bidelli e dei sagrestani) Venga fuori un momento, venerabile. Novità importanti da .... (Accenna col capo all' indietro e all' insù). ARIMANE (lo segue fuori della porta; si sente un dialogare concitato, attraverso il brusio e i commenti degli altri. A un tratto la porta socchiusa viene chiusa con violenza dall' esterno, e poco dopo riaperta. Arimane rientra, con passo lento e a capo basso. Tace a lungo, poi) ... andiamocene a casa, o signori. È tutto finito, tutto risolto. A casa, a casa. Cosa stiamo a fare qui? Non ci hanno aspettati: non avevo ragione di avere fretta? Ancora una volta, hanno voluto farci vedere che noi non siamo necessari, che sanno fare da soli, che non hanno bisogno di anatomisti, né di psicologi, né di economi. Possono ciò che vogliono. ... No, signori, non so molti particolari. Non so se si siano consultati con qualcuno, o se abbiano seguito un ragionamento, o un piano lungamente meditato, o l' intuizione di un attimo. So che hanno preso sette misure di argilla, e l' hanno impastata con acqua di fiume e di mare; so che hanno modellato il fango nella forma che loro è parsa migliore. Pare si tratti di una bestia verticale, quasi senza pelo, inerme, che al qui presente messaggero è sembrata non troppo lontana dalla scimmia e dall' orso: una bestia priva di ali e di penne, e quindi da ritenersi sostanzialmente mammifera. Pare inoltre che la femmina dell' uomo sia stata creata da una sua costola ... (voci, interrogazioni) ... da una sua costola, sì, con un procedimento che non mi è chiaro, che non esiterei a definire eterodosso, e che non so se si intenda conservare nelle generazioni a venire. In questa creatura hanno infuso non so che alito, ed essa si è mossa. Così è nato l' Uomo, o signori, lontano dal nostro consesso: semplice, non è vero? Se e quanto esso corrisponda ai requisiti che ci erano stati proposti, o se non si tratti invece di un uomo per pura definizione e convenzione, non ho elementi per stabilire. Altro non ci resta dunque che augurare a questa creatura anomala una lunga e prospera carriera. Il collega segretario vorrà incaricarsi della stesura del messaggio augurale, della scheda di omologazione, della iscrizione sui ruolini, del calcolo dei costi eccetera; tutti gli altri sono sciolti da ogni impegno. State di buon animo, signori; la seduta è tolta.
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